Ambrogio da Calepio
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AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 52:
Il calepino di Fra Ambrogio - Anche sui più recenti vocabolari al termine calepino corrisponde la spiegazione di libro vecchio e voluminoso, roba da eruditi e bibliofili del tempo passato. In realtà il calepino fu il primo autentico dizionario della lingua latina, venendo così chiamato dal nome del suo autore, il bergamasco frate Ambrogio Calepio. Come dice il cognome, frate Ambrogio apparteneva alla famiglia dei Calepio, anzi era figlio naturale del conte Trussardo, primo feudatario della val Calepio. Divenuto frate agostiniano, Ambrogio (da laico Giacomo o Jacopo), dopo aver studiato e approfondito la propria preparazione a Milano, Mantova, Brescia e Cremona, portò a termine la sua opera nel monastero di Bergamo; forse era l’anno 1487, come risulta da un manoscritto già appartenuto agli Agostiniani di Almenno. Dieci anni dopo l’autore ne affidò la stampa al prete Dionigi Bertocchi, una specie di tipografo vagante, che aveva la tipografia a Reggio Emilia. La distanza influì sulla qualità dell’opera, che uscì con il titolo Ambrosii Calepini Bergomatis Dictionarium: conteneva così tanti errori, cambiamenti e tagli sul testo originale, che frate Ambrogio, amareggiato, si mise subito all’opera per una seconda edizione, che gli costò sette anni di fatiche. Purtroppo l’opera vide la luce solo nel 1520 (l’autore era morto da dieci anni), ma il successo del primo “calepino” era stato tale che nel frattempo erano già uscite 24 edizioni del primo volume. Si dice che dopo la Bibbia il dizionario di frate Ambrogio fu il libro più stampato in Europa.