Castello di Cenate Sotto - PROPRIETÀ: differenze tra le versioni
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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 101-110:
Non sappiamo di chi sia stato inizialmente il castello. Forse fu un possedimento della famiglia da Cenate, che sembra aver avuto una qualche prerogativa giurisdizionale. Di un legame fra di essa ed il castello però non abbiamo documenti. Dividiamo l’esposizione in quattro parti: la prima relativa ai Suardi, la seconda al passaggio ai Lupi ed ai riferimenti di non ben chiara identificazione; passiamo poi ad un terzo capitolo sulla parte sud con un sottocapitolo attinente alla porzione appartenuta al ramo dei Lupi di Borgo San Tomaso ed infine ad un quarto, relativo alla proprietà della parte nord, cioè dei Lupi di Pignolo e successori.
L’ORIGINE ED I SUARDI
Non disponiamo di documentazione sulla proprietà del castello prima del 1373, quando lo troviamo citato come in parte di Guglielmo fu Ameo Suardi, del ramo della famiglia Suardi detto dei Baldi dei Ruggeri . Due anni dopo la proprietà risulta frazionata fra famiglie diverse, i Suardi, i Mozzi, i Bozzi, i Madii, i Gargani ed i Lanzi, e viene in gran parte riaccorpata nelle mani di Guglielmo.
A Cenate vi furono ampie proprietà della famiglia Suardi. Interessante è notare come si trovino numerosi esponenti di rami molto diversi ed abbastanza lontani da quello di Guglielmo. Ad esempio nel 1362 in località Visnat troviamo beni del milite Alberto Suardi, il cui antenato comune con Guglielmo era Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1213, nel 1389 beni di Scipione Suardi , di cui ne troviamo anche nel 1392 (quando era già stato creato milite e compare quindi come milite Scipione), del milite Giacomo e degli eredi del milite Guglielmo e degli eredi del milite Mazzolo . L’antenato comune era un altro Guglielmo figlio del già citato Lanfranco di Ruggero, già morto nel 1226. Nel 1442 troviamo beni degli eredi di Gualterio Suardi, mentre nel 1477 abbiamo beni degli eredi di Suardino Suardi, del ramo di Trescore. Nel caso in cui fossero beni pervenuti per eredità sarebbero risalenti almeno alla prima metà del XIII secolo.
Già il 27 gennaio 1336 troviamo interessi dei Suardi a Cenate. Infatti in quella data il notaio Adamino da Crene, a nome di Ameo fu Lanfranco fu Baldo Suardi Cittadino di Bergamo, acquistò da Beato fu Pietro Beati Cittadino di Bergamo, per un terzo, da Leonetto fu Bonafede fu Bonaventura Beati a nome suo e di suo fratello Giovannino di cui era curatore generale ed a nome dei fratelli Bertolino e Filippino di cui era tutore e dei cui beni aveva fatto inventario con atto di Rogerio da San Gervasio, per un altro terzo, e da Pasino ed Alessandro fratelli fu Asiato fu suddetto Bonaventura per il rimanente terzo, tutti i diritti che avevano contro Detesalvo fu Rogerio e Bianco fu Galizio Maifredi Maiochi e Oberto Leoni già consoli “gentilium et populi et universitatis”, cioè dei nobili e popolari e della totalità del Comune di Cenate, e Madino fu Giovanni Madii, Alberto Damasolli, Zambone Morandi, Degoldo fu Alberto Redulfi, Todeschino di ser Guala, Pagano di Maifredo, Giovanni fu Facio, Alberto Carismi, Brobo fu ser Pietro de Brolo, Girardo Salvetti, Belolo Truchi, Lanfranco di Bonfilio ed Oberto di Giovanni dell’Animella di Cenate credendari del Comune “gentilium et populi et universitatis” di Cenate, e Oberto di Madio, Pietro de Bozza, Redolfo di ser Pietro Redolii, Alberto di Lanfranco Atte, Alberto di ser Martino Domaselli, Giacomo di Giovanni Andrea, Alberto di Lanfranco ser Bonzani, Girardo di Lanfranco Carini, Andrea di Giacomo di ser Pietro Martini, Enrico di ser Pietro, Lanfranco di ser Guizardo, Nicola fu Alberto di ser Giovanni, Teutaldo Avanci Peloxi, tutti di Cenate, vicini del Comune, per atto del notaio Giovanni Mantovani dell’8 marzo 1305.
Si può ipotizzare che a questa cessione non fosse estraneo il castello. È infatti plausibile che l’acquisizione di questi diritti abbia poi portato Ameo o suo figlio Guglielmo (che troviamo effettivamente proprietario del castello di Cenate) al possesso di una porzione o di quote del fortilizio, iniziando una politica che verrà portata a termine da Guglielmo stesso che assommerà in sé l’intera proprietà del castello. In questo caso ci troveremmo di fronte ad un castello nel quale vi erano ancora nel XIV secolo ampi diritti comunali, sia dei nobili che dei popolari. Un analogo esempio è quello dell’acquisizione del castello di Grumello del Monte da parte del cardinal Guglielmo Longhi degli Alessandri di Adrara († 1319), avvenuta per un quarto nel 1309 da Folchino da Tagliuno, Canonico di Telgate, e per il rimanente nel 1317 dai consoli e credendari del Comune dei gentili e popolari di Grumello, che all’epoca si trovava in ristrettezze economiche.
Nel 1348 troviamo proprietà degli eredi di Ameo Suardi a Cenate.
Il 6 aprile 1330 troviamo i fratelli Baldino, Ameo e Gentilino fu Lanfranco fu Baldo dei Ruggeri, eredi del padre per un terzo ciascuno, per divisione fatta . L’11 aprile 1337 troviamo i fratelli milite Baldino, Ameo e Gentilino eredi di Baldo . Il 21 ottobre 1341, con atto di Adamino da Crene, nella sua casa in vicinia di San Matteo (detta anche di San Maffeo), Ameo fece testamento, lasciando eredi i figli Guglielmo e Baldino ed eventuali propri figli nascituri dalla moglie Andriola fu Filippo Casati . Due divisioni fatte fra i fratelli Guglielmo e Baldino fu Ameo, la prima con atto di Giovanni di Zambone da Cenate del 20 dicembre 1357 e la seconda del 6 dicembre 1359 con atto di un notaio ignoto, non sono al momento reperibili.
Nulla si trova riguardo al castello di Cenate nella divisione del 10 febbraio 1368 fatta con atto di Todeschino Pilis in Antescolis nella casa di Baldino, teste Palamino fu Ameo, fra Guglielmo e Baldino milite fu Ameo, che richiama divisioni già fatte 4 dicembre 1367 in atti dello stesso Pilis con Baldino milite e Gentilino fratelli fu Lanfranco.
Nel 1373, come abbiamo visto, a Cenate, nel luogo detto al Castello, vi era un ‘ospizio’ di Guglielmo fu Ameo Suardi.
Il 18 giugno 1375 Pezzolo fu Rusca Zucchi di Trescore, ‘servitore’ del Comune di Bergamo, per Graziolo Cusadei di Crema giudice all’ufficio delle ragioni del Comune, a nome del podestà milite Pietro Visconti di Milano, per atto di Bartolomeo Biotti del 9 giugno, in pregiudizio di Donato fu Bertramo Mozzi, Alessandro fu Alessandro Bozzi, della vicinia di Sant’Andrea, Guglielmo detto Pelato fu Uguzzone Madii di Cenate, immise Zambone fu Martino da Prezzate, procuratore di Guglielmo fu Ameo Suardi della città di Bergamo per procura di Todeschino Pilis del 24 agosto, nel possesso di una terra sedimata, casata, ceppata, con una torre pavionata e con all’interno un celtro e con aia ed orto, aratoria e vitata, con un torchio e diversi generi di piante, di 9 pertiche, nel luogo di Cenate detto al Castello, confinante ad est con Guglielmo stesso, a sud con Lodovico Gargani Cittadino di Bergamo, ad ovest con una via, a nord ancora con Guglielmo ed in parte con Peccino Lanzi. Nel documento si menziona la porta della detta terra, verosimilmente l’ingresso del castello.
Il 5 giugno 1378 nel luogo di Cenate nel castello di Guglielmo fu Ameo il già citato Zambone da Prezzate (che sembra quasi essere una specie di fattore del Suardi) ricevette una promessa di pagamento da Manzino fu Maffeo fu Giovanni da Gandino, Bonetto fu Girardo Coffeni, Pero fu Zambone di Antrea Panigali e Giugno fu Piazetto tutti di Gandino.
Il 2 dicembre 1396 troviamo citati in vicinia di San Matteo l’ospizio di abitazione di Enrico e lui e suo fratello Pietro, eredi per due terzi del padre Guglielmo fu Ameo Suardi . L’altro terzo spettava al fratello Giovanni.