Berlendis

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Versione del 3 set 2007 alle 23:52 di Ottavio (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

Nobile famiglia bergamasca originaria di Endenna, e di Somendenna, con un Teutaldo, che però non risulta nelle genealogia qui poi indicata. Risulta che un importante ramo si trasferì in San Vigilio; e furono presenti anche a Vertova e Nembro (XIII secolo) e più tardi ad Alzano, dove ebbero anche il cognome di “Vegis” (XV secolo). Questo ramo della famiglia modificò nel tempo il cognome in VEGIS e de VECCHI, ebbe per capostipite nel 1311 un Alessandro e si estinse nei primi decenni del XIX in casa Beroa. Si dispone di un loro consistente albero genealogico che solo con Francesco fu Zinino, quindi in minima parte, collima con il ramo dei Berlendis trasferiti a Venezia. A Bergamo, appunto, Francesco Berlendis fu fatto cittadino nel 1387. Troviamo i Berlendis ancora in Borgo Santa Caterina nel XVI secolo, attivi come maestri lapicidi, merciai, librai, ma soprattutto attivi nell’architettura e nelle costruzioni militari, con Bernardino, Paolo e Francesco, al servizio di Venezia; nella Dominante si affermò poi Nicolò orefice (1602, dove?). Altri Berlendis servirono militarmente la Repubblica nelle guerre di Cipro e di Gradisca, ed un sergente maggiore generale Giacomo (1610), cavaliere, morì nel 1662 con il grado di Sovraintendente generale delle artiglierie venete. Ebbero titolo di nobiltà e incarichi ecclesiastici politico-amministrativi con Nicolò, rettore di Treviso e Vicenza (XVII secolo). I suoi due figli Gulio - vescovo di Belluno - e Camillo furono nel 1662 aggregati al patriziato veneto. Quattro anni dopo il figlio di quest’ultimo, Nicolò, sposava Marina Sagredo del cavaliere e procuratore Giovanni, strenuo avversario dell’oligarchia (benché cugino del futuro doge Nicolò Sagredo [1675-76] e lui stesso aspirante al dogado), ma fu criticato per aver consentito questo matrimonio di sua figlia con un “parvenu”di fresca nobiltà veneta. Tuttavia i Berlendis, a detta dell’anonimo compilatore delle Distinzioni segrete erano «di buon genio, buoni costumi e di convenienti ricchezze». In quegli anni un Ettore Berlendis sposa a Chiuduno il 19-4-1663 Giulia Lupi (del ramo di Chiuduno). Andrà verificato il rapporto tre i Berlendis atttivi a Venezia e ivi noblilitati e quelli restati a Bergamo. La famiglia veneziana si estinse nel 1780 con Camillo q. Giovanni Giulio; quella bergamasca, ormai detti De Vecchi, pochi anni dopo. Nel XIX secolo rimangono ancora parecchi Berlendis: troviamo un architetto, Giuseppe (1795-1869), progettista di chiese neoclassiche che nel 1835 acquistò la casa dei nobili Cucchi in Borgo S. Tomaso, e un Edoardo che si affermò come musicista compositore (1877-1925).