Luigi Gerardo Lupi (12)
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Detto anche Luigi Corrado Lupi
(n. Bergamo, 13 giugno 1762 † Cenate, 14 ottobre 1831)
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Conte, cavaliere
Figlio di PAOLO e di Laura Morandi
Sposato il 9 ottobre 1804, Bergamo, Parrocchia di S. Agata del Carmine, con Teresa Piatti, vedova del conte Marc’Antonio Grumelli († 1808), da cui
Paolo (1806†1807)
Sposato il 30 giugno 1813, Bergamo, Pignolo, S. Alessandro della Croce, con Giacoma Giovanna Moretti (n. ante 1795 † post 1825), da cui
Paolo (1813†1848)
Elisabetta (1815†1837/1856)
Giacomo (1816†1905)
Vittorio (1818†1891)
Anna Maria (1819†ca 1887)
Corrado (1820†1821)
Corrado (1822†1852)
Giulio (1823†1868)
Laura (1825†1895)
GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 224:
Nacque il 13 giugno 1762 nel palazzo di Pignolo da Paolo e da Laura Morandi. Spesso venne chiamato anche Luigi Corrado.
Nel 1797 fu eletto assistente del capo cantone di Borgo Sant’Antonio di Bergamo. Il 10 marzo 1798 quando le due legioni della Guardia Nazionale furono unificate fu posto a capo di uno dei tre battaglioni che componevano la nuova.
Nel 1799 venne eletto fra i deputati incaricati di omaggiare i comandanti delle truppe austro-russe e presentare loro le chiavi della città e provincia di Bergamo. Fu membro della Deputazione delle finanze. Con il ritorno dei Francesi fu continuamente sorvegliato e la sua famiglia fu esclusa da ogni impiego e costretta a pagare alla Repubblica Cisalpina una forte tassa di guerra di 1˙800 lire.
Nel 1800 fu membro di una commissione creata dai Francesi per esaminare i delitti dei detenuti per liberarne i meritevoli. Fu fra i commissari dell’eredità Carrara che nel 1804 aprirono l’Accademia. Fu presidente della fabbriceria di Pignolo almeno nel 1810 e nel 1813.
Il 9 ottobre 1804 nella parrocchia di Sant’Agata del Carmine sposò Teresa Piatti, vedova del conte Marc’Antonio Grumelli, che morì nel 1808 ed in seconde nozze il 30 giugno 1813 in Pignolo Giacoma Giovanna Moretti dalla quale ebbe nove figli.
Con il ritorno degli Austriaci fu eletto membro della Municipalità, che per mancanza di autorità superiori agiva come autorità suprema. Nel 1814 con lettera dei podestà Luigi Lochis, Rocco Cedrelli, Luigi Lupi, Gaetano Seminati e Giovanni Battista Rosciati segretario provvisorio si proposero i nomi del conte Giovanni Battista Vertova, Giovanni Battista Piazzoni, Luigi Lupi e Gerolamo Adelasio per il posto di podestà.
Con decreto della reggenza del 29 agosto 1815 numero 19354 venne scelto quale podestà interinale di Bergamo. Fu poi sostituito da Rocco Cedrelli come facente funzione per decreto delegatizio del 6 aprile 1816. Mentre aveva quest’incarico venne scelto dal Consiglio comunale come deputato nobile della deputazione incaricata di recare omaggio all’imperatore e presentargli la fedele sudditanza della città. Fu anche deputato a recarsi a Vienna a nome della città per le nozze dell’imperatore. Fu nella Commissione centrale di beneficenza, incarico che ricopriva nel 1820. Dopo la sua missione a Vienna fu dall’imperatore nominato deputato nobile della Provincia di Bergamo alla Congregazione centrale ripristinata di Milano, organismo con competenza finanziaria ed amministrativa, incarico che occupava nel 1817.
Venne nominato ciambellano dell’imperatore Francesco I con dispaccio del 15 ottobre 1818.
Spirò il 14 ottobre 1831 nel castello di Cenate. Venne sepolto il 17 “nel cimitero di quel luogo con croce presso un piccolo sacello”. Al funerale intervennero anche la confraternita del Santissimo di Cenate di cui era stato eletto protettore.
L’Imperiale Regio Tribunale ritirò la chiave di ciambellano da lui tenuta ed il 28 ottobre la restituì al Governo che il 2 dicembre la inviò al conte Ezernin gran ciambellano.