Cecco del Caravaggio
FRANCESCO BONERI (o BUONERI) detto Cecco del Caravaggio (ca. 1589-90 † post 1630-40)
Il buio che avvolge questo misterioso pittore si sta diradando. Il nome di Francesco Boneri detto Cecco del Caravaggio è citato tra gli allievi di Michelangelo Merisi, con il Ribera, lo Spadarini ed altri, dal Mancini (“Considerazioni sulla pittura”, 1617-21). Viene citato dal Tassi tra i suoi collaboratori per gli affreschi nel Casino Montalto nella Villa Lante della Rovere di Bagnaia. Di un Cecco allievo di Caravaggio si riferisce in un inventario del 1635 per un dipinto della collezione del Duca di Savoia. Un sonetto del Sylos del 1673 cita Cecco del Caravaggio come autore della Cacciata dei mercanti dal tempio già della collezione del Principe Giustiniani. Sarà poi Roberto Longhi che nel 1943 restituisce la paternità di questa opera a Cecco e successivamente lo riconosce autore del Fabbricante di strumenti musicali prima attribuito al Finsonius. Così, via via gli vengono riconosciuti numerosi dipinti togliendoli a vari caravaggeschi. Nel 1605 un garzone di nome Francesco abitava col Caravaggio. Si ritiene che Cecco sia stato il modello per alcune opere del Merisi. Riallacciandosi agli studi del Longhi, e completandoli, Gianni Papi di Firenze ha pubblicato nel 1992 (Ed. Opus Libri) un interessante studio su Cecco del Caravaggio, e a lui dobbiamo queste notizie. Egli illustra con dovizia di informazioni e di illustrazioni l’affascinante riscoprirsi di un altro e importante pittore della famiglia Boneri, alzanese poi trapiantata a Bergamo. Famiglia di validi pittori, operosi nel corso del ‘500, dove figurano un Nicola, un Daniele ed anche un Francesco. Recentissimi studi indicherebbero un collegamento con la famiglia Merisi che emerge in un matrimonio nel 1601. Sembra che dopo il 1620-25 Egli sia tornato a Bergamo ed è una affascinante ipotesi la sua influenza sul Baschenis come tramite del messaggio Caravaggesco.