Carminati

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Versione del 14 mar 2008 alle 23:16 di Ottavio (Discussione | contributi)

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Notevole rilevanza storica ebbe la famiglia dei Carminati originaria della val Brembilla dove nel medioevo erano feudatari. Antichissima notizia a loro relativa parla di un messaggio che nel 1006 Papa Giovanni XVIII inviò a Pietro Carminati della valle Brembilla. Ebbero una rigogliosa diramazione sia nella terra d’origine e valli adiacenti che in città a Bergamo, ma anche a Milano, a Venezia e in altre città, dove numerosi personaggi di spicco dettero origine a varie importanti famiglie. Parecchi Carminati che resistettero all’avvento dei veneziani dovettero emigrare nella bassa bergamasca: Treviglio, Antenate, ecc; altre per necessità di lavoro si erano trasferite a Genova nella compagnia dei Caravana e a Venezia alcuni come Bastasi, altri come negozianti, fecero notevoli fortune. In particolare una di esse venne aggregata al patriziato veneto per aver dato 100.000 scudi all’erario della Serenissima: con decreto del Senato e del Maggior Consiglio nel 1687 ne vennero investiti i fratelli Giovanni Battista, Antonio, Alessandro e Carlo Alberto, che avevano acquistato verso il 1650 il palazzo a San Stae.

A Milano emigrò Bartolomeo, capostipite dei Carminati Brembilla, esule dalla Valle Brembilla nel 1443 per ordine della Serenissima: ne discesero G. Francesco († 1599), deputato della Fabbrica del Duomo; Carlo (1606-1663), capitano della Milizia Urbana, Gerolamo (1658-1699), giureconsulto, pretore, il cui figlio Giulio Cesare (1685-1755) fu ammesso al patriziato milanese nel 1721 e fu dei XII di Provvisione nel 1722. Si ricorda poi Giulio (1837-1919), Gran Cacciatore di S. M. il Re, decorato della medaglia d’argento al valor militare per il fatto d’armi di Villafranca nel 1866, come ufficiale d’ordinanza del principe Umberto. Con R. D. 1899 otteneva il riconoscimento del titolo comitale e con altro R. D. del 1912 il titolo marchionale.

Gli stemmi dei Carminati rimasti bergamaschi e quelli dei Carminati divenuti veneti e milanesi sono riportati da Camozzi nel suo stemmario; gli stemmi dei rami milanesi sono riportati anche da Vittorio Spreti.

Assai numerosi sono i Carminati bergamaschi elencati dal Mozzi e da Arveno Sala, che li annovera nel 1369 tra le famiglie firmatarie della pace di Arenate; li cita anche come attivi nella bassa Valle Imagna e valli contigue nel 1400, con i soprannomi di Bunichi e Zanche.

C’è inoltre da attingere notizie nella folta schiera dei nomi che da allora sino ai giorni nostri risultano elencati da Bortolo Belotti, da Marcantonio Benaglio, da Luigi Pelandi e infine da Alberto Castoldi e nei fascicoli di Cognomi e famiglie bergamasche, ecc. Ma è impresa assai impegnativa far ordine, non disponendo di genealogie di supporto.

[GPA, 6 marzo 2008]