Abate Ottavio Lupi

Da EFL - Società Storica Lombarda.

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(Ottavio Antonio Francesco Lupi)

Ramo di Chiuduno

Abate Nato il 29 maggio 1651 - Bergamo, Parrocchia di S. Salvatore Battezzato il 13 giugno 1651 Deceduto il 22 febbraio 1733 - Bergamo, Parrocchia di S. Cassiano All'età di 81 anni

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GABRIELE MEDOLAGO, Il castello di Cenate Sotto e la Famiglia Lupi, Amministrazione Comunale di Cenate Sotto, 2003, pp. 269-270:

Nacque il 29 maggio 1651 in Bergamo alta, nel territorio della parrocchia di San Salvatore da Alessandro Vincenzo e da Giulia Brembati. Fu battezzato il 13 giugno.

Sabato 30 ottobre 1666 l’abate Giovanni Battista Ferreo, dottore in utroque, patrizio veneto e vicario generale di Treviso, lo immise nel Beneficio semplice chiamato priorato od abbazia di San Lazzaro fuori le mura di Treviso e lo investì ponendogli l’anello al dito ed il berretto in capo [1758].

Nel 1685 compose un APPLAVSO | ALLE GLORIE | DELL’ECCELLENTISSIMO SIG. | GIORGIO | COCCO. | ODA• edita alle pagine 38-41 de L’ AQVILE COCCHE | TRAMVTATE IN CIGNI | Per decantar le Glorie | Del Famossissimo Reggimento di S. E. | IL SIGNOR | GIORGIO COCCO | CAPITANIO DI BERGOMO. | Offerte al Medesimo | DAL SIGNOR | CONTE ANTONIO GRVMELLO, | Et dedicate | ALL’ILL.MO, & ECCELL.MO SIG.R | GIO. FRANCESCO | PISANI | DELL’ECC.MO ALMORO’ PROC.R | IN BERGAMO, M. DC. LXXXV. | Per li Fratelli Rossi. | CON LICENZA DE’ SVPERIORI. Si tratta di un volume di 82 pagine 192x150 mm. con segnatura tipografica A-D4,E5.

Il 17 marzo 1723 egli ed il fratello Giovanni Antonio fecero la divisione dei beni con atto di Girolamo Berlendis di Bergamo. Il giorno successivo, all’età di 72 anni, nella sua casa di Bergamo in contrada di San Cassiano consegnò al notaio Girolamo Berlendis il suo testamento. Nominò esecutore ed erede il fratello dottor Giovanni Antonio, cui sarebbero dovuti succedere Alessandro figlio di Donato Filippo figlio di Giovanni Antonio e gli altri maschi nascituri dal matrimonio di Donato Filippo con Maria Caleppio con perpetuo fedecommesso. In caso di morte dei maschi sarebbero dovute succedere le femmine più vicine all’ultimo maschio. Sul tutto avrebbe avuto l’usufrutto la Caleppio. Lasciò 50 scudi da 7 lire annui per 10 anni ai sindaci della Misericordia di Chiuduno da utilizzarsi in elemosine per i poveri del paese, per maritare giovani oneste, per la fabbrica del campanile od altra fabbrica per la chiesa della Madonna di Chiuduno. Ordinò che il suo corpo fosse posto in questa chiesa nella sepoltura costruita nel coro unitamente ad Alessandro Lupi, ove si trovavano padre, madre, fratelli, zii ed altri parenti. Lasciò fra l’altro l’obbligo di celebrare 1˙000 Messe a beneficio della sua anima ed un lascito per le tre sorelle monache.

Con un codicillo redatto a Bergamo in San Cassiano il 21 febbraio 1733, essendo malato, precisò che a Donato Filippo sarebbe dovuto succedere Alessandro dopo la morte di Giovanni Antonio. In caso di estinzione dei maschi i beni sarebbero passati alla discendenza femminile di Donato Filippo. Con altro codicillo fatto subito dopo si affidò per i suoi beni in tutto al fratello.

Spirò il giorno seguente, ad 82 anni, in casa sua, e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria di Lorino a Chiuduno nel sepolcro dei suoi maggiori.

[Ivi, p. 160]:

La mattina del 27 aprile 1677 verso le ore 15 vicino al Mercato delle scarpe il dottor Giovanni Algisi fu ucciso dall’abate Lupi e dai suoi servitori con due stilettate ed una coltellata. All’epoca vi erano due Lupi con il titolo di abate: Ambrogio, cassinense, che però aveva ormai circa 77 anni, ed Ottavio, sacerdote secolare di non ancora 26 anni. Più probabilmente si tratta quindi di quest’ultimo.

[Ivi, p. 310, nota 688]:

Il 17/3/1723 l’abate Ottavio Lupi e Gio: Ant. dott. Collegiato fratelli fu Aless. fecero la divisione con atto di Girolamo Berlendis di Bergamo. Ad Ottavio venne assegnata una casa vecchia nel castello consistente nella casa, forno, camerino, caneva, stanze superiori sino al cielo e torresino con l’orto a mattina e l’ortello, pezola con il sotto porta ed al di sopra, portico sotto e sopra ove erano le tine, legna, casa delle tine con il canevino e castello Rotto, accesso allo stesso, Broletto del Moscatello di 3:16 pertiche circa, e tanto quanto con la ragione delle torri e con il scurizzo verso sera. Confinava ad est con strada rispetto al Brolo ed in parte con la casa abitata dal fratello, a sud la chiesa parrocchiale di Chiuduno, ad est il luogo del Baradello, a nord i Capitani ed in parte i fratelli abate e dott.. Al fratello dott. Gio: Ant. toccò la casa dominicale del Castello, posta ad est, consistente in una stanza sotto la camera della torre, sala, saletta, camera della torre, con le camere, logetto, e solai superiori sino al celo, con studio e castello rotto, ove erano i Moroncelli, Polaro sotto e sopra, stalla vecchia, con il portico sopra con la camera della carozzera sotto e sopra, con il valore di tutto delle case acquistate da Bernardo Capitani, le case del palazzino, l’orto, ortello, aia comprate da Capitani, in Stralettea. Confinava ad est strada ed in parte il luogo detto il Casatorre, assegnato ad Ant., a sud orto e case assegnate ad Ottavio, ad ovest Ottavio, a nord i Capitani. Gli toccò anche lo stallo del massaro del casa torre, con aia e pradella con tutto il ronco ed il bosco superiore e roccolino ed i ronchi comprati dai Capitani. Confinavano ad est strada ed in parte Franc. Carrara, a sud fratelli Gambarini ed in parte strada, ad ovest in parte il palazzino suddetto ed in parte i Capitani ed in parte il Valsello ed in parte stradone suddetto (Not. Girol. Berlendis filza 1717-1737, ASBg not. 4599; AG). Estimo nel quale si trova una casa nel territorio di Chiuduno dove si diceva al castello con 3 pertiche di orto e brolo per uso padronale, confinante ad est e sud strada. Nella seconda metà del secolo XVIII troviamo fra i beni del fedecommesso di Gio: Maria per deduzione fattane da Lodovoco Benaglio con sentenza 3/7/1590 ed a quello dell’abate Ottavio, troviamo la casa del Castello con le sue coerenze abitata dai Lupi a Chiuduno. Si citano anche beni venduti da Troilo e Nicola Lupi (AG). I fratelli abate Ottavio e dott. Gio: Ant. possedevano fra l’altro una casa nel territorio di Chiuduno detta al castello con 3 pertiche di orto e brolo per uso padronale, confinante ad est e sud strada. Inoltre vi erano anche alcune vene da pietre di molino nella terra in Val del Fico ed un’altra da coperchi di Molino dove si diceva alla Troila. I beni passarono poi a Donato Filippo il 13/1/1746, ad Aless. il 28/4/1770 ed ai co: Coriolano e fratelli fu co: Franc. Brembati l’8/2/1798. Vi erano anche una casa da padrone a Cicola con due pertiche di Giardino (Catasto veneto 13, f. 482). Allegato agli atti del testamento dell’abate Ottavio questi atti troviamo un elenco di beni soggetti a fedecommesso di Gio: Maria e deduzione del co: Lodovico Benaglio, sentenza 3/7/1590, not. Andrea Cassano fu Cristoforo, fra i quali la casa del castello da loro abitata a Chiuduno e il Ronco in Baradello verso il Castello, posseduti da Aless. Lupi (AG).


NOTE

[1758] PRB. Si ha una lettera anteriore al 1675 di Ant. Lupis all’abate Ottavio Lupi di Chiuduno per il ristabilimento in salute (Lupis “Il Corriere…” 294-295)