Aristide Dragoni. Improvviso - Agli sposi affettuosamente
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Composta il 30 novembre 1881 per il ritorno dal viaggio di nozze di Luigi Goltara Pezzoli d'Albertone ed Ernesta Brevi.
Con mio duol non potei di nozze il giorno
Darvi, o copia felice, il mio saluto;
Ed or con gioja pel vostro ritorno
Qui mi ritrovo a darvi il benvenuto
E ad augurare a voi, diletti sposi,
Giorni lunghi, felici, avventurosi.
Voi vedeste del fiero Ghibellino
E di Giotto la patria, Fiorenza;
Voi vedeste la nobile Torino,
Che fu culla di nostra indipendenza;
E vedeste ove naque chi primiero
Di terre ignote ci additò il sentiero.
Foste ove visse chi di Benevento
La battaglia descrisse in bella prosa.
Roma vedeste, Roma! infra le cento
Italiche città meravigliosa:
Roma! del mondo un tempo già regina
Cui lo stranier stupito ancor s’inchina.
Eppur son certo che ai paterni Lari
Voi ritornaste desïosi e lieti.
Qui nel loco natio, fra i vostri cari,
Fra le quete, domestiche pareti
Ove tranquilli riposar vi piace,
E la gioja gustar qui nella pace.
E gioja, sì, qui vera gioja avrete,
Qui circondati dal comune affetto
Che sapeste acquistar, ognor sarete;
Qui nell’amore, che vi scalda il petto,
Quel bene troverete non fugace,
Che solo può donar amor verace.
Siate felici. O gentil sposa, aperto
A nobili è il tuo core e dolci affetti;
E tu, Luigi, se pur io lo merto,
Che di te sia superbo a me permetti,
Quel germe di virtù fruttata ha assai,
Che nel tuo cor, fanciullo ancor gettai.
Come in voi furo i genitori, siate
Nella ventura prole avventurati;
E come foste voi, i figli fate
Nei genitori loro fortunati:
Questo avverrà, perché sempre il buon seme
Dà di buon frutto ben fondata speme.
E a te padre a Luigi, ed a voi madri
Tanto amorose de’ novelli sposi
De’ figli i figli vegeti, leggiadri
Sorridervi, baciarvi affettuosi
Auguro di veder. Quanto soave
Ciò vi sarà quando l’età fia grave!
E tu padre d’Ippolita, che al trono
Sei presso dell’Eterno e che felici
Vedi gli Sposi, a Lui ch’è giusto e buono
Porgi miei voti, ed ambo benedici;
E tu fa che nel corso di lor vita
Non trovin spine, ma la via fiorita.
Ecco i miei voti. Io ben più dir vorrei,
Ma la rima tiranna e la parola
Corrispondono male a’ pensier miei,
Pria di finire tutti ad una sola
Voce, v’invito a dir “evviva, evviva,
Viva agli sposi” e ripetiamo “evviva”.