Castello Castelli

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Versione del 9 ott 2007 alle 22:22 di Ottavio (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

Gabriele Medolago, Il Castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 294-295]


Su Castello o Castellino Castelli, il più famoso cronista bergamasco dei secoli XIV e XV, sono recentemente emersi nuovi documenti che permettono di dare maggiori notizie sulla sua figura. Nacque probabilmente verso il 1340-1345 (Capasso XXXVII) da Pietro fu Gio: Castelli di S. Gallo (Not. Martino Ambiveri 1353; Mozzi II, 144v; Capasso XXXVII. Si trova citato anche in un Pietro fu Zanino de Castello 2/12/1353 “Imbreviature bergamasche” 75v, e già morto nel 1370 Mozzi III, 144v; Capasso XXXIV). È stata proposta un’identificazione con un Castello fu Pietro Castelli di Antea (Not. Pietro Panizzoli imbr. 1370-1371 439 ASBg not. 48 27/9/1371; Salvetti 38. Il Capasso però li distingue.). Venne chiamato sia Castello che Castellino. Esercitò la professione del notaio. Il 7/5/1392 appose il suo segno di tabellionato nella matricola dei notai, impegnandosi ad osservare gli statuti, previa approvazione fatta da Enrico Mazuchelli, Simone Casari, Ant. Brembati e Bart. Lavezzoli (“Matricula notraiorum ” I f. 3v; Salvetti 38). I suoi atti esistevano ancora nel XVIII secolo e furono visti dal Mozzi e da Mario Lupi. Infatti il Mozzi VI, 313 ne cita uno del 27/7/1395 ed uno del 30/11/1400, redatto nel castello di Cicola, territorio di S. Stefano, abitazione di Ameo fu Baldino fu Ameo. Anche il Lupi “Genealogia…” I, 88 e Mozzi VI, 313 ne menzionano uno del 27/12/1395. La mancanza fu già segnalata dal Capasso XXXVI. Restano però alcune pergamene da lui redatte (oltre a quelle dell’AFSSL): uno in vicinia di S. Pancrazio il 9/5/1396 (PCB 2061) ed uno il 29/1/1405 nel monastero dei frati di Santa Maria del Carmelo nella vicinia Arena in città (PCB 2850). Fu eletto console dei notai e procuratori il 29/12/1405 ed il 30/6/1407 (Castello Castelli). In questo incarico lo troviamo nel 1405 (12/4/1405 PMÎA 1205), 1406 (Not. Giacomo Ambiveri imbr. 1406-1408 ASBg not. 247 14/1, 16/1, 2/2, 3/2 6/2, 16/3, 29/3/1406 ed altre; Capasso XXV), 1409 (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 imbreviatura straordinaria 1406-1412 f. 32-33 28/9/1409; in questa sua qualità approvò notai dal 15/1/1405 al 19/12/1408 (“Matricula notraiorum…” I, 27v-29). Come notaio egli stese o sottoscrisse numerosi atti dei Suardi. Ne trascrisse uno del 10 luglio 1359 rogato dal notaio Gio: di Cenate (AFSSL serie I, XVIa, IX, N.° 792 Ego Castelinus petri de castello notarius suprascripti Iohannis de cenate notarij subscripsi). Rogò un atto il 30/8/1385 per il milite Gio: fu milite Baldino (AFSSL serie I, XXVI, VII), il 21/4/1401 (AFSSL serie I, XVIa, XV, N.° 798) ed uno il 15/3/1406 (AFSSL serie I, XVIa, XVIII, N.° 801) per il dott. Pietro; ne rogò due per Francesca vedova di Poncino fu Baldino l’8/4/1406 (AFSSL serie I, XXI, VIII, N.° 1006) e l’8/4/1402 (AFSSL serie I, XXI, VIII) ed il 30/7/1408 per Maddalena fu Baldino fu Ameo (AFSSL serie I, XXI, X). Fu altresì fra gli amministratori della Misericordia Maggiore in cui fu eletto il 13/4/1406 (Castello Castelli; Calvi “Scena…” I, 94; Vaerini II, 113). Nel 1370 agì in giudizio anche a nome del fratello Ant. (Mozzi III, 144v; Capasso XXXIV), il 24/1/1376 lo troviamo come orginario di S. Gallo ed abitante a Bergamo in Arena (Mozzi III, 144v; Capasso XXXIV-XXXV), nel 1378 lo troviamo sottoposto ad una Taglia con il fratello Ant. nella vicinia di S. Giacomo (Mozzi III, 144v; Capasso XXXV). È famoso per il suo “Liber memorabilium”, la cronaca di avvenimenti bergamaschi dal 11/5/1378 al 5/8/1407, a numerosi dei quali egli stesso partecipò. Esso si inserisce nel genere delle memorie stese dai notai, di cui ci rimangono anche esempi nelle note di Ant. di Partino da Brembilla (Finazzi “Breves…”) e dei notai gandinesi recentemente pubblicate (Gelmi, Suardi “Cronache valgandinesi…”), che raccolgono note cronachistiche, senza alcuna ambizione letteraria, memorie familiari e di amici, conoscenti e persone eminenti, preludendo alle memorie familiari ed alle cronachette che si diffusero nei secoli successivi. Il 20/12/1381 lo troviamo come magistrato alle entrate del Comune di Bergamo (PCB 968; Capasso XXXV). Lo troviamo come consigliere di città nel 1402 ed il il 6/5/1404 (Camozzi “Rappresentanza…” che cita l’Angelini), 1407 (quando è indicato come nobilis vir, consiliarius civitatis Mozzi III, 144v, 196v; Capasso XXXV e Camozzi “Rappresentanza…” che cita gli atti Giacomo Ambiveri e Pergamene Mazzi) e nel 1408 nell’atto di dezione di Bergamo al Malatesta (Not. Giacomo Ambiveri imbr. 1406-1408 ASBg not. 247 4/11/1408; Capasso XXVI). Spesso figura come testimone in atti fatti dai nostri Suardi, come ad esempio nel 1370 (PACB 610), il 12/6/1389 (Not. Gio: Pilis ASBg not. 119 imbr. 1389 f. 372-373) e l’8/7/1389 (Not. Gio: Pilis ASBg not. 119 imbr. 1389 f. 407) in atti relativi al milite Guglielmo; il 5/4/1396 (AFSSL serie I, Xc, 515); l’11/7/1397 in un compromesso fra guelfi e ghibellini che elssero alcuni arbitri fra i quali Enrico Suardi (Not. Gasparino Mozzi imbr. 1397 ASBg not. 85 f. 129-132 (ex f. 59-60v) e f. 185-188 (ex 86-87v). Il 20/1/1405 fu fra i fideiussori di Ameo Suardi podestà di Val Camonica (Castello Castelli). Lo troviamo testimone in svariati altri atti: 30/6/1379 (Mozzi III, 250; Capasso XXXV); 1382 (Mozzi III, 196, 54v; Capasso XXXV); il 13/8/1408 (Not. Giacomo Ambiveri imbr. 1406-1408 ASBg not. 247; Capasso XXVI) il 25/1/1409 unitamente all’altro cronista e notaio Ant. fu Partino da Brembilla (Not. Peterzolo Casari ASBg not. not. 155 Imbrev. 1408-1427 f. 87), 5/11/1409 (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 Imbrev. 1410-1427 f. 414). Il 27/9/1371 nella vicinia di Arena, Castellino fu Pietro Castelli di Antea (cancellato) ab Bg affittò immobili ad Antea a Pietro fu Zambello di Piazzo (Not. Pietro Panizzoli imbr. 1370-1371 f. 439 ASBg not. 48 27/9/1371; Salvetti 38). Il 18/2/1406 affittò una casa in Sant’Agata a Bart. detto Monomio fu Zanetto Palmeni di S. Gervasio (Not. Giacomo Ambiveri imbr. 1406-1408 ASBg not. 247; Capasso XXVI). Il 19/11/1409 Castellino fu Pietro da Castello di S. Gallo diede ricevuta a Giacomo del Castello per una terra casata copata solerata aratoria vidata broliva e cortiva con un forno in vicinia di Borgo Canale contrada di Castagneta per investitura roigata dal notaio A. Crappi (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 Imbrev. 1410-1427 f. 423). Ebbe un figlio di nome Baldino, nome tipico dei Suardi, che nel 1398 andò a studiare a Pavia (Castello Castelli) e che viene ricordato come famoso medico (Vaerini II, 113). Nel 1399 lo troviamo tutore, unitamente a dei figli di sua figlia Ant.la o Toniola vedova di Bertolino Ulmieni (Registrum literarum 1399-1400 f. 15-16; Capasso XXXVI Nella vicinia di Arena il 23/5/1410 Castello fu Pietro Castelli cittadino di Bergamo malato, fece il suo testamento, annullando i precedenti. Furono presenti come testimoni Michele fu Pasino Locatelli, Leonardo fu Gio: Tochi da Mozzo, Pietro fu Gio: da Bonate Superiore, Gasparno fu Bonfado da Brembilla di S. Gallo, Maffeo fu Pietro Clari abitanti della vicinia di Arena e Zanno fu Albertino della Botta e Pietro fu Bettino Riniteis [???]. Lasciò erede universale Baldino suo figlio legittimo e naturale e della fu Marchisia Capitani di Mozzo sua moglie. Stabilì che in caso di morte di Baldino senza figli maschi legittimi e naturali sarebbe succeduto Amadeo fu Bonadeo. Lasciò obbligo di fare celebrare 56 messe annue. Lasciò ad Ant. fu Bonadeo ed Amadeo fu Bonfado[?] di Castello ed abitanti una terra in Sant’Agata. Stabilì che Ant.la figlia sua legittima e moglie di Peterzolo fu Gio: Calepio avrebbe potuto venire ad abitare nella casa del testatore alimentata da Baldino a vita. Stabilì che in caso di morte di Baldino e di vedovanza di Antonia usi l’usufrutto. Lasciò a Simona figlia di uno detto Salaro da Corte sua moglie massare in casa può abitare e godere della camera da letto sino alla morteed avere vitto e vestiario ed alimenti. Scegliette Petro fu Rainaldo Agazzi e d Ant. fu Bnadeo da Castello e Peterzino fu Ambrogio da S. Gallo per tassare alimenti di Simona In caso di controversia. In caso Simona non avesse potuto stare stabilì che avrebbe avuto i terreni di dote di 980 lire assegnati con atto di Simone Casari. Nel caso in cui Federico e fratelli fu Alessandro Crotta ed i nepoti rinunziassero ai diritti spettanti su di una terra broliva in Arena passi a Baldino. Il testatore lascia liberazione. Baldino deve fare 6 messe ogni anno (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 Imbrev. 1410-1427 f. 96-99). Il 10/6/1410 nella vicinia di Arena nella propria camera da letto Castello Castelli fece un altro testamento non finito (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 Imbrev. 1410-1427 f. 101). Spirò a quanto pare il 7/12/1412 (Calvi “Scena…” 94 diceva 1407 al momento della fine della cronaca, mentre in “Effemeride…” III, 30 si corregge dicendo 1412 tranedo la notizia da un manoscritto del Bonetti ora irreperibile; Vaerini II, 114; Capasso XXXVII-XXXVIII). Il 9/1/1413 nell’ospizio dove abita il podestà troviamo come testimone Guglielmo figlio di Castello Castelli (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 imbreviatura straordinaria 1406-1412 f. 84). Guillielmo filio Castelli de castello Il 5/1/1423 lo troviamo defunto quando suo figlio Baldino fu Castello Castelli da S. Gallo fece un atto a Bergamo in vicinia di S. Maffeo sulla caminata della casa degli eredi di Enrico Suardi, essendo presente come testimone Guglelmo fu Enrico Suardi (Not. Peterzolo Casari ASBg not. 154 Imbrev. 1416-1428 f. 88, Imbrev. 1421-1426 f. 358). Difficilmente come si è pensato (Mazzi “Sul diario…” 34-42 dove cita l’archivio del co: Giorlamo Secco Suardo di cui il conte completò il catalogo del XVIII secolo; Capasso CXXVI-CXXIX) si possono ritenere le numerose note quasi da memoriale di famiglia relative a questa consorteria.