Fontana (Milano)

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Spreti vol. III, p. 213

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. III, pp. 213-214:

Antichi scrittori ricordano la tradizione che da Roma i Fontanesi si siano trasferiti nel piacentino e là, stabiliti in Val di Tidone vi abbiano fondato il borgo di Fontana, ove sorse poi Castel S. Giovanni. Il Muratori afferma che in Piacenza fiorì il ramo più importante dei Fontana, nome assunto da molte famiglie sparse in varie regioni d’Italia e che probabilmente hanno comune l’origine, che questo ramo in unione agli Scotti, ai Laudi e agli Anguissola vi si annoverò fra le quattro primarie della città. Col Muratori altri autorevoli scrittori affermano che i Fontana assunsero diversi cognomi come Arcelli, Banduchi, Malvicini, Paverano, Pocaterra, di Rocca, Strinati, Tasseria, Zagno ed altri, ed accennano fra illustri personaggi di questa linea ad un ALTRASIO conte, «qui rèxit Placentiam per spatium trium annorum tempore Caroli Magni» (come leggesi al T. 16, pag. 562, del Muratori) ad un FILIPPO, vescovo di Ferrara e Legato Pontificio (1254-1270), ad Alberigo, a Dondario il Malvicino, feudatario di Castel S. Giovanni nel 1355. Che legame vi sia fra le diverse famiglie dei Fontana di Lombardia, Vicenza e Verona, nessun documento legale lo prova. Milanese tuttavia è ritenuto quell’ANTONIO Fontana, sul finir del VII secolo arcivescovo di Milano «qui ex nobili Fontanorum Familiae Sancti Johanni Bono successit» e fu sepolto nella Chiesa di S. Simpliciano. CORRADINO Fontana, o de Fontana, è detto nelle pubbliche carte dal 1406 al 1408, nobile milanese, appartenente ai 72 del Consiglio Generale.

Dal figlio di lui GIOVANNI BETTTNO, nacque il MAGNIFICO FRANCESCO, che nel 1486 fu oratore del duca Giovanni Galeazzo Sforza al re di Ungheria, poi Consigliere ducale, Giudice delle tasse e Governatore della fortezza di Parma come risulta da una sua lettera a B. Calchi, del 24 nov. 1492, conservata nell’Archivio di Stato di Milano. PIETRO, abbiatico di Francesco, sposò una sorella del nob. Primo Del Conte, detto il «Venerabile» per le sue rare virtù, e da Pietro nacquero: GIAMBATTISTA, protonotario apostolico, segretario in Roma del cardinale Alciato nel 1574, collaboratore del Sigonio, assai dotto, e morto all’età di soli 33 anni, e LORENZO, padre di un altro GIAMBATTISTA, che fu genitore a FRANCESCO, ad Ottavia, accasatasi nei Carcano, e a Francesca, accasatasi nei Bradelli Caravisi. Questa famiglia fu iscritta nel catalogo dei nobili per Decreto 10 sett. 1777 del Tribunale Araldico e ne fu ordinata la delineazione dello stemma nel Codice Araldico. Il 14 aprile 1815 PIETRO e GIOVANNI Fontana, figli di Edemondo, chiesero la conferma della precedente ammissione che fu accordata da S. M. l’imp. Francesco I con sovrana risoluzione 16 settembre 1815 e comunicata al Governo di Lombardia con dispaccio 10 aprile 1816. Il 17 sett. 1825, detto PIETRO di Edemondo e il di lui figlio LUIGI, furono ammessi agli onori della Corte con annessi privilegi.

La famiglia è iscritta nell’El. nobiliare Ufficiale col titolo di nobile (mf.), e col trattamento di Don e Donna in persona di: FAUSTO, di Corrado, di Luigi, con le figlie Renata in Treves de Bonfili e Fausta (Patin), in Allen. Sorelle: Maria in Savorgnan e Ada in Sanner. Zio: ADOLFO.

v. s. [Vittorio Spreti]


Genealogia

Genealogia Fontana

Stemmi

ARMA: D’oro al capriolo di nero.

Stemmi famiglia Fontana

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Milano

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