Scotti

Da EFL - Società Storica Lombarda.

La famiglia Scotti bergamasca è originaria di Ponte San Pietro. Ne risulta capostipite nel XIII sec. Alberto Maroni da Ponte detto Scotti, il cui figlio Rogiero risulta nel 1338 tra gli originari cittadini di Bergamo Hanno origine comune con i Da Ponte o Pontiani. L’antica nobiltà bergamasca e la relativa genealogia, è attestata da un Diploma Veneto del 23 gennaio 1593 dei Luigi Priolo pretore e Lazzaro Mocenigo prefetto ed anche riconosciuta a Cristoforo dal Consiglio della Città.

Numerosi Scotti, a cominciare da Giovanni Maria nel 1645, furono nel Consiglio della Città e numerosi furono anche i Canonici. Suo nipote Giovanni Maria (1718) fu nel Cons. Civico dal 1744 al 1792 e tra i Giusdicenti 1746 – 1759; il figlio di costui: Francesco (nato nel 1770) fu generale di cavalleria di Napoleone che lo fece Barone “ad personam”; l’altro figlio Giovanni Battista (nato nel 1763) sposò Fulvia dei Marchesi Fossati de Regibus e loro figlio Giovanni Maria (1820 † 1880) fu un benemerito patriota Risorgimentale: esule, anche prigioniero politico nel Castello di Mantova. Combatté in Trentino nel 1848. Ebbe il titolo di Barone da Vittorio Emanuele II. Sposò nel 1850 Giovanna Ginevra Rota Basoni ed entrambi protessero Gaetano Donizetti che morì loro ospite nel palazzo già Rota Basoni poi Scotti in via Donizetti. Loro figlio G. Battista fu Consigliere della Città e sposò Maddalena Mangili, il figlio minore Cristoforo, scapolo, fu appassionato musicologo e fondatore del Museo donizettiano, cui donò molti preziosi cimeli del Maestro. Giovanni Maria (1885+1936) sposò Maria Perego e la loro unica figlia Maddalena sposò l’ing. Anselmo Guffanti Pesenti. [GPA]


VITTORIO SPRETI, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1932, vol. VI, pp. 209-211:

Famiglia bergamasca. Il Diploma del 23 gennaio 1593 dei Luigi Priolo pretore, e Lazzaro Mocenigo prefetto «pro Ser.mo Due. Dominio Venetiarum Bergami eiusque districtus Rectores» dimostra che CRISTOFORO, richiedente l’attestazione, era figlio di GUARISCO, di Antonio de Maronibus, denominati (tale Antonio) de Scottis: figlio quest’ultimo di Cristoforo, di Guarisco, di Peterzolo, di Giovanni, di Manfredo, di Rogerio, di Alberto. Espone ancora tale Diploma che esso Rogerio fin dal 1338 godeva degli attributi propri degli antichi ed originari cittadini di Bergamo, e così del pari i discendenti dì Rogerio sino al predetto Cristoforo che chiedeva tale dichiarazione. Attribuisce pertanto tale diploma al casato Scotti un antico cognome «de Maronibus per Antonii denominati de Scottis» particolarmente attribuito in esso documento all’Antonio suddetto avo del Cristoforo stesso. Tale nobile famiglia Scotti di Bergamo ha comune origine coi da Ponte o Pontani e proviene da Ponte S. Pietro in prov. di Bergamo. Nel Magnifico Consiglio Cittadino di Bergamo entrarono numerosissimi Scotti, come risulta dal Registro Nomina Consiliorum (Biblioteca Civica di Bergamo) contenente le iscrizioni dal 1520 al 1800. Fra questi consiglieri si citano ora soltanto: GIO. MARIA nel 1658, ANDREA nel 1703, GIO. MARIA nel 1744, GIO. BATTISTA nel 1750, CRISTOFORO nel 1786 e FRANCESCO nel 1796. Nell’Elenco a stampa 1815-1828 delle famiglie Lombarde confermate nell’antica nobiltà sono iscritti FRANCESCO Scotti col titolo di barone «ad personam», GIOVANNI, CARLO, ANDREA e CRISTOFORO (fratelli). In quello del 1840 sono registrati. GIOVANNI e CARLO (fratelli). Dal predetto Gio Maria, consigliere nel 1744, nacquero. FRANCESCO, GIO. CARLO, ANDREA e CRISTOFORO. Da Giovanni e dalla nob. Fulvia dei marchesi Fossati de Regibus, nacque Gio. MARIA il 6 ottobre 1820 in Bergamo. Dei figli di Gio. Maria e di Rosa Rota Basoni sono viventi Veronica Giulia, vedova del conte Luigi Suardo, e CRISTOFORO. Da Giovanni Battista e dalla nobile Maddalena Mangili nacquero: Giovanna, sposi col nobile Giulio Colleoni, GIO. MARIA, Giuseppina in Cattaneo, Maria Rosa, spos. col nobile Mansueto Astori. Da Gio. Maria e della signora Maria Perego nacque Maddalena. Napoleone I concesse il titolo di barone «ad personam» a Francesco, generale di cavalleria, e al quale, con Decreto 4 settembre 1818, venne riconosciuta la nobiltà. Il re Vittorio Emanuele, con Decreto 4 aprile 1861, concesse il titolo di barone, trasmissibile agli eredi, al capitano GIOVANNI MARIA, per le benemerenze acquistate nella lotta contro lo straniero. Da lui prende nome una via della città nativa. Lo commemorò nel 1880 il dott. Federico Alborghetti, e venne pure ricordato dal dottor Luigi Giani in una memoria intitolata: Il Capitano Gian Maria Scotti, dalla Rivista di Bergamo, 1924, pag. 1367, e dal colonnello Adami in La Lombardia nei Risorgimento Italiano, a. VIII-IX, dicembre 23, maggio 24, pag. 105 e seg. Un necrologio di GIOVAN BATTISTA, figlio di Giovan Maria, si trova pure nella Rivista di Bergamo, 1925, pag. 2240. Il dott. CRISTOFORO, figlio pure di Giovanni Maria, si è reso grandemente benemerito di pubbliche amministrazioni nella sua città e anche fuori. Nel 1891 pubblicò un opuscolo: Delle Contumelie e Diffamazioni. Nel 1899 diede alle stampe un discorso riguardante il risanamento edilizio della città di Bergamo ed una relazione sul trasloco del Monte di Pietà. Nel 1900 pubblicò statistiche sui poveri del Comune di Bergamo e diede notizia di un suo viaggio attraverso la Bosnia e l’Erzegovina. Nel 1901 pubblicò una memoria intitolata: Il Pio Istituto Musicale Donizetti in Bergamo ed una commemorazione su Giovanni Simone Mayr; e nel 1902 una commemorazione di Alfredo Piatti ed un progetto di regolamento per l’Amministrazione interna del Monte di Pietà. Nel 1903 una relazione alla Congregazione di Carità, amministratrice dell’Istituto Musicale Donizetti; diede pure alle stampe una relazione sul riordinamento della Biblioteca del detto Istituto. Nel 1911 pubblicò una relazione morale alla Società Dante Alighieri e nel 1913 una conferenza al Comitato di Bari della stessa Società, col titolo: Voci della bandiera. A lui pure è dovuto l’elogio del conte Carlo Lochis. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), barone (mpr.), ed è rappresentata da GIOVANNI MARIA, di Giovanni Battista, di Giovanni Maria, di Giovanni, decorato della medaglia dei Volontari di Guerra; della med. commemorat. guerra 1915-18, croce al merito di guerra e cav. della Corona d’Italia. Figlia: Maddalena. Sorelle: Giovanna in Colleoni; Giuseppina in Cattaneo; Rosa Maria in Astori. Zii: Veronica Giulia ved. Suardo; CRISTOFORO, decorato della med. guerra 1915-1918, gr. uff. della Corona d’Italia e uff. delle Palme Accademiche di Francia. g.l.


ALBERTO CASTOLDI, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 719-720:

Membri della famiglia Scotti di origine piacentina ebbero rapporti con Bergamo nelle guerre viscontee. Baiino, di Monza, e Oldofredo, di Iseo, sposarono (1402) due figlie di Guidino Suardi, investito dai Visconti della contea di Ponte San Pietro, dove gli Scotti ebbero nel primo ‘500 una cappella nella chiesa parrocchiale e nel ‘600 un console, Carlo. Paolo Emilio fu governatore della milizia a Bergamo (1592) e la sua casa, in piazzetta di San Giovanni evangelista, fu acquistata da Gerolamo Scotti di Solza. Un ramo degli Scotti di Ponte San Pietro si stabilì nel ‘300 in Borgo Canale. Nel XVII secolo si imparentarono con i Rota. Cristoforo fu municipalista repubblicano, e Francesco fu capolegione e poi generale in Spagna e Russia con Napoleone, che lo fece barone; ne discesero il patriota Gian Maria e Cristoforo, storico e drammaturgo, sindaco di Ponte San Pietro, dove promosse una scuola di disegno per gli operai del Mandamento (1906); Giulio pubblicò studi sul ‘600 bergamasco. Oltre alla Roggia ed al Torchio intitolati alla famiglia, in Ponte San Pietro il palazzo Scotti è divenuto sede del Municipio.