Colombo
Il cognome Colombo è uno dei più diffusi attualmente nelle province di Milano, Monza-Brianza, Lecco, Varese, Como e Bergamo, in particolare nei territori extra-urbani (Nicolini 2015). Benché esista una diversa e ben più antica tradizione onomastica, attestata anche in altre regioni (Liguria, Emilia), nelle aree lombarde il cognome indica spesso la comune, lontana discendenza da una famiglia non biologica, quella formata cioè dalle decine di migliaia di bambini e bambine, nati nelle terre del Ducato di Milano che, nel corso di due secoli, furono ricoverati nell’Ospedale Maggiore della capitale (1456) e negli ospizi ad esso uniti. Si trattava di neonati e di fanciulli che venivano «esposti», cioè abbandonati o in un luogo pubblico o presso tali istituti, perché i parenti non avevano la possibilità, materiale o sociale, di prendersene cura. L’Ospedale provvedeva quindi ad affidarli, dietro compenso, a famiglie contadine perché li allevassero. Nei primi due secoli era previsto che un certo numero di assistiti e di assistite facesse ritorno in città, ma dalla metà del Seicento, in seguito a un radicale mutamento delle strategie di intervento, il trasferimento in campagna divenne quasi per tutti definitivo.
Il cognome Colombo deriva dall’appellativo popolare Colombitt, con il quale venivano designati gli esposti assistiti dall’Ospedale Maggiore di Milano (Cherubini 1839), e trae origine dall’insegna (la colomba dell’Annunciata) del grande nosocomio, perché l’ente assumeva la paternità vicaria – limitatamente ai doveri di alimentazione e protezione – dei minori che ad esso venivano consegnati.
Fino ai primi decenni del Seicento, almeno per quanto si è potuto finora verificare, nei documenti civili e religiosi gli esposti e le esposte milanesi, anche da adulti, erano indicati con il solo nome accompagnato dalla formula «figlio (o figlia) dell’Hospitale». L’attribuzione del cognome Colombo, anche nella variante femminile (Colomba) o al plurale (Colombi), si affermò lentamente e in modo disomogeneo nel corso del XVII secolo, per diffondersi pressoché sistematicamente nel Settecento. L’uso restò a lungo limitato agli adulti, mentre i più piccoli continuarono a essere identificati nel modo tradizionale, ma sempre più spesso anche con l’indicazione del numero progressivo di registrazione e dell’anno d’ingresso nell’Ospedale (es. Rosa n. 716/1777).
Napoleone, con il decreto napoleonico 11 giugno 1813, n. 97, imponeva che tutti i cittadini del Regno d’Italia ancor privi di cognome ne avessero uno. La circolare governativa 29 novembre 1825, n. 37520-2662, indirettamente conferma come agli esposti milanesi venisse attribuito il cognome Colombo, disponendo che gli ospizi per trovatelli del Regno Lombardo-Veneto assegnassero cognomi «particolari» (inventati) agli assistiti e alle assistite, ivi compresi quelli nati negli anni precedenti il 1825 ma ancora in carico agli istituti, con una rotazione onomastica non inferiore ai sei anni (art.7).
Nel caso di restituzione ai genitori legittimi gli assistiti assumevano nuovamente il cognome della famiglia biologica.
L’uso del cognome Colombo per gli esposti e le esposte è documentato occasionalmente, nei primi decenni dell’Ottocento, anche per l’Ospedale Maggiore di Lodi, che aveva identica insegna.
[Flores Reggiani]
Indice
Genealogia
Stemmi
Colomba recante nel becco un ramoscello d’ulivo, sovrastante un cartiglio svolazzante con il motto “Ave gratia plena”, nel fiammante e raggiante. L’emblema della colombina era utilizzato da Bianca Maria Visconti, consorte del duca Francesco Sforza, fondatore del nosocomio (1456).
Storia
Personaggi
Febronia Caterina Colombo (Milano,1760 - 1829).
Esposta il 19 maggio 1760, all’età di quindici giorni, in un «cavagno» appeso alla porta del convento dei Padri Paolotti fuori Porta Comasina, fu portata all’Ospedale Maggiore di Milano e lì registrata con il numero 269. Dopo la restituzione da parte dei suoi «allevatori», il 27 settembre 1776 fu assegnata all’Ospedale di San Vincenzo, dove cominciò l’attività di servente ospedaliera.
Poco tempo dopo (Marelli 1805) la giovane fu scoperta nascosta in un armadio nella stanza del chirurgo Francesco Buzzi (Dervio, 1751 - Milano, 1805), futuro celebre oculista; in seguito allo scandalo fu licenziata. Il 5 novembre 1779 Febronia sposò il chirurgo, ma negli anni 1794-1795, durante la prigionia del marito per «reati d’opinione», iniziò una relazione con il giornalista politico, studioso e poi funzionario pubblico Pietro Custodi (Galliate, 1771 - Galbiate, 1842), amico di Buzzi e come lui di sentimenti giacobini. Febronia convisse con Custodi dal 1799 e lo sposò poco dopo la morte del marito, ma si separò da lui nel 1817, dopo la sua nomina nel 1816 a intendente generale della ferma mista del Ducato di Parma. Solo negli ultimi anni di vita Febronia gli si riavvicinò (Dettamanti 2013, pp. 13-16).
Descritta come una «bellissima donna e di pronto ingegno ma […] strana e spensierata» (Sangiorgio 1875, p. 264), Febronia fu additata quale corresponsabile dell’allontanamento di Pietro Custodi da Parma, poiché avrebbe «profondamente offesa co’ suoi sciali e co’ suoi sprezzi la superbia delle dame della capitale. Là, infatti, tra i parmigiani si ricordano ancora da alcuni le spese enormi dell’Intendente Custodi e l’arroganza sconfinata della baronessa che sfoggiando carrozze e cavalli e servi e banchetti epicurei pareva volesse competere persino colla imperatrice» (Sangiorgio 1875, pp. 267-268; Vianello 1940, pp. 22-24). Il ruolo di Febronia in questa vicenda, tuttavia, è stato decisamente ridimensionato dalla storiografia contemporanea (Antonielli 1989, pp. 113-114).
[Flores Reggiani]
Dimore
I "figli dell'ospedale" furono accolti inizialmente nell'Ospedale di San Celso, quindi nell'edificio ospedaliero della Ca' Granda (dal 1671), infine nella Pia Casa degli esposti e delle partorienti di Santa Caterina alla ruota (dal 1780)
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
- Archivio Istituti provinciali assistenza infanzia Milano, Bambini. Decreti d’accettazione e mastri generali (1659-1824); Ibid., Fascicoli personali (1800-1825).
- Archivio dei Luoghi Pii elemosinieri di Milano, Carteggio. Famiglie. Colombo (1711-1856).
- Archivio dell’Ospedale Maggiore di Milano, Eredità e legati. Testatori. Colombo; Ibid., Passività. Mutui e capitali da famiglie. Colombo (secc. XVII-XIX).
- Archivio di Stato di Milano, Atti di governo. Popolazione. Parte antica. Registri dei morti (secc. XVI-XVII).
- Archivio Storico Diocesano di Milano, Registri parrocchiali. Matrimoni (secc. XVI-XVIII).
- Archivio storico civico di Milano, Rubriche alfabetiche del Ruolo di popolazione (1811-1834); Ibid., Dicasteri. Persone. Colombo.
- Comune di Milano, Archivio Anagrafe, Colombo.