Castello di Cenate Sotto - PROPRIETÀ: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Non sappiamo di chi sia stato inizialmente il castello. Forse fu un possedimento della famiglia da Cenate, che sembra aver avuto una qualche prerogativa giurisdizionale. Di un legame fra di essa ed il castello però non abbiamo documenti.
 
Non sappiamo di chi sia stato inizialmente il castello. Forse fu un possedimento della famiglia da Cenate, che sembra aver avuto una qualche prerogativa giurisdizionale. Di un legame fra di essa ed il castello però non abbiamo documenti.
 
Dividiamo l’esposizione in quattro parti: la prima relativa ai Suardi, la seconda al passaggio ai Lupi ed ai riferimenti di non ben chiara identificazione; passiamo poi ad un terzo capitolo sulla parte sud con un sottocapitolo attinente alla porzione appartenuta al ramo dei Lupi di Borgo San Tomaso ed infine ad un quarto, relativo alla proprietà della parte nord, cioè dei Lupi di Pignolo e successori.
 
Dividiamo l’esposizione in quattro parti: la prima relativa ai Suardi, la seconda al passaggio ai Lupi ed ai riferimenti di non ben chiara identificazione; passiamo poi ad un terzo capitolo sulla parte sud con un sottocapitolo attinente alla porzione appartenuta al ramo dei Lupi di Borgo San Tomaso ed infine ad un quarto, relativo alla proprietà della parte nord, cioè dei Lupi di Pignolo e successori.
  
L’ORIGINE ED I SUARDI
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Non disponiamo di documentazione sulla proprietà del castello prima del 1373, quando lo troviamo citato come in parte di Guglielmo fu Ameo Suardi, del ramo della famiglia Suardi detto dei Baldi dei Ruggeri . Due anni dopo la proprietà risulta frazionata fra famiglie diverse, i Suardi, i Mozzi, i Bozzi, i Madii, i Gargani ed i Lanzi, e viene in gran parte riaccorpata nelle mani di Guglielmo.
 
Non disponiamo di documentazione sulla proprietà del castello prima del 1373, quando lo troviamo citato come in parte di Guglielmo fu Ameo Suardi, del ramo della famiglia Suardi detto dei Baldi dei Ruggeri . Due anni dopo la proprietà risulta frazionata fra famiglie diverse, i Suardi, i Mozzi, i Bozzi, i Madii, i Gargani ed i Lanzi, e viene in gran parte riaccorpata nelle mani di Guglielmo.
 
A Cenate vi furono ampie proprietà della famiglia Suardi. Interessante è notare come si trovino numerosi esponenti di rami molto diversi ed abbastanza lontani da quello di Guglielmo. Ad esempio nel 1362 in località Visnat troviamo beni del milite Alberto Suardi, il cui antenato comune con Guglielmo era Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1213, nel 1389 beni di Scipione Suardi , di cui ne troviamo anche nel 1392 (quando era già stato creato milite e compare quindi come milite Scipione), del milite Giacomo e degli eredi del milite Guglielmo e degli eredi del milite Mazzolo . L’antenato comune era un altro Guglielmo figlio del già citato Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1226. Nel 1442 troviamo beni degli eredi di Gualterio Suardi, mentre nel 1477 abbiamo beni degli eredi di Suardino Suardi, del ramo di Trescore. Nel caso in cui fossero beni pervenuti per eredità sarebbero risalenti almeno alla prima metà del XIII secolo.
 
A Cenate vi furono ampie proprietà della famiglia Suardi. Interessante è notare come si trovino numerosi esponenti di rami molto diversi ed abbastanza lontani da quello di Guglielmo. Ad esempio nel 1362 in località Visnat troviamo beni del milite Alberto Suardi, il cui antenato comune con Guglielmo era Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1213, nel 1389 beni di Scipione Suardi , di cui ne troviamo anche nel 1392 (quando era già stato creato milite e compare quindi come milite Scipione), del milite Giacomo e degli eredi del milite Guglielmo e degli eredi del milite Mazzolo . L’antenato comune era un altro Guglielmo figlio del già citato Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1226. Nel 1442 troviamo beni degli eredi di Gualterio Suardi, mentre nel 1477 abbiamo beni degli eredi di Suardino Suardi, del ramo di Trescore. Nel caso in cui fossero beni pervenuti per eredità sarebbero risalenti almeno alla prima metà del XIII secolo.
 
Già il 27 gennaio 1336 troviamo interessi dei Suardi a Cenate. Infatti in quella data il notaio Adamino da Crene, a nome di Ameo fu Lanfranco fu Baldo Suardi Cittadino di Bergamo, acquistò da Beato fu Pietro Beati Cittadino di Bergamo, per un terzo, da Leonetto fu Bonafede fu Bonaventura Beati a nome suo e di suo fratello Giovannino di cui era curatore generale ed a nome dei fratelli Bertolino e Filippino di cui era tutore e dei cui beni aveva fatto inventario con atto di Rogerio da San Gervasio, per un altro terzo, e da Pasino ed Alessandro fratelli fu Asiato fu suddetto Bonaventura per il rimanente terzo, tutti i diritti che avevano contro Detesalvo fu Rogerio e Bianco fu Galizio Maifredi Maiochi e Oberto Leoni già consoli “gentilium et populi et universitatis”, cioè dei nobili e popolari e della totalità del Comune di Cenate, e Madino fu Giovanni Madii, Alberto Damasolli, Zambone Morandi, Degoldo fu Alberto Redulfi, Todeschino di ser Guala, Pagano di Maifredo, Giovanni fu Facio, Alberto Carismi, Brobo fu ser Pietro de Brolo, Girardo Salvetti, Belolo Truchi, Lanfranco di Bonfilio ed Oberto di Giovanni dell’Animella di Cenate credendari del Comune “gentilium et populi et universitatis” di Cenate, e Oberto di Madio, Pietro de Bozza, Redolfo di ser Pietro Redolii, Alberto di Lanfranco Atte, Alberto di ser Martino Domaselli, Giacomo di Giovanni Andrea, Alberto di Lanfranco ser Bonzani, Girardo di Lanfranco Carini, Andrea di Giacomo di ser Pietro Martini, Enrico di ser Pietro, Lanfranco di ser Guizardo, Nicola fu Al-
 
Già il 27 gennaio 1336 troviamo interessi dei Suardi a Cenate. Infatti in quella data il notaio Adamino da Crene, a nome di Ameo fu Lanfranco fu Baldo Suardi Cittadino di Bergamo, acquistò da Beato fu Pietro Beati Cittadino di Bergamo, per un terzo, da Leonetto fu Bonafede fu Bonaventura Beati a nome suo e di suo fratello Giovannino di cui era curatore generale ed a nome dei fratelli Bertolino e Filippino di cui era tutore e dei cui beni aveva fatto inventario con atto di Rogerio da San Gervasio, per un altro terzo, e da Pasino ed Alessandro fratelli fu Asiato fu suddetto Bonaventura per il rimanente terzo, tutti i diritti che avevano contro Detesalvo fu Rogerio e Bianco fu Galizio Maifredi Maiochi e Oberto Leoni già consoli “gentilium et populi et universitatis”, cioè dei nobili e popolari e della totalità del Comune di Cenate, e Madino fu Giovanni Madii, Alberto Damasolli, Zambone Morandi, Degoldo fu Alberto Redulfi, Todeschino di ser Guala, Pagano di Maifredo, Giovanni fu Facio, Alberto Carismi, Brobo fu ser Pietro de Brolo, Girardo Salvetti, Belolo Truchi, Lanfranco di Bonfilio ed Oberto di Giovanni dell’Animella di Cenate credendari del Comune “gentilium et populi et universitatis” di Cenate, e Oberto di Madio, Pietro de Bozza, Redolfo di ser Pietro Redolii, Alberto di Lanfranco Atte, Alberto di ser Martino Domaselli, Giacomo di Giovanni Andrea, Alberto di Lanfranco ser Bonzani, Girardo di Lanfranco Carini, Andrea di Giacomo di ser Pietro Martini, Enrico di ser Pietro, Lanfranco di ser Guizardo, Nicola fu Al-

Versione delle 20:15, 13 giu 2008

Vai a Lupi

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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 101-110:

Non sappiamo di chi sia stato inizialmente il castello. Forse fu un possedimento della famiglia da Cenate, che sembra aver avuto una qualche prerogativa giurisdizionale. Di un legame fra di essa ed il castello però non abbiamo documenti. Dividiamo l’esposizione in quattro parti: la prima relativa ai Suardi, la seconda al passaggio ai Lupi ed ai riferimenti di non ben chiara identificazione; passiamo poi ad un terzo capitolo sulla parte sud con un sottocapitolo attinente alla porzione appartenuta al ramo dei Lupi di Borgo San Tomaso ed infine ad un quarto, relativo alla proprietà della parte nord, cioè dei Lupi di Pignolo e successori.


L’ORIGINE ED I SUARDI

Non disponiamo di documentazione sulla proprietà del castello prima del 1373, quando lo troviamo citato come in parte di Guglielmo fu Ameo Suardi, del ramo della famiglia Suardi detto dei Baldi dei Ruggeri . Due anni dopo la proprietà risulta frazionata fra famiglie diverse, i Suardi, i Mozzi, i Bozzi, i Madii, i Gargani ed i Lanzi, e viene in gran parte riaccorpata nelle mani di Guglielmo. A Cenate vi furono ampie proprietà della famiglia Suardi. Interessante è notare come si trovino numerosi esponenti di rami molto diversi ed abbastanza lontani da quello di Guglielmo. Ad esempio nel 1362 in località Visnat troviamo beni del milite Alberto Suardi, il cui antenato comune con Guglielmo era Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1213, nel 1389 beni di Scipione Suardi , di cui ne troviamo anche nel 1392 (quando era già stato creato milite e compare quindi come milite Scipione), del milite Giacomo e degli eredi del milite Guglielmo e degli eredi del milite Mazzolo . L’antenato comune era un altro Guglielmo figlio del già citato Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1226. Nel 1442 troviamo beni degli eredi di Gualterio Suardi, mentre nel 1477 abbiamo beni degli eredi di Suardino Suardi, del ramo di Trescore. Nel caso in cui fossero beni pervenuti per eredità sarebbero risalenti almeno alla prima metà del XIII secolo. Già il 27 gennaio 1336 troviamo interessi dei Suardi a Cenate. Infatti in quella data il notaio Adamino da Crene, a nome di Ameo fu Lanfranco fu Baldo Suardi Cittadino di Bergamo, acquistò da Beato fu Pietro Beati Cittadino di Bergamo, per un terzo, da Leonetto fu Bonafede fu Bonaventura Beati a nome suo e di suo fratello Giovannino di cui era curatore generale ed a nome dei fratelli Bertolino e Filippino di cui era tutore e dei cui beni aveva fatto inventario con atto di Rogerio da San Gervasio, per un altro terzo, e da Pasino ed Alessandro fratelli fu Asiato fu suddetto Bonaventura per il rimanente terzo, tutti i diritti che avevano contro Detesalvo fu Rogerio e Bianco fu Galizio Maifredi Maiochi e Oberto Leoni già consoli “gentilium et populi et universitatis”, cioè dei nobili e popolari e della totalità del Comune di Cenate, e Madino fu Giovanni Madii, Alberto Damasolli, Zambone Morandi, Degoldo fu Alberto Redulfi, Todeschino di ser Guala, Pagano di Maifredo, Giovanni fu Facio, Alberto Carismi, Brobo fu ser Pietro de Brolo, Girardo Salvetti, Belolo Truchi, Lanfranco di Bonfilio ed Oberto di Giovanni dell’Animella di Cenate credendari del Comune “gentilium et populi et universitatis” di Cenate, e Oberto di Madio, Pietro de Bozza, Redolfo di ser Pietro Redolii, Alberto di Lanfranco Atte, Alberto di ser Martino Domaselli, Giacomo di Giovanni Andrea, Alberto di Lanfranco ser Bonzani, Girardo di Lanfranco Carini, Andrea di Giacomo di ser Pietro Martini, Enrico di ser Pietro, Lanfranco di ser Guizardo, Nicola fu Al-