Giovanni Francesco Albani (19)

Da EFL - Società Storica Lombarda.

(ca. 1663 † post 1714)


Ambasciatore di Venezia presso Papa Alessandro VIII (1689-91). Sindaco della Roggia Urgnana, Commissario della difesa Civica, Maggiordomo del Senato Veneto. Cameriere di Sua Santità il papa Clemente XI.

[Genealogia]

Vai alla pagina Albani


Vittore Ghislandi (Fra' Galgario). Ritratto del conte Giovanni Francesco Albani (19). (1708) Olio su tela (cm 114x93). Milano, Museo Poldi Pezzoli (cat. n. 491, inv. n. 1546)

Figlio del conte GIOVANNI e di Lelia Poncini

Sp. Paola Marenzi

Figli: GIOVANNI GEROLAMO (ca. 1700 + 1763). Sacerdote Canonico del Capitolo della Cattedrale di Bergamo MARIO GEROLAMO (1701 + 1782) Sacerdote. Arcidiacono Canonico del Capitolo della Cattedrale di Bergamo CLEMENTE BONIFACIO (ante 1740 + post 1762) Condottiero di armati veneti. Sp. Camilla Ugoni. ESTORE

Maria Cristina Bozzoli Vittore Ghislandi detto Fra’ Galgario, ne I Pittori Bergamaschi. Il Settecento, vol. I, p. 120, scheda 119:

Ritratto di Giovanni Francesco Albani Olio su tela (cm 114x93) Milano, Museo Poldi Pezzoli (cat. n. 491, inv. n. 1546) Reca un’iscrizione in capitali dorate che forma un ovale intorno alla figura dell’effigiato: «IO. FRANC: ALBANUS. CO. ET EQ. PRAEFECTUS AULAE IN REGIONE BERGOMATE ELISABETH CHRISTINAE BRANSUICCENSIS, CAROLI III. HISPANIAE REGIS SPONSAE QUAE, IN ARCE SUA URGNANI PRANDENS DIE 30 MAI 1708 EUM REGALI MUNERE CONDECORAVIT AETA AN. 45». Il dipinto, in ottimo stato di conservazione, proviene dalla quadreria di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Ricordato dal Tassi, che lo giudicava «non inferiore al Vitellio», nel gruppo di opere dipinte tra il ritorno a Bergamo e la frequentazione milanese dello studio dell’Adler, il ritratto deve essere anticipato rispetto alla datazione tradizionale al 1715 (Caversazzi, Mazzini, Russoli). Anche ammettendo che l’iscrizione sia posteriore al dipinto, essa deve infatti cadere tra il 1708, anno in cui Elisabetta Cristina di Brunswick, promessa sposa di Carlo d’Asburgo proclamatosi re di Spagna col titolo di Carlo in, soggiorna in Italia, entrando solennemente in Milano l’11 giugno (Salmon, «Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo» Venezia 1751, XIX, p. 23), e il 1711, quando Carlo diviene imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Carlo VI. L’estrema finitezza della stesura pittorica concorda d’altra parte con una datazione precoce. Esposto a Bordeaux nel 1956 (n. 9). Bibl.: F. M. Tassi 1793, II, p. 60; G. Berlini 1881, p. 18, n. 11; G. Moratti ms. 1900, I, p. 429; Museo Poldi Pezzoli 1911, p. 65, n. 491; E. Fornoni ms. s. d. (ca. 1915-20), IV, p. 82, n. 54; C. Caversazzi 1927, p. 136; A. Morassi 1936, p. 23, n. 491; F. Russoli 1951, p. 17, n. 491; id. 1955, p. 162, n. 491, fig. 54; De Tiepolo a Goya 1956, p. 6, n. 9; G. Testori 1970, tav. 1; AA.VV. 1972, p. 275, fig. 497; G. Butazzi 1977, p. 110, tav. 159.

Francesco Frangi “L’effetto naturale e sensitivo”: realtà ed espressione nella pittura di Fra’ Galgario, in Fra’Galgario. Le seduzioni del ritratto, Catalogo della mostra, Bergamo, Accademia Carrara, 2 ottobre 2003 – 11 gennaio 2004, a cura di Francesco Rossi. Milano, Skira, 2004, pp. 57-58:

[…] La disciplina naturalistica individuata nel doppio ritratto Rota si manifesta in tutti quest6i dipinti con una sicurezza altrettanto spavalda, sollecitando l’artista a una individuazione sempre schietta e non idealizzata del personaggio, apprezzabile anche nei ritratti di impostazione più sostenuta, come il Giovan Francesco Albani, del Poldi Pezzoli, che l’iscrizione vergata lungo il profilo dell’ovale permette di datare al 1708, facendoci intendere che l’opera venne commissionata (in segno di ringraziamento per l’ospitalità ricevuta nella rocca degli Albani ad Urgnano) niente di meno che da Elisabeta Cristina di Brunswick, la nobildonna fermatasi per qualche tempo a Milano e in Lombardia giusto in quell’anno, lungo il viaggio che l’avrebbe condotta nel 1709 a sposare a Barcellona Carlo III d’Asburgo e a divenire, così, regina di Spagna.