Benaglio

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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Originaria della Val San Martino, ove ebbero residenza e predominio per diversi secoli, malgrado la cacciata subita nel 1383 da Vercurago e Calolzio nelle lotte di fazione con i ghibellini. Ebbero cittadinanza bergamasca dal XIII secolo. Nel 1469, Federico III d’Asburgo attribuì ai Benaglio, “cives Bergomi”, il titolo di conti palatini. Tra i diversi rami della famiglia, quello di Gentile, per matrimonio con Elena Martinengo, nipote di Gentile della Leonessa, ebbe metà del feudo di Sanguineto (Verona). Diversi Benaglio, tra i quali si tramandarono i caratteristici nomi di Castello, Benaglio e Guidotto, furono tra gli amministratori fiscali della Città e del Territorio, commercianti e avvocati; Fabrizio nel 1576 fu il primo nunzio bergamasco residente a Venezia. Per le benemerenze acquisite nelle magistrature e specialmente nelle armi, il Senato veneto, nel 1595, fece cavaliere Pietro Giorgio. Prisco fu arciprete ed acquistò l’omonima casa in contrada di San Cassiano. Ebbero dimora in Sant’Eufemia, sotto la Rocca e, dal 1601, in Longuelo e, nel 1680, in fondo a Piazza Nova. Nel XVII secolo vissero Marco Antonio, storico, e Ludovico, deputato ai confini ed al riordino amministrativo della città; membri della famiglia, tra cui il canonico Marzio, furono condannati per banditismo nel territorio di Boltiere e lo stesso Marzio assassinato per vendetta. Giovanni (m. 1779), poeta latino, membro del Collegio di Giudici e presidente degli Eccitati, fu tra i deputati ad istituire un museo sopra il Fontanone. Nel 1739 furono iscritti nel Libro veneto dei Titolati, i discendenti di Pietro Giorgio, conte Carlo fu Benedetto e conte Orazio.