Castello di Cenate Sotto
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Gabriele Medolago – Francesco Macario, IL CASTELLO DI CENATE SOTTO E LA FAMIGLIA LUPI, pp. 29 segg.:
IL CASTELLO
Dividiamo in tre parti la narrazione delle vicende del castello: la prima riguarda le vicende per così dire storiche, la seconda quelle costruttive, la terza quelle della proprietà.
La collina allungata detta dell’Aminella, che degrada a nord verso il letto del torrente Tadone e divide la Valle del Tadone dalla Val Trescore vera e propria, parte dal Canton di Trescore e giunge sin sopra Cenate. Alle sue estremità si trovano ad est il castello dell’Aminella, chiave militare d’accesso alla zona di Trescore ed alla Val Cavallina, e ad ovest quello di Cenate, dominante sul paese e sul valico fra la zona di San Paolo ed il Tadone, la cui posizione risulta interessante per il controllo delle colline ai piedi del Misma e dei passi verso Scanzo, Rosciate e Nembro. Il complesso è circondato da quattro lati dalla strada che da San Paolo d’Argon e Cenate Sotto porta a Casco, Sant’Ambrogio e Santa Maria del Misma e presso di esso sorge la chiesa di San Nazario la cui struttura risale probabilmente alla fine dell’XI secolo.
LE VICENDE
Non disponiamo di molte notizie sul castello, in particolare per il periodo più antico Troviamo la prima citazione in una imbreviatura del 1330 e la successiva in una del 1333, come vedremo.
Certe volte vengono nominati Cenate ed i dintorni a proposito di eventi bellici, ma senza fare menzione del castello.
Nel giugno 1390 le armate di Giovanni Acuto, in guerra contro il Signore di Milano Gian Galeazzo Viosconti, entrarono nel territorio di Bergamo passando l’Oglio presso Rudiano, proseguirono per la Val Cavallina, Trescore, Cenate ed altri luoghi circostanti, rubarono e depredarono. Il giorno 12 lasciarono la zona e si recarono sulla strada di Colognola.
Giovedì 11 settembre 1393 una comitiva di circa 400 guelfi armati, i cui capi principali erano Alessandro Bonghi, Viviano fu Merino Mascaroni dall’Olmo e Perline Grumelli, andò a Cenate, bruciò le case ed il torchio degli eredi di Temino Terzi e molte altre case ghibelline, lasciando molti feriti prima di portarsi a Rosciate.
Sabato 23 marzo 1398 sulla strada di Seriate quattro uomini di Cenate, ghibellini, due contadini di Enrico Suardi, uno di Zanino Suardi ed il quarto di Peccino Lanzi, vennero uccisi dai guelfi che rubarono i carri ed i buoi con i quali essi trasportavano legna. Il 4 maggio più di mille guelfi, fra i quali si diceva vi fossero Perlino e Negro Grumelli, si recarono a Cenate ed a Trescore e bruciarono molte case “nel luogo di Cenate” e quelle poste sulla piazza di Trescore ed altre ancora. Giovedì 9 e venerdì 10 maggio i ghibellini bruciarono a Stezzano tutte le abitazioni e case di Pezzolo, Giovanni di Bertolasio, Perlino e Francesco Grumelli, perché si diceva che Perlino era stato a bruciare le case di Trescore e Cenate e Negro Grumelli ogni giorno combatteva in Plorzano a Bergamo ed altrove contro i ghibellini.
Nel 1414 il castello era abitato da Luchina o Lucina Malaspina, vedova di Enrico Suardi, quasi certamente con i figli minorenni.
In zona ci furono scontri nel 1418 con, fra l’altro, l’assedio, la presa e la distruzione del castello dell’Aminella da parte delle truppe di Pandolfo Malatesta, spalleggiate da partigiani bergamaschi. Il Malatesta nel 1419 perse la signoria di Bergamo che passò a Filippo Maria Visconti, entrò in conflitto con Venezia nel 1426 e la guerra si concluse il 19 aprile 1428 con la pace di Ferrara che portò a Venezia Brescia e con successivi accordi anche la Bergamasca, escluse alcune zone.
Giovanni Francesco Gonzaga, signore di Mantova (1407-1444), della quale venne creato Marchese nel 1433 dall’imperatore Sigismondo, comandante delle truppe venete dal gennaio dello stesso 1433 e zio della moglie di Guglielmo fu Enrico Suardi, fu in visita a Cenate nei primi mesi del 1434, ove ricevette i delegati di Gandino che lo invitarono a visitare quel luogo.
Nel 1431-1433 e nel 1437 riprese la guerra fra Venezia ed il Visconti e troviamo numerose notizie riguardanti genericamente la Val Cavallina e la Val Trescore ed i danni arrecati ai fortilizi che vi si trovavano, fra cui probabilmente anche quelli di Cenate.
Il Marchese Gonzaga nell’agosto 1437 si ritirò dall’Adda e si portò prima a Malpaga e poi a Bolgare sulla riva del Cherio, con l’intenzione di passare l’Oglio abbandonando al nemico tende e bagagli per trattenerlo con la preda. L’esercito era in grande agitazione e l’accampamento fu chiamato “campo della paura”. Essendosi Nicolò Piccinino, condottiere del Duca, portato a Malpaga ed avendo occupato Montello, le truppe venete si spostarono a Pontoglio ed il 10 settembre passarono il fiume, abbandonando gran parte del cariaggio. Fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre le truppe del Piccinino presero la Val Trescore, la Val Calepio e la Val Cavallina. Il provveditore veneto Federico Contarmi il 18 dicembre passò al contrattacco portandosi in Val Trescore e Val Cavallina e riacquistò Terzo con le bombarde ed in dieci giorni entrambe le Valli, tranne l’Animella. Gli abitanti però si ribellarono nuovamente e si sottomisero ancora al Duca. Nell’aprile 1438 le truppe venete tornarono nel Bergamasco e, passato il Serio, saccheggiarono e conquistarono la Val Trescore e con le bombarde in due giorni presero il castello dell’Animella e lo fecero rovinare, come pure gli altri fortilizi della zona . Il Comune di Bergamo pose varie condizioni, fra le quali la distruzione dei castelli e delle bicocche dei ribelli, in particolare di Val Trescore e Val Cavallina, ove si annidavano i Suardi ed il 17 aprile Venezia concesse . Fra luglio e agosto le truppe duchesche riconquistarono molte terre fra le quali la Val Trescore e la Val Cavallina, come è ricordato in un dispaccio del 2 agosto ed in una nota del 15.
Nel 1439 gli uomini di Trescore e Val Cavallina erano uniti alle truppe viscontee. Nel 1441, tornata ormai la Bergamasca in potere di Venezia, vennero condannati dalla Serenissima a risarcire i danni arrecati ai paesi filoveneti.
Nell’ottobre 1441 numerose truppe venete erano alloggiate in Val Cavallina e Val Trescore e queste il giorno 26 chiesero che anche la Val Calepio dovesse contribuire a questo onere, ma ebbero risposta negativa dato che l’onere era già compartito . Il 4 novembre venne bandito Guglielmo fu Enrico Suardi. Alla guerra mise momentaneamente fine la pace di Cremona del 20 novembre.
I beni confiscati a Guglielmo facenti parte della possessione di Cenate furono affittati a Pellegrino Viti, forse unitamente a Giovanni Danzia, che la tenne per due o tre anni, ancora con le esenzioni di un tempo. Dopo due anni i beni furono assegnati a Detesalvo il 17 maggio 1442.
Nel 1446 iniziò un nuovo conflitto con il Visconti, che, alla sua morte, avvenuta il 13 agosto 1447, proseguì con la Repubblica Ambrosiana, le cui truppe erano guidate da Francesco Sforza. Il 20 novembre 1447 Micheletto Attendolo, capitano generale dei Veneziani, con le truppe si portò in Bergamasca a Martinengo, Telgate, Val Trescore e vi rimase tanto che ne fu ordinato l’acquartieramento . Nel 1450 lo Sforza divenne Duca di Milano. La guerra continuò sino al 9 aprile 1454, quando fu stipulata la pace di Lodi che confermò alla Repubblica Veneta il dominio su tutto il territorio bergamasco, che durò sino al 1797, salvo alcuni brevi periodi.
Nel 1512, durante le lotte per il possesso di Bergamo, i fratelli Lupi fu Filippo si portarono nel castello di Cenate con le loro truppe e qui fu inviato loro dal governatore francese di Bergamo un messo, che fu ucciso . In quel momento la fortificazione doveva in qualche modo consentire ancora una difesa ed avere una valenza militare.