Longo

Da EFL - Società Storica Lombarda.
Archivio Agliardi G-01-01
Stemma Longo della Bresciana, orig. di Bergamo (Stemmario Camozzi n. 2303)

La famiglia Longo, originaria di Bergamo proveniente da Adrara ed era collegata inizialmente con gli Alessandri. Nota sin dal finire del XII secolo per l’avo capostipite Otellus de Longis, il cui figlio Omnibonus fu nel 1204 Console di Giustizia a Bergamo ed il nipote Iacobus nel 1222 fu Notarius Regis et Iudex ordinarius. Il nipote di questi, Guglielmo Longo di Adrara S.Martino (1240+1319 Avignone) fu canonico di chiara fama come giurista e teologo, fu consigliere alla corte di Carlo II di Sicilia, nel 1294 creato Cardinale e poi Priore della chiesa di San Nicola in Bari.

Di lui v’è a Bergamo il bellissimo monumento funebre in Santa Maria Maggiore opera di maestro campionese. Nei primi decenni del ‘500 Antonio e Lodovico si trasferirono a Brescia dove già da molti anni la famiglia aveva vaste proprietà terriere. Nei secoli seguenti la famiglia Longo s’integrò sempre più nel patriziato bresciano imparentandosi con eminenti famiglie come i Luzzago, i Conforti, i Montini, gli Arici, i Medici e infine con i Lechi.

Lucrezio Longo (1757-1816), nel periodo napoleonico fu per vari anni prefetto di Milano e fu creato conte del regno italico. Suo fratello Mario sposò Elena Torriceni ed ebbero nel 1800 il figlio Francesco, che fu fervente patriota, esiliato dagli Austriaci, e nominato Senatore dopo l’unità d’Italia.

Francesco sposò Elisa, figlia del Generale napoleonico conte Giuseppe Lechi e della Contessa Eleonora figlia del conte Siméon, insigne giurista francese, uno dei principali estensori del codice napoleonico. Da loro nacque Elena (1836+1913), ultima della famiglia che sposò il conte Alessio Agliardi. [GPA]


Genealogia

Genealogia Longo

Stemmi

Stemmi famiglia Longo

Storia

FAUSTO LECHI, Le dimore bresciane in cinque secoli di storia, Brescia, Edizioni di storia bresciana, 1983, vol. IV, pp. 351-353:

Era questa una famiglia originaria di Bergamo dove nel secolo XV viveva un Abondio «de Longis». Anche i suoi figli Marco Antonio (n. 1472) e Ottaviano (n. 1484) erano ancora «habitadori» in bergamasca ma avevano 500 piò a Casaglio, comperati dai Fisogni. Erano mercanti ed i nipoti di Antonio, figli di Pietro, avevano stabilita la loro definitiva dimora in Brescia; essi erano Antonio (n. 1528) e Lodovico (n. 1530) ed avevano casa con bottega nella I quadra di S. Giovanni, il centro di allora, e terreni nelle Chiusure a S. Polo e alla Preda del Gai (S. Francesco di Paola).

Antonio da Calimera ebbe Claudio (n. 1554) il quale sposò Diodata Pasini ed allargò la sua attività . I suoi figli fecero notevoli matrimoni, il che dimostra che la famiglia era, sul principio del Seicento, in florida posizione. Fu Claudio che sul finire del secolo XVI costruì questa casa e la lasciò ai due figli Vincenzo (n. 1557) e Antonio (n. 1584). Il primo aveva sposato la nob. Chiara Luzzago q. Luigi e il secondo la nob. Paola Fracastori, veronese; mentre la figlia Giulia era andata sposa al nob. Annibale Moro q. Lodovico. Nel 1627 (pol. 90 II S. Giov. e pol. 130 V S. Giov.) i figli di Vincenzo denunciano un casamento, da padrone a Faverzano . Così Antonio che non avrà che due figlie, una delle quali, Giulia sposerà Francesco Castelli uno dei «gentilhuomeni» proprietari in quel paese .

La famiglia è ormai sul piano delle famiglie nobili; si tratta di lasciar passare una o due generazioni e poi il sogno di sedere in Consiglio Generale sarà raggiunto. Luigi, figlio di Claudio (n. 1611) ha lasciato la mercanzia e vive «more nobilium»; ha sposato la nob. Lucrezia Conforti q. Antonio . In città però, non avevano casa e Luigi viveva nel 1641 in contrada S. Spirito in casa d’affitto. Mario (n. 1644) di Luigi e Lucrezia sposò la nob. Armellina o Ermelina Montini q. Gio. Battista, andò ad abitare in Borgo S. Nazaro ed ebbe otto figli dei quali Lucrezio (n. 1679) fu l’unico a continuare la famiglia sposando la nob. Caterina Ducco q. Pietro.

Questo Lucrezio e il fratello Claudio il 19 novembre 1731 presentarono al Consiglio la supplica per esservi ammessi. In essa dichiararono che gli antenati possedevano la nobiltà di Bergamo ma che «preferivano alle originarie prerogative di quella città la semplice condizione civica di questa (città)» dove venirono nel sec. XVI. Sposarono gentildonne di famiglie nobili ed ora «bollendo nelle nostre vene il sangue tramandatoci del sesso nobile delle riverite ascendenti ecc. ecc. suplicano ecc.».

Il nob. Lucrezio da Caterina ebbe Francesco che sposò Maria Salome Medici e ne ebbe Lucrezio (n. 1757 - m. 1816) che nel periodo napoleonico ricoprì varie cariche, fu per molti anni prefetto di Milano, tanto che venne creato conte del Regno Italico; Mario dalla moglie Elena Torriceni ebbe Francesco (n. 1800) il quale sposò Elisa figlia adottiva del Generale conte Giuseppe Lechi e non ebbe che una figlia Elena con la quale si spense la famiglia.

Personaggi

Elena Longo in Agliardi (1836 † 1913)

Lucrezio Longo

Dimore

Faverzano (Bs) - Villa Longo Agliardi Lechi

Iconografia

Longo. Dipinti e Ritratti

Longo. Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Documenti

Collezioni

Note