Tasso

Da EFL - Società Storica Lombarda.

Per avventurarci in questa famiglia dove spiccano personaggi di straordinaria importanza sia come imprenditori “internazionali” ante litteram per un sevizio essenziale, ma anche poeti famosi come Bernardo e Torquato, ecclesiastici e altri uomini di cultura, occorre analizzare le fonti e i vari rami che con i loro nomi spesso simili possono indurre confusione. Quanto ai nomi delle famiglie, seguendo l’ordine cronologico delle diramazioni, abbiamo partendo da Omodeo (in atti 1309) si stacca con suo pronipote Guarisco il primo ramo di Bergamo. [GPA]


V.SPRETI

La famiglia Tasso, detta negli antichi documenti Tassi, Tassis, Tarsis o del Cornello, ebbe origine dalla contrada del Cornello in Val Brembana, ed esercitò in questa Valle l’ufficio di corriere; ma diramò ben presto in diversi villaggi, dando origine ai nomi di Tassi del Cornello, d’Almenno, della Piazza, di S. Pietro d’Orzio, di Camerata, del Biette, d’Arco ed a quelli di Bordogna de’ Tassi, De Leidi de’ Tassi del Cornello e dei Gazotti e Guarisco de’ Tassi.

Essi scesero a Bergamo nella prima metà del secolo XIV. Infatti sono indicati come cittadini un GIOVANNI di Passio de Marchi de Tassi del Cornello, abitante a S. Pancrazio, e nel 1350 un MARCHISIO, del fu Passio de Tassi del Cornello.

Ricca di censo, si estese ben presto fuori di Bergamo introducendo ovunque le poste e prestando ai privati ed ai principi servigi di corriere.

Anzitutto riorganizzarono il servizio delle poste per la Serenissima Repubblica di Venezia; poi, spintisi ovunque giungevano i nunzi ed i mercanti di Venezia, tesero sopra tutta l’Europa la rete delle loro poste e ottennero privilegi dal pontefice, dagli imperatori e dai re. Nel secolo XVI, i Tassi furono Gran Mastri delle poste, contemporaneamente a Venezia, a Genova, a Roma, nella Spagna, nelle Fiandre, in Germania e nell’Austria dove raggiunsero i più alti gradi della nobiltà.

In Germania furono ministri generali delle poste i Thurn e Taxis, principi di Ratisbona, fino alla fine del secolo passato.

Tutte le famiglie Tasso s’illustrarono nelle armi, nelle prelature e nelle lettere. Bastano i nomi di BERNARDO e di TORQUATO, che recavano nelle vene il sangue del Cornello.

I Tassi ebbero palazzi in Val Brembana, al Cornello, al Bietto, a Zogno ed a Bergamo in piazza Tassis nell’alta città, fabbricato da Gabriele, fratello di Agostino, mastro delle poste pontificie nel XVI Secolo, ora convento delle Suore Domenicane, ed in via Pignolo, poi Vimercati-Sozzi ed ora Baldini, su area comperata da Francesco Tassi e venduta dagli, eredi dei Gazotti de’ Tassi, costruito verso giardino, dal conte DOMENICO Tassi e verso la. contrada molto anteriormente dal conte Ercole nel XVI secolo. In questo palazzo Torquato fu ospitato dopo la prigionia di Ferrara.

Il conte DOMENICO edificò la villa di Zanica, dove pure dimorò per qualche tempo il poeta Torquato. Passata in eredità ai Rosate, ora è sede di una pia Istituzione. La villa di Celladina fu edificata dal conte GIOVAN GIACOMO, figlio di Gabriele, mastro delle poste pontificie; ereditata dai Baglioni fu poi proprietà Scotti-Savio. Il palazzo di Comonte fu edificato sopra un fondo comperato nel 1582 da RUGGIERO quondam Davide, cavaliere aurato. Dall’ultima erede di questo ramo, sposata prima ad un Roncalli, poi al maestro di musica Busecchi, passò alla seconda moglie di questi, donna Costanza Cerioli Bu’ secchi Tassi, che vi istituì il ricovero delle orfanelle e diede origine all’Istituto della Sacra Famiglia. Il conte GIAN GIACOMO, di Lucilio, comperò il castello di Brembate Sotto e lo restaurò nel 1624, quando la Repubblica Veneta lo nominò capitano generale affidandogli l’incarico di stare a guardia dell’Isola mentre passavano i tedeschi che andavano all’assedio di Mantova.

I Tassi avevano le loro tombe in diverse chiese della Valle Brembana, a Zanica ed in Bergamo a S. Spirito e a S. Francesco. A S. Spirito si vedono ancora alcuni monumenti funerari e tra essi quello del conte DOMENICO e della moglie e quello di LUIGI Tasso, vescovo di Parenzo nel 1499, e poi di Recanati e Macerata nel 1516, trucidato barbaramente a scopo di furto nella sua villa di Redona.

La famiglia Tasso vestì l’abito di Malta con POMPEO, n. a Roma il 4 marzo 1591.

Nel Consiglio di Bergamo entrarono: GIACOMO, 1504; DOMENICO, 1512; cav. ENEA, 1575; ERCOLE, filosofo, 1580; cav. GIAN GIACOMO, 1622; TORQUATO, 1631; cav. GEROLAMO, 1664; conte cav. FRANCESCO, 1679; conte GIACOMO, 1680; conte GEROLAMO, 1681; conte FLAMINIO, 1682; conte GIANDOMENICO, 1688; conte LUCILLO, 1710; conte FRANCESCO, 1736; conte ERNESTO, 1740; conte GEROLAMO, 1754; conte PIETRO PAOLO, 1756; conte AMODEO, 1761, conte ERCOLE, 1776; conte FRANCESCO ANTONIO, 1785; conte ANDREA, 1786.

Nell’Elenco del 1828 è iscritto ERCOLE. G . l.