Carminati
Notevole rilevanza storica ebbe la famiglia dei Carminati originaria della val Brembilla dove nel medioevo erano feudatari. Antichissima notizia a loro relativa parla di un messaggio che nel 1006 Papa Giovanni XVIII inviò a Pietro Carminati della valle Brembilla. Ebbero una rigogliosa diramazione sia nella terra d’origine e valli adiacenti che in città a Bergamo, ma anche a Milano, a Venezia e in altre città, dove numerosi personaggi di spicco dettero origine a varie importanti famiglie. Parecchi Carminati che resistettero all’avvento dei veneziani dovettero emigrare nella bassa bergamasca: Treviglio, Antenate, ecc; altre per necessità di lavoro si erano trasferite a Genova nella compagnia dei Caravana e a Venezia alcuni come Bastasi, altri come negozianti, fecero notevoli fortune. In particolare una di esse venne aggregata al patriziato veneto per aver dato 100.000 scudi all’erario della Serenissima: con decreto del Senato e del Maggior Consiglio nel 1687 ne vennero investiti i fratelli Giovanni Battista, Antonio, Alessandro e Carlo Alberto, che avevano acquistato verso il 1650 il palazzo a San Stae.
A Milano emigrò Bartolomeo, capostipite dei Carminati Brembilla, esule dalla Valle Brembilla nel 1443 per ordine della Serenissima: ne discesero G. Francesco († 1599), deputato della Fabbrica del Duomo; Carlo (1606-1663), capitano della Milizia Urbana, Gerolamo (1658-1699), giureconsulto, pretore, il cui figlio Giulio Cesare (1685-1755) fu ammesso al patriziato milanese nel 1721 e fu dei XII di Provvisione nel 1722. Si ricorda poi Giulio (1837-1919), Gran Cacciatore di S. M. il Re, decorato della medaglia d’argento al valor militare per il fatto d’armi di Villafranca nel 1866, come ufficiale d’ordinanza del principe Umberto. Con R. D. 1899 otteneva il riconoscimento del titolo comitale e con altro R. D. del 1912 il titolo marchionale.
Gli stemmi dei Carminati rimasti bergamaschi e quelli dei Carminati divenuti veneti e milanesi sono riportati da Camozzi nel suo stemmario; gli stemmi dei rami milanesi sono riportati anche da Vittorio Spreti.
Assai numerosi sono i Carminati bergamaschi elencati dal Mozzi e da Arveno Sala, che li annovera nel 1369 tra le famiglie firmatarie della pace di Arenate; li cita anche come attivi nella bassa Valle Imagna e valli contigue nel 1400, con i soprannomi di Bunichi e Zanche.
C’è inoltre da attingere notizie nella folta schiera dei nomi che da allora sino ai giorni nostri risultano elencati da Bortolo Belotti, da Marcantonio Benaglio, da Luigi Pelandi e infine da Alberto Castoldi e nei fascicoli di Cognomi e famiglie bergamasche, ecc. Ma è impresa assai impegnativa far ordine, non disponendo di genealogie di supporto.
[GPA, 6 marzo 2008]
AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 4, pp. 57-58:
Famiglia originaria di Lovere, con il cognome primitivo di Capodiferro poi divenuto Capoferri. I componenti di questo casato nel 1500 furono noti intagliatori e intarsiatori. A Gian Francesco, figlio di Giovanni, il Consiglio della Misericordia Maggiore affidò, nel 1522, l’incarico di realizzare il coro della basilica di S. Maria Maggiore. Suo stretto collaboratore fu Giovanni Belli di Ponteranica; diversi pittori disegnarono le scene sulle quali in seguito si misero al lavoro gli intarsiatori. Su tutti spicca Lorenzo Lotto, che nell’arco di otto anni eseguì numerosi disegni tra cui quelli, giustamente celebri, con episodi tratti dalla Bibbia, di Santa Maria Maggiore. Si ricordano poi Zinino e Gio. Pietro Capodiferro, nativo di Lovere ma residente a Lodi. Nel 1802 Lodovico Capoferri fu tra i 38 bergamaschi che parteciparono alla Consulta della Repubblica Cisalpina riunita a Lione per la creazione della nuova Repubblica italiana. In tempi recenti si ricorda Pietro Capoferri, bergamasco, nato nel 1892 e morto nel 1989, che fu ministro delle Corporazioni nel governo Mussolini.
La forma base del cognome è capo. Capoferri potrebbe alludere a caratteristiche personali in senso figurato, ovvero “persona dalla testa dura”.
In Bergamo risulta ancora presente una famiglia con il cognome originario Capodiferro; in Italia sono 422. La derivazione Capoferri conta 301 famiglie, soprattutto ad Adrara San Martino.
La meraviglia delle tarsie
Chi ammira le tarsie del coro nella basilica di S. Maria Maggiore, a Bergamo alta, ha la netta sensazione di trovarsi di fronte a un capolavoro e, al tempo stesso, a un miracolo. Il miracolo di un’antica sapienza nelle mani di intarsiatori abilissimi che impiegavano anni e anni per portare a compimento la loro opera. Tra la schiera di artigiani, spesso oscuri, che lavoravano ad abbellire con intagli e intarsi chiese e dimore nobili, spicca il nome di autentici artisti. Come Giovanni Francesco Capodiferro che nel 1522 fu incaricato dal Consorzio della Misericordia Maggiore di realizzare il coro della basilica, venendo affiancato nella grandiosa opera dal “maestro di legname” Giovanni Belli di Ponteranica, con la consulenza di Bernardo Zenale. Un paio d’anni più tardi a Lorenzo Lotto fu affidata la commissione dei cartoni per le tarsie, per le quali venne impostato un programma iconografico con argomenti tratti dalla Bibbia. Dall’incontro di questi artisti uscì un linguaggio nuovo della tarsia, non più basata su prospetti geometrici, ma presentando figure e immagini raffinatissime. Giovanni Francesco non vide compiuta la sua opera: morì verso il 1533 (Giovanni Belli era mancato tre anni prima) e la sua opera fu continuata e portata a termine dal fratello Gianpietro.
Indice
Genealogia
Storia
Personaggi
Dimore
Iconografia
Ritratti e dipinti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
Documenti
Collezioni
Fonti
Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):
Carminati Antonio fu Giovanni, di Lurano, 1490 perg 0728
Carminati Bartolomeo d. Brembilla fu Zambello, di Brembilla ab. Osio Sopra, 1506 perg 0920
Carminati Bertramo fu Pasino, di Spirano, 1530 perg 0971
Carminati Bertramo fu Zino, di Bergamo, 1461 perg 0741
Carminati Bertramo fu Zino, di Brignano, 1461 perg 0740
Carminati Gerolamo (+) 1549, 1549 perg 1009
Carminati Geronimo fu Grazio, di Spirano, 1509 perg 1045
Carminati Gervasio fu Grazio, di Spirano ab. Urgnano, artigiano, 1517-26 perg 0832
Carminati Giacomo d. Gattus fu Tonallo, di Brembilla ab. Osio Superiore, 1506 perg 0920
Carminati Giacomo fu Tonallo, ab. Osio Sopra, 1478 perg 0926
Carminati Giovanni, di Brembilla, 1435 perg 1436
Carminati Giovanni Pietro fu Giovanni, di Lurano, 1490 perg 0728
Carminati Girolamo fu Grazio, artigiano, 1526 perg 0832
Carminati Grazio, di Brembilla, 1435 perg 1436
Carminati Grazio, di Spirano, 1530 perg 0971
Carminati Grazio fu Persevallo, di Brembilla, 1456 perg 0977
Carminati Maffeo fu Giovanni, di Lurano, 1490 perg 0728
Carminati Paolo fu Gerolamo, 1549 perg 1009
Carminati Persevallo, di Brembilla ab. Spirano, 1451 perg 0735
Carminati Zambello fu Tonallo, ab. Osio Sopra, 1478 perg 0926