Rivola

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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La nobile famiglia Rivola è tra le più antiche della città dì Bergamo: «ex primariis», (dipl. 1590 nell’arch. com.). Prese forse il nome da una piccola ripa ricordata nei più antichi statuti. Ancor oggi una viuzza, che da quella ripa conduce a S. Michele dell’Arco, si chiama «via Rivola»; qui dunque doveva trovarsi il più antico fortilizio dei Rivola. Ma già nel 1200 DAIBERTO, ATTO od AZZONE, BERARDO, MAZUCO e BELFANTE, diedero origine ai rami Daiberti, Azuelli, Berardi, Mazucconi e Belfanti. Da Belfante prese denominazione un castello situato sulla collina di S. Michele del Pozzo Bianco verso Pignolo, dove si ridusse a salvamento il vescovo Giovanni nel 1296 quando gli venne incendiato l’episcopio; la denominazione passò poi al baluardo sorto sopra le rovine di quello nel 1561. Un altro fortilizio avevano i Rivola a Comonte, e venne diroccato dal Piccinino; intorno si estendevano vasti possedimenti dei Mazucconi, dei Berardi e degli Agnelli, in Seriate, Albano, Costa di Mezzate, Brusaporto e Bagnatica; nel 1386 ANSELMINO di Guglielmo Berardi donò ad Arrigino 5000 pertiche di terra in Comonte, Seriate, Albano e Brusaporto. In compenso delle devastazioni subite FEDERICO Rivola ebbe da Venezia feudo nobile e gentile in Colognola, Verdellino e Stezzano nel 1433, FACINO ottenne investitura feudale nel 1443. È rimasto un ricordo del possesso di Comonte anche nel diritto di nomina del capellano di S. Maria Elisabetta di Comonte spettante all’anziano della famiglia Rivola.

Fin dalle origini del libero comune i Rivela ne furono l’anima, i capi, i difensori, sempre fedeli, sempre forti, sempre guelfi.

Furon consoli: GIOVANNI (1108); ALDO, LAZZARO e LANFRANCO (1110); DAIBERTO e GISALBERTO (1117); ALGISIO (1118); ATTO, di Daiberto (1129); ALBERTO (1150); MORESCO (1153); BENDEVACCA (1160); SOZZONE (1165); ALGISIO (1167); ATTO, di Magliavacca (1168); BERTRAMO di Moresco (1181); LANFRANCO di Zenone (1185); e poi di seguito i Rivola sedettero sempre in consiglio tra gli anziani dal principio fino al 1800.

LANFRANCO, di Mazocco fu prevosto della cattedrale di S. Vincenzo (1160); ALGISIO, delegato a Lodi per la Lega Lombarda (1167); LANFRANCO alla pace di Costanza (1185); MAZOCCO fu procuratore del Comune (1193); GUGLIELMO, delegato alla pace di Romano (1267); GIACOMO capitano generale a Bologna (1282); GUIDOTTO delegato di Bergamo a Palazzolo per la pace con Brescia (1307); RECUPERATO, pretore a Milano (1310), e poi ambasciatore a re Giovanni di Boemia (1330).

Nel registro dei consiglieri di Bergamo (1702-1704) sono indicati col titolo di conte (Ducale, 1702), CARLO, AGOSTINO, GEROLAMO, ENRICO e GIUSEPPE; poi PIER FRANCESCO (1722); FACINO (1737) e FEDERICO (1776). Il ramo dei conti Rivola discende da Federico ch’ebbe il feudo gentile nel 1433, consolidato nel 1803 in PIETRO, discendente di Gìov. Maria Adorno, in GIACOMO, di Giovan Battista ed in ALESSANDRO, di Giovan Maria Angelo.

Nell’elenco 1815-1828, sono iscritti PIETRO, GIOVAN BATTISTA e BARTOLOMEO; in quello del 1840: ENRICO, ANTONIO e BARTOLOMEO.

Da ALESSANDRO, consanguineo dei conti e della nob. Giulia Giulini di Milano sono discesi ANTONIO LUIGI, PAOLA in Del Curto, GIORGIO, sacerdote, GIOVANNA in Tiraboschi e PIETRO.

La famiglia è iscritta nell’El. Nob. Uff. Ital. col titolo di nobile (mf), in persona di: PIETRO, di Alessandro, di Giovanni.