Evaristo Baschenis. Il Trittico Agliardi
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Il Trittico, oltre alla bellezza che gli è propria, così ben motivata anche nel recente testo in inglese di Victor Coelho, è anche interessante come documento di un’evidente amicizia di Baschenis con gli Agliardi.
Essi infatti vivevano entrambi assai vicini di casa in Borgo S. Leonardo.
Baschenis, nato nel 1617, doveva avere al momento dell’autoritratto una cinquantina d’anni; dei tre fratelli Agliardi, Bonifacio era nato nel 1635 – quindi 18 anni dopo Baschenis – Alessandro nel 1636 e Ottavio nel 1645. Si noti che Ottavio diventerà poi monaco benedettino e sembra anche da recenti studi (Enrico De Pascale), che sia stato tramite tra Baschenis e il monastero benedettino di Venezia.
Doveva essere il prediletto di Baschenis, anche per il fatto che erano entrambi in religione, e per questo lo ritrae con sé.
Altri elementi che fanno supporre che il trittico sia stato un gesto di amicizia è che non si è trovato alcuna traccia di pagamenti di quadri così importanti, e che poco dopo egli poi ritrasse Alessandro, vestito in pompa magna, probabilmente in occasione della sua missione a Venezia. Quadro anche quello bello in sé ed è poi uno dei rari ritratti fatti da Baschenis, ma che lascia trapelare una vena di benevolo amichevole umorismo.
Per fare un breve quadro della famiglia Agliardi in quel momento, dirò che lo zio dei tre giovanotti era Bonifacio (1612-1667), tra i fondatori dell’Accademia degli Eccitati e poi Vescovo di Adria. Loro padre Camillo aveva sposato a Lendinara in Diocesi di Adria nel 1634 Ettora Martinengo di Cadivilla. Bonifacio e Camillo erano rimasti orfani del padre Bonifacio, che era morto nelle Fiandre durante l’assedio di Breda nel 1624, ed era sposato con Isotta Secco Suardo, che era quindi nonna dei tre fratelli.
Il maggiore di questi, Bonifacio, fu il primo cosignore della Calciana Inferiore; sposò nel 1665 Angela Pessina de’ Locatelli, e da essi discese l’attuale famiglia. Fu ritratto in tarda età anche dal pittore Antonio Cifrondi. Morì nel 1710.
Alessandro (morto nel 1692), laureato in “utroque juris” a Padova era amico di Sobieski, che lo protesse dal bando che aveva avuto in seguito a un conflitto mortale con un Benaglio; era inoltre famigliare inti¬mo del Cardinale Ursino e in corrispondenza con i Farnese.
Sombreno, 11 maggio 2007
Victor Coelho, The Guitar and Courtly Life: The Agliardi Triptych tratto da The Baroque Guitar: Players, Paintings, Patrons, and the Public in The World of Baroque Music. New Perspectives, edited by George B. Stauffer, Indiana University Press, Bloomington & Indianapolis, 2006, pp. 174-178.


