Quarenghi
I Quarenghi in antico detti “de Coarengis” provengono dalla Valle Imagna. Martino è capostipite dalla famiglia di Giacomo e suo figlio Marchisio già nel 1303 è cives Bergomi.
In Sant’Alessandro della Croce;risiedeva il nobile Giacomo banchiere nel 1417.
Altra loro residenza era a Pagazzano dove una contrada porta il loro nome e un altro nobile, Giacomo, nel 1513 era luogotenente del Vicario di Valle.
Nel XV secolo la famiglia acquisiva beni in Prezzate. Alberto era siniscalco e beneficiato del Colleoni. Pietro di Giovanni, medico, pubblicava Diaeta salutis (1497).
Numerosi Quarenghi risultano nel XVII secolo come Giusdicenti e molti erano diramati e residenti in Savoia, a Crema, Piacenza, Trento e Brescia, dove un Bertramo risultava cittadino (1458).
Un ramo, imparentato con gli Asperti, risiedeva a Martinengo.
Nati a Padova, ma prevalentemente operanti a Roma furono Antonio, erudito e poeta (m. 1633), cancelliere della Curia e del cardinale d’Este a Modena, e il nipote Flavio, filosofo.
Francesco (1686 † 1755) e Giacomo Antonio (1709 † 1787 ), rispettivamente nonno e padre del famoso architetto Giacomo, erano discreti pittori. Il fratello di Giacomo, Francesco Maria (1741 † 1807), fu avvocato, giudice collegiate, uomo politico, giudice nella Repubblica Cisalpina e Procuratore Nazionale e pubblicò Memorie di casa Quarenghi. Impegnati nel Risorgimento ricordiamo Celestino, caduto nella repressione del brigantaggio (1863), e Antonio, garibaldino d’Almè.
L’avvocato Emanuele fu tra le figure più significative della Bergamo dei primi del ‘900.
Una raccolta Quarenghi è nel patrimonio della Biblioteca Civica. [GPA]