Pietro Liberi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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(Padova 1614 † Venezia 1687) detto il Libertino

Allievo del Varotari studiò Raffaello e Michelangelo a Roma e Correggio a Parma. Il suo disegno molto libero in certe pitture contrasta con la minuzia dell’esecuzione. È considerato uno dei più interessanti maestri veneziani del XVII sec.. Ebbe una vita avventurosa: nel 1628 fu a Costantinopoli, nel 1632 venne arrestato a Tunisi come spia. Nel 1633 era di nuovo in Italia, per recarsi poi ancora in oriente per alcuni servizi di guerra. Viaggiò in Spagna e Francia. Dal 1641 al 1643 fu a Firenze come pittore di corte. Nel 1643 dipinse a Venezia il suo capolavoro, La battaglia dei Dardanelli. Fu chiamato da Leopoldo I alla corte di Vienna, dove fu nominato “Reichsgraf” (conte dell’impero). Nel 1659 ritornò a Venezia dove visse fino alla morte, avendo preso residenza in un palazzo sul Canal Grande fatto costruire da Sebastiano Marroni. Sua opera a Bergamo: “Il diluvio” in Santa Maria Maggiore. Altre opere: a Chioggia (Duomo), a Firenze (Oratorio di S. Filippo Neri) a Lucca (Pinacoteca), a Modena (Galleria Estense), a Padova (S. Agostino, Chiesa dei Cappuccini, Duomo, S. Francesco, Museo Civico.

Le tele della raccolta Agliardi rappresentano allegorie.