Don Troilo Fermo Lupi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

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Ramo di Chiuduno

Nato in Bergamo Alta, il 19 agosto 1601

Deceduto a Chiuduno il 25 marzo 1654

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GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 273-274:

Nacque a Bergamo Alta, nel territorio della parrocchia di San Salvatore, dal capitano Giovanni Maria il 19 agosto 1601.

Non è lui, ma probabilmente il cugino omonimo, figlio di Zaccaria, il Troilo ammesso nelle scuole della Mîa di Bergamo il 27 novembre 1640.

Il nostro Troilo divenne poi sacerdote diocesano di Bergamo [1824] e prestò servizio per tre anni presso la parrocchia di Santa Maria di Chiuduno, coadiuvando il parroco Don Giovanni Andrea Zonca (1621-1652), che rinunziò nelle mani della santa Sede a suo favore parlandone bene. Papa Innocenzo lo nominò parroco, con Bolla data da Roma il 12 aprile 1652. L’8 luglio Annibale Alessandri, dottore in utroque Canonico della cattedrale e provicario generale, diede esecuzione alla stessa in qualità di esecutore apostolico e mercoledì 10 Troilo venne immesso nel Beneficio dal cancelliere vescovile Pietro Petrobelli baciando l’altare al centro ed ai lati, suonando le campane, aprendo e chiudendo la porta.

Egli fece realizzare una grande tela, di 4x3 metri, raffigurante l’Assunzione di Maria Vergine al Cielo e l’Apostolato, opera, come si dice nei documenti, del cavalier Andrea Sacchi, per interessamento anche di Filippo Lupi, suo “cugino”, che il 28 novembre 1652 gli scrisse che il Sacchi aveva finalmente terminato il dipinto. Don Troilo lasciò memoria della sua collocazione nella chiesa di Lorino dietro l’altare maggiore dedicato alla Vergine nel libro dei battesimi dopo uno del 25 dicembre 1653 [1826].

Nel 1653 permutò alcuni terreni del Beneficio parrocchiale.

Morì il 24 marzo 1654, Don Ludovico Ferabò gli amministrò i Santi Sacramenti. Venne funerato il 25, giorno dell’Annunciazione. Dato che vi era contesa sulla spettanza di far l’officio del funerale fra Don Ferabò, in quanto gli aveva amministrato i Sacramenti, l’arciprete di Telgate ed i parroci di Grumello, Carobbio e Santo Stefano, che tutti ritenevano d’esser il viciniore, nel dubbio il funerale venne officiato dal parroco di Zandobbio in quanto vicario foraneo e le cere vennero lasciate al Ferabò, essendone in dubbio la spettanza. Gli succedette Don Venturino Bonomi (1654-1712).


NOTE

[1824] Mancano le ordinazioni dal 1626 al 1676. Alcuni cenni sulla sua figura si trovano in Gaspari “Chiduno Storia…” pag. 101.

[1826] Bottari V, 207-208 N.° CXVI; Pinetti “Due opere…”; Zalapì. L’opera, la maggior opera artistica chiudunese, la cui attribuzione è qui dichiarata e viene ripetuta anche in altri documenti, come ad esempio del restauro del 1753, ma non viene ritenuta opera sua da parte della critica, anzi viene attribuita a Mathias Stom.