Antonio Cifrondi

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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(1636-1730)


SILVANA MILESI, Dal Settecento bergamasco al Romanticismo di Giovanni Carnovali dettl Il Piccio, Bergamo, Corponovo editrice, 1994, p. 92:

Antonio Cifrondi, Ritratto Del Conte Bonifacio Agliardi. Olio su tela ovale, cm 75X58. Bergamo, collezione privata.

Incorniciato il volto da una parrucca leonina di un tono marrone appena schiarito dalla luce nell’inanellarsi dei capelli, quattro lunghe pennellate di biacca per la sciarpa, un bruno fulvo per distinguere la giacca dal fondo e dalla maestosa “criniera”. Tutto è scabro, ridotto all’essenziale per accentuare la rude severità de volto. Lo sguardo fisso nel vuoto come di chi è preso da chissà quali pensieri, o finge d’esserlo per non guardare negli occhi l’interlocutore; il volto incartapecorito da spigolosi lineamenti e da rughe profonde; qualche pennellata di rosso per ravvivare le gote scarne, il naso poderoso e le labbra carnose. L’estrema povertà della materia pittorica corrisponde all’austera scelta dei colori, quasi che il pittore volesse imporsi la penitenza del monocromo. La tradizione lombarda della realtà è punto di partenza per questo e per quei ritratti di carattere (mendicanti, vecchi, mugnai, cucitrici, ciabattini) ai quali il Cifrondi si dedicò in special modo nell’ultimo periodo della sua vita. Il dipinto, esposto alla mostra fiorentina del “Ritratto italiano dal Caravaggio al Tiepolo” (1911), ha quale pendant il Ritratto del conte, Camillo Agliardi, figlio di Bonifacio. Sul bordo si legge la scritta: “COM. ED. AEQ. BONIFACIUS CALCIANE INFERIORIS CONDS. ANNO 1671”, imprecisa poiché l’Agliardi venne eletto Condomino della Caldana Inferiore nel 1677. La datazione, tenuto conto dello stile e dell’età apparente dell’effigiato, può ritenersi vicina al 1705.

Ritratto di Bonifacio Agliardi. Olio su tela