Giovanni Antonio detto Farinata Lupi (05)

Da EFL - Società Storica Lombarda.

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Anonimo. Ritratto di Farinata Lupi (ca. 1471 † 1500)

(n. ca. 1471 † Chiuduno [Bg], 10 luglio 1500)

Condottiere veneto

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Figlio di FILIPPO e di Dandola Leoni.


Olio su tela, cm 240x151, di anonimo lombardo della seconda metà del XVII secolo, Fondazione Morando-Bolognini.

Il personaggio, di età piuttosto giovanile, è raffigurato con una armatura coperta dal mantello rosso del comando. Tiene la gamba destra piegata e regge con la sinistra un bastone di comando. Nello sfondo scuro si vede una scena di battaglia, entro un paesaggio montuoso. Alla destra si trova un elemento architettonico con lo stemma ed al di sotto la scritta: IOA.es ANTONIVS / LVPVS / FARINATA / OLIM DICTVS / PRÆCLARVS / VENETORVM / DVX / 1494

La tela è purtroppo in mediocre stato di conservazione, con buchi e nella parte inferiore maldestri restauri, è ossidata, sporca ed allentata.

È racchiusa in una cornice originale in legno intagliato e dorato con piccole foglie ritmate. Al centro della quale vi è un cartiglio con scritto: DONO DELLA FAMIGLIA / LUPI DAINA


GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 211-212:

Nacque da Filippo e da Dandola Leoni. Come molti suoi fratelli ebbe incarichi ed impegni negli eserciti veneziani. È citato come maggiorenne nel 1489.

Ebbe il soprannome di Farinata.

Fu condottiere veneto sino alla morte, arrivando ad avere al suo comando sino a 50 uomini.

Con Ducale del 24 novembre 1491 fu inserito nel numero delle “lance spezzate” con 12 cavalli.

Partecipò alla famosa battaglia del Taro contro Carlo re di Francia il 7 luglio 1495, nella quale secondo alcuni egli ed alcuni suoi fratelli morirono combattendo valorosamente, ma la notizia della sua morte non appare veritiera, dato che viene citato anche successivamente.

In una sontuosa giostra che si fece in Bergamo il 4 luglio 1496 si segnalò con i fratelli Salvo e Troilo [1093]. Venerdì 4 dicembre 1496 venne citato in un atto nel quale Salvo fu cavalier Detesalvo Lupi agiva a nome della madre Bona.

Venne ferito a morte il 10 luglio 1500 in una “villa” dal Sanudo chiamata Chiuso, verosimilmente Chiuduno. Gerolamo Orio, podestà di Bergamo, nel settembre, affermando che la popolazione della città era litigiosa e che facilmente si facevano false testimonianze, ne deplorava l’uccisione. Il 9 agosto fu scoperto il colpevole, Lodovico Lanzi di Tebaldo, Cittadino di Bergamo, datosi alla latitanza, onde i Rettori della città, nello stesso giorno, scrissero a Venezia chiedendo il permesso di bandirlo, che fu concesso dal Senato con Ducale il 13 seguente, con la taglia di lire 1˙000 a favore di chi l’avesse arrestato vivo e di lire 500 per chi l’avesse ucciso.


NOTE

[1093] Lupi “Memorie…” 177. Il Lupi, riferendo la notizia, scrive che Si segnalò in una sontuosa giostra che in Bergamo si fece l’anno 1496 li 4 luglio, ove segnalaronsi parimente Salvo e Troiolo de’ Lupi suoi fratelli. Si riferisce a Gio: Ant., figlio di Franc.. Ma la cosa non sembra essere esatta. Infatti per quanto ne sappiamo Franc. ebbe solo un figlio, di nome Gio: Ant., e non due altri di nome Salvo e Troilo. Probabilmente il Lupi aveva notizia di una giostra cui avevano partecipato i fratelli Gio: Ant., Salvo e Troilo ed aveva pensato a quel Gio: Ant., dato che secondo lui lo zio omonimo sarebbe morto nel 1496. Visto che Filippo sposò la Leoni nel 1470, difficilmente suo figlio Franc., che non sembra essere il primo, avrebbe potuto nel 1496 avere un figlio in età da partecipare ad una giostra.