Terzi
I Terzi famiglia bergamasca di antichissima nobiltà, ebbero molti importanti personaggi religiosi, giuristi, consiglieri civici, artisti, professionisti e guerrieri. A loro vennero via via conferiti titoli di Marchese e il primogenito M.se di Sant’Agata, Conte, Barone, Nobili di Bergamo e si diramarono con prestigiosi rami e famiglie derivate anche in altre città.
La tradizione vuole per loro un origine comune con i Martinengo e gli Agliardi, attribuendola a tre fratelli venuti in bergamasca dalla Pannonia nel 1007 al seguito di un corpo dell’esercito imperiale. Questo accenno meriterà un approfondimento. Infatti alcune divagazioni enfatizzate con gusto barocco nelle trascrizioni successive ed evidenti errori rischiano di inficiare anche la parte credibile della misteriosa pergamena di Astino del XIII, se la si esamina nel contesto storico di quel momento. Infatti i Terzi e i Martinengo esistevano già, qiuindi si tratta, se mai di un innesto, forse per via nuziale in famiglie esistenti come in quelle dell’arcidiacono Teoderolfo (o Teopaldo?) dei Terzi (1015) o di Lanfranco dei De Martinengo che fu poi potentissimo Vescovo di Bergamo, politica nuziale che è precisata invece per la loro sorella.
La pergamena segnala per la figlia questa politica nuziale attribuendole discendenze di grandi famiglie : la tace per i maschi, ma non penso sia da escludere; risultano comunque vari infeudamenti episcopali. È un dato storico che Enrico II per difendersi dalle ribellioni in Germania e in Italia avesse aiuti a da Stefano re d’Ungheria (santi entrambi) e che in Lombardia contro quella d’Arduino si appoggiasse ai Vescovi di Bergamo e di Brescia. Comprensibile quindi che l’Imperatore avesse rapporti in curia con Lanfranco dei De Martinengo anche prima che diventasse Vescovo e con l’arcidiacono Teoderolfo dei Terzi.
Risulta che vennero inviati rinforzi imperiali in quegli anni contro un tentativo di ritorno di Arduino, dopo la sua fuga nel 1004 all’arrivo dell’Imperatore, il che rende plausibile che Longofredo venuto dalla Pannonia non dal tutto pacificata con i suoi tre figli e la figlia facessero parte del corpo imperiale inviato nella bergamasca e che questi vi restassero come tramite tra l’Imperatore e il Vescovo e insediati in zone strategicamente importanti come la val Cavallina.
Si noti che le pergamena di Astino del XIII è molto più completa e sobria rispetto alle rielaborazione del Fino ed anche che la storpiatura dei nomi era allora assai frequente, che l’uso del cognome non era ancora consolidato e i rari atti notarili erano per famiglie ed eventi di grande importanza. Proprio per i Terzi il luogo indicato nell’antico documento è rimasto immutato: Terzo, poi Borgo di Terzo, la cui fortezza venne poi in gran parte distrutta da Federico I Barbarossa e vi ebbero un importante dimora sino a pochi anni or sono.
Dopo questa premessa sull’origine si noti che negli anni successivi - e come anche per altre famiglie - si trovano discordanze tra i nomi citati per esempio da V. Spreti con quelli indicati tra i capostipiti nella genealogia pubblicata nella Storia di Bergamo del Belotti : che indica come capostipite nel 1010 Terzo come nella pergamena, ma non vi risulta Teopaldo, figlio di Arnoldo, nel 1016 importante Arcidiacono nella Cattedrale di Bergamo. A Terzo Arnoldo aveva una fortezza dalla quale e dalle torri di Viganò, di Grone e di Berzo, i suoi discendenti, nel Medio Evo, guardavano il passo della Valle Cavallina, dove si è poi formato giù nel fondo il Borgo.
Nel XIII secolo i Terzi ebbero in città e nel contado grande potere e importanza anche economica, ma poi vi furono furibondi conflitti tra i Terzi Alongi di Trescore e i Terzi Lotieri di Terzo, infatti Rantolio degli Alongi era stato ucciso e Baldello gravemente ferito dai Lotieri e dopo anni di sanguinose lotte finalmente fecero pace nel 1250.
Nel XIV sec. Nicola e Antonio erano “ufficiali” viscontei.
Alcuni Terzi emigrarono a Brescia nel sec. XIV e si diramarono nei Terzi de Lana detti anche solo Lana, ora estinti, e nei Terzi discendenti da Gherardo la cui famiglia fu insignita del titolo di Conte ed è tuttora fiorente a Salò nel palazzo Terzi Martinengo e Rovato nella villa Terzi.
Un'altra famiglia Terzi s’insediò a Parma: la comune origine con il ceppo dei signori di Terzo è probabile, sebbene non sia documentata. Un ramo di essa poi dette origine ai Guerrieri Gonzaga mentre l’altro, dei Terzi detti de Sissa, vi restò a e venne loro poi riconosciuta l’antica nobiltà col medesimo stemma degli altri Terzi e conferita nel 1733 quella parmense. Quanto poi ai Terzi di Napoli, pur avendo stemma diverso, sono detti (V. Spreti) provenienti da Parma. Di un ramo che discese da Guidone sul finire del XIII le ultime notizie sono da Piacenza nel 1684.
I Terzi di Bergamo
Nel ‘600 il M.se Luigi fece costruire lo splendido palazzo in piazzetta già Rosate ora Terzi; inoltre v’è la imponente villa al Canton di Trescore Balneario fatta costruire nel ‘700 dal M.se Gerolamo Terzi e l’antico palazzo a Borgo di Terzo, una bella cappella ed altre dimore e fattorie. Per meglio comprenderne la complessa storia è necessario consultare l’albero genealogico, verificando anche altre parziali versioni e corredarlo per quanto possibile con le schede dei principali personaggi, anche dato ingente numero di costoro e di rami estinti.
Risulta che della traduzione autenticata della pergamena vi sono due versioni con leggere differenze di nomi confrontate e commentate in Guerrini; il nome di Longofredo, padre dei tre fratelli come la datazione, il luogo dell’originario insediamento ,poi una certa similitudine fonetica del suo casato: d’Eusonia per i Terzi, Heufemia nella pergamena del sec. XIII.
Peraltro sia per i Terzi a Terzo, che per i de Martinengo a Bergamo e altrove, è documentata già prima del Mille la presenza di omonime e potenti famiglie ma anche poi una esplicita indicazione sia d’appoggio imperiale da Enrico II e in seguito da Federico I Barbarossa con il titolo di liberi baroni, sia d’appoggio ecclesiastico, che spiegherebbe il rapido insediamento, espansione e potere, solitamente non facili per forestieri, che è imponente per i Martinengo e per i Terzi, mentre è poco evidente per gli Agliardi. [GPA]
Indice
Genealogia
Stemmi
Storia
Sulle origini della famiglia, vedi
L’affermazione dei grandi lignaggi e Genesi dei rapporti feudali di François Menant (in A.A .VV. Storia economica e sociale di Bergamo, Bergamo, Fondazione per la Storia Economica e Sociale di Bergamo. Istituto di Studi e Ricerche, Vol. 2 – I Primi millenni.* Dalla Preistoria al Medioevo (2007), pp. 722 segg..
Personaggi
Dimore
Iconografia
Terzi. Dipinti e Ritratti
Terzi. Archivio fotografico
Fonti
Giampiero Tiraboschi - ANAGRAFE DELLE PERSONE DELL’ALBINESE incontrate in documenti del XV – XVII secolo
Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):
Terzi (fratelli), di Sarnico, 1535 perg 0743
Terzi Alberto, arcidiacono Chiesa di Bergamo, 1242 perg 1227
Terzi Alberto, vescovo di Bergamo, 1243 perg 1375
Terzi Antonia di Simome, 1564 perg 0783
Terzi Antonia fu Simone, 1558 perg 1032
Terzi Caterina fu Sandrino vedova Ceresoli, 1529 perg 0796
Terzi Cristoforo, beneficiale chiesa S. Sisto di Colognola, 1440 perg 1006
Terzi Cristoforo, canonico chiesa S. Pancrazio di Bergamo, 1465 perg 1446
Terzi Cristoforo, sacerdote, 1453 perg 1074
Terzi Cristoforo, di Bergamo, suddiacono, 1440 perg 1525
Terzi Cristoforo fu Pietro, di Bergamo, frate francescano, 1435 perg 0845
Terzi Daniele di Mafiolo, notaio, 1562 perg 1126
Terzi Daniele fu Maffiolo, notaio, 1578 perg 0253
Terzi Francesco fu Andriolo, 1488 perg 1516
Terzi Francesco Girolamo, dottore in teologia, 1534 perg 0811
Terzi Giovanni Andrea, notaio, 1555 perg 3219
Terzi Giovanni Bartolomeo fu Andriolo, 1488 perg 1516
Terzi Giovanni di Comino, notaio, 1501 perg 1119
Terzi Giovanni fu Andriolo, di Bergamo, 1501 perg 1866
Terzi Girardo fu Francesco, di Brescia, notaio, 1535 perg 0743
Terzi Giulia di Simone, 1564 perg 0783
Terzi Giulia fu Simone, 1558 perg 1032
Terzi Lanfranco, 1326 perg 0358
Terzi Leonardo fu Guglielmo, di Brescia, 1535 perg 0743
Terzi Maffeo di Giovanni, notaio, 1481 perg 1087
Terzi Maffeo di Giovannino, notaio, 1478 perg 1129
Terzi Nicola, ab. Bergamo, 1564 perg 0783
Terzi Nicola fu Simone, 1558 perg 1032
Terzi Pietro, notaio, 1305 perg 0314
Terzi Simone fu Bertolino, 1488 perg 1516
Terzi Viscardo fu Giovanni Pietro, notaio, 1530 perg 1056