Giacomo Carrara
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AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 4, p. 61:
Una vita per le belle arti - Un busto di marmo, scolpito da Antonio Canova, ricorda ai visitatori della Pinacoteca Carrara il bergamasco al quale si deve una delle più importanti pinacoteche italiane, il conte Giacomo Carrara, che dedicò tutta la vita per dotare Bergamo di una galleria d’arte, affiancata da una scuola d’arte. Spinto da un genuino interesse, il conte Carrara, che già disponeva di una cospicua collezione, incominciò a viaggiare per l’Italia intessendo una fitta rete di rapporti con studiosi d’arte e d’archeologia. Nei suoi viaggi non mancava di acquistare dipinti dei più noti artisti, ma raccoglieva anche disegni, incisioni, acquerelli. Nel 1780 potè dedicarsi al progetto di arricchire Bergamo di una quadreria. Portato a termine in poco tempo l’edifìcio dell’Accademia (poi rifatto nel 1807 su disegno dell’arch. Simone Elia), vi fece trasportare le opere che aveva via via raccolto nel suo palazzo di via Pignolo, curando personalmente l’allestimento e seguendo da vicino l’insegnamento nella scuola. Alla sua morte lasciò ogni bene alla galleria, alla cui gestione dovevano provvedere cinque (poi sette) commissari. Purtroppo nel 1835 fu deciso di sfoltire le sale dalle opere che non rientravano nei canoni artistici dell’epoca: più di due terzi dei dipinti raccolti da Giacomo Carrara furono dispersi, e c’erano firme di pittori insigni. Per fortuna la galleria continuò ad essere arricchita dai lasciti di collezionisti; una “fortuna” che continua ancora oggi: l’ultimo importante dono è quello del critico d’arte Federico Zeri
| Bartolomeo Nazzari (1699-1758). Ritratto del conte Giacomo Carrara (1714-1796). Olio su tela, cm 100x75. Bergamo, Accademia Carrara, legato Giacomo Carrara, 1796 |
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