Giovanni Albricci
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AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 15:
Bergamo voleva essere al passo con i tempi (altre città già possedevano una meridiana pubblica) e nel 1798 incaricò l’abate Giovanni Albrici di fare altrettanto. Non fu una scelta a caso. Appassionato di matematica, di scienze fisiche e meccaniche, aveva costruito numerosi meccanismi scientifici ed era direttore del gabinetto di fisica delle scuole pubbliche cittadine. Il luogo scelto per costruire la meridiana fu nel cuore di Bergamo alta, sotto il palazzo della Ragione, sul cui pavimento venne tracciata la linea per l’esatta determinazione del mezzogiorno; nell’arcata mediana meridionale del palazzo fu collocato lo gnomone con la piastrina con un foro di 15 millimetri di diametro, attraverso il quale cadeva il raggio di luce. Il sistema era completato dai segni dello Zodiaco e dall’indicazione delle ore del sorgere e del tramontare del Sole. La meridiana fu sottoposta a un radicale restauro nel 1875. Un secolo dopo vi è stato un nuovo intervento di restauro, in occasione del quale il vecchio gnomone è stato sostituito con l’immagine del Sole, opera dell’arch. Sandro Angelini. La meridiana fornisce oggi quattro informazioni: il mezzogiorno solare, il mezzogiorno locale medio, la data e l’ingresso del Sole nei segni dello Zodiaco.