Castello di Cenate Sotto - FASE VI

Da EFL - Società Storica Lombarda.
L'ampliamento rinascimentale (Fase VI, prima metà del XVI secolo, fino al 1580)
Il camino della cucina cinquecentesca
Il pozzo della cucina cinquecentesca
Il complesso all’inizio del XVII secolo (Fase VI, inizio del XVII secolo)
La zona sud-ovest oggi
La piazza del castello prima dei restauri
Il fronte est prima dei restauri
Il portico sud del cortile prima dei restauri
Il corpo ovest visto da ponente prima dei restauri

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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 47-50:


L'AMPLIAMENTO RINASCIMENTALE (FASE VI, PRIMA METÀ DEL XVI SECOLO)

Nel XVI secolo lo stabile subì un’ulteriore divisione rispetto a quella derivata dall’atto del 1477. I vari rami della famiglia Lupi tennero quasi tutti una porzione del castello, utilizzando l’edificio per propria abitazione, stabile o saltuaria, e cedendo in affitto molti rustici.

All’esterno del recinto in corrispondenza dell’ingresso antico fu realizzato un nuovo corpo di fabbrica, accostandosi a nord dell’antica cortina muraria. Questo è il primo nucleo che darà origine allo sviluppo verso settentrione del complesso che si completerà nel secolo successivo.

Questo corpo comprende la cucina del pian terreno, lo spazio oggi occupato dallo scalone seicentesco, la tinaia con sottostante cantina e la base di quella che sarà poi la torretta piccionaia.

Il nuovo corpo si sviluppava per un’altezza di due piani più il sottotetto e si ricollegò a quanto rimaneva della torre presso l’antica porta, a copertura del pian terreno della quale venne realizzata una volta con quattro lunette con terminazione triangolare . Il mezzanino oggi esistente in questa porzione del complesso fu realizzato nell’intervento seicentesco. Per realizzare un prospetto monumentale verso sud all’antica torre venne affiancata una scala ed un altro corpo edilizio a base quadrata. Si venne così a costituire un ampio prospetto rivolto verso sud che sin da lontano caratterizzava il complesso.

Di particolare interesse è la cucina. La volta è a botte con due catene e con su ogni lato tre lunette dello stesso tipo delle precedenti. Prende luce da tre finestre sul lato ovest e da una sul lato est che mette nell’attiguo passaggio sotto l’attuale scalone, mentre a fianco si trova una porta con contorno del XVII secolo. Sul lato sud vi è un camino in arenaria con lesene, mensola e cappa pronunciata, al centro della quale vi è lo stemma Lupi, databile con certezza alla prima metà del XVI secolo. A fianco del camino vi sono due porte: una con contorno del XVII secolo che mette nella torre ed una seconda con contorno forse del XVI che porta nell’attigua stanzetta, un tempo occupata dalle scale. Da qui poi una porta con contorni dello stesso secolo mette nella piccionaia, coperta da volta dello stesso tipo di quella inserita nella torre. Sul lato sud di questo locale si trova una recente piccola apertura. In parte sotto la cucina ed in parte sotto il muro ad est vi è una cisterna ricavata nel vuoto lasciato dal fossato del castello.

Qui, per non far gravare il peso del muro sulla volta della cisterna è stato realizzato un arco che scarica le spinte sui lati. Il pozzo si trova sul lato nord e la cisterna è chiusa da un tombino in pietra. Altre cisterne si trovano nel brolo a sud-ovest della torre ed a nord poco distante dall’ex fienile. A nord della cucina si trova una stanzetta di servizio che ha due scalette, una che da accesso al portico ed una seconda che porta alla sala da pranzo.

A questo intervento del XVI secolo risale altresì la tinaia, con le stanze attigue. Essa è costituita da un locale coperto da volta a botte e diviso in due parti (la parte nord è però aggiunta posteriormente), delimitate da due pilastri sostenenti tre archi di diversa luce, il centrale maggiore. Una scala nell’angolo di nord-ovest porta nella sottostante cantina. Alla tinaia si accede da due porte. Sul lato est si apre un piccolo vano, adibito a servizi. A sud della tinaia si accede a due stanzette per mezzo di due diverse porte. La parete sud di questi locali è costituita dall’antica cortina del castello nella quale si apre la già menzionata feritoia.

La cantina sottostante è coperta da volta a botte in mattoni, sempre del XVI secolo. Sul lato est si trova una finestra a bocca di lupo, sui due lati vi sono due lunette nella volta. Questa cantina è stata scavata distante rispetto alla parete di cinta del fortilizio, che rimane alcuni metri più a sud, per evitare le difficoltà tecniche di una sottomurazione. Questo locale venne ricavato sfruttando lo spazio vuoto dell’antico fossato del castello. Questi ampliamenti vennero realizzati attingendo abbondantemente ai ruderi di case esistenti all’interno del castello, come mostra la cospicua presenza di materiale medioevale.

Come già accennato, il corpo realizzato in quest’occasione aveva una lunghezza verso nord più limitata rispetto all’edificio attuale. Infatti sulla piazzetta è ancora in parte visibile lo spigolo con il quale terminava questo ampliamento. In pratica si fermava all’altezza del muro nord della cucina. In una polizza del 15 gennaio 1580 dei fratelli Adriano ed Orazio di Pietro Lupi, per beni ereditati dallo zio Guerino troviamo una casa in castello per abitazione da padrone, uno stallo nella villa per abitazione dei massari, una terra contigua allo stallo aratoria e vitata, detta del Dosso, confinante ad est con la strada, ad ovest e a nord con beni del padre . Nella polizza del padre Pietro del giorno 18 gennaio troviamo nel castello tre corpi di case “da fabricare” per suo uso con alcuni bregni appresso. Il tutto misurava 10:12:6:5 pertiche.

Interessanti i riferimenti alle case da fabbricare, cioè ricostruire ed ai bregni, cioè a ruderi di edifici. Sembra trattarsi della porzione posta a sud della Rocchetta in corrispondenza dell’angolo a sud-est del castello; questo documento chiarisce lo stato d’abbandono in cui erano caduti, dopo l’inizio del XV secolo, gli edifici che si trovavano al di fuori della Rocchetta.

Il 18 aprile 1585 Adriano ed Orazio di Pietro fu Detesalvo divisero i beni ereditati dallo zio Guerino Lupi e dal padre. Troviamo: una terra ortiva di 22:2:4 pertiche, toccata ad Adriano, giacente ad castrum, confinante ad est e sud con la strada, ad ovest con Gerolamo Lupi, a nord con la terra detta il castello. Troviamo anche una terra casata, ceppata, lobiata, solerata, bregnata e coltiva giacente nel castello confinante ad est con gli eredi del medico Cesare Lupi, in parte con la strada ed in parte con l’orto succitato, a sud con l’orto e ad ovest con Gerolamo Lupi, come pure a nord ove confinava anche in parte con gli eredi di Cesare ed in parte con la Rocchetta di Guerino già pervenuta ad Grazio. Anche questa terra toccò ad Adriano che avrebbe potuto appog-