Castello di Chiuduno
Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, p. 171:
L’antico castello di Chiuduno fu fatto edificare a quanto sembra fra il 941 ed il 997 da un vescovo di Bergamo. Nel XII secolo l’Episcopato ne investì un ramo della famiglia da Ticengo, detta poi dei Capitani di Chiuduno. Nel XIV secolo sfuggì totalmente di mano al vescovo ed in parte ai Capitani stessi e venne diviso fra questi ed i Suardi, i Greppi, i della Crotta ed i Barzizza.
Anche questo possedimento passò poi dai Suardi ai Lupi, come il castello di Cenate.
Il 4 novembre 1397 nel Castello di Belgioioso il Duca Gian Galeazzo Visconti concesse in feudo nobile e gentile ad Enrico fu milite Guglielmo Suardi ed ai suoi discendenti in perpetuo, tanto maschi quanto femmine, una parte di questo castello con tutte le immunità ed i diritti, confinante ad est con beni degli eredi di Petrobono Capitani di Chiuduno, allora tenuti da Galvano fu Giovanni detto Moris Suardi dei Revolati, a sud con la via od accesso ed in parte con Giovanello fu Marchesino Capitani di Chiuduno, ad ovest con Bettino fu Giovanni Petrobono Capitani di Chiuduno ed in parte con Marciano Ferabò ed in parte ancora con Giacomo fu Bonetto Barzizza, a nord ancora con proprietà degli eredi di Petrobono tenute dal Suardi. Pare trattarsi della parte già appartenuta a Perfetto della Crotta. La concessione fu rogata dal notaio Castellano fu Franceschino Cristiani. Enrico giurò fedeltà al Duca.
Il 21 marzo 1421 il cavalier Gaspare Visconti per mandato del Duca Filippo Maria Visconti del 18, rinnovò l’investitura feudale a Guglielmo e Marco, a nome anche dei fratelli Castruccio e Rolando, figli di Enrico Suardi. Il castello però era in quel momento in parte diruptum. L’atto venne rogato dal notaio Giovanni Francesco fu Pietro Gallina.
Troviamo disposizioni testimoniali, avvenute fra il 10 ed il 30 aprile 1421, relative ad una controversia vertente davanti al vicario del podestà di Bergamo fra Paolo Barzizza fu Cominzolo e Guglielmo e fratelli Suardi. Si tratta di un documento molto interessante in quanto ci dà delucidazioni sulle vicende di questo fortilizio fra la fine del XIV ed i primi decenni del XV secolo. L’atto fu steso da Pietro Bardi e Peterzolo Casari ed il fascicolo fu copiato dal notaio Peterzolo di Bartolomeo da Bondo.
Nel 1441 la proprietà venne espropriata al ribelle Guglielmo Suardi e con Ducale del 17 maggio 1442 e successiva presa di possesso del 1° giugno assegnata a Detesalvo. Viene descritta come una casa nel castello di Chiuduno, confinante ad est con Baribando da Chiuduno, a sud con la Strada, ad ovest con Guglielmo e fratello Suardi ed in parte con i Capitani di Chiuduno, non è indicato il confine nord. L’abate Giovanni Suardi menziona una distruzione per ordine di Venezia nel 1454, ma la cosa non sembra confermata.
Con le divisioni del 16 aprile 1477 fu spartito fra Filippo e Bernardino Lupi e sembra che non vi fossero altri proprietari e che il fortilizio fosse fuori uso. In seguito abbiamo descrizioni nelle quali troviamo anche indicate delle torri.
Con testamento del 30 luglio 1789 Alessandro Lupi, ultimo del suo ramo, lasciò eredi i figli maschi della figlia Giulia e di Pinamonte Brembati, oppure, in mancanza di maschi, le femmine, ed usufruttuaria la moglie. Fra i beni troviamo una casa dominicale posta nella contrada di San Michele detta il Castello ed una casa masserizia nella contrada del castello, sopra il luogo detto Baradello, abitata dai massari Giovanni e Francesco fratelli Zinesi, vari ronchi “uniti contigui” con poca porzione di boschetto in contrada Strette, oltre ad altri ad Alzano Sopra e Zandobbio.
Oggi rimangono una torre trasformata in abitazione ed un torrione in pietra a vista, risalente forse al XIII secolo, dalla quale si vuole partano camminamenti.