Grumelli

Da EFL - Società Storica Lombarda.

La famiglia Grumelli, che anticamente era detta anche Gromulo, ha per capostipite nel 1103 Bonvicino; in documenti del 1212 risulta Alcherio Zuminiene, forse figlio di un Grumello e poi suo figlio Aido Console di Giustizia. e nel Consiglio della Città nel 1229. Suo nipote Aido, figlio di Giovanni Tenario, diede origine ad un ramo dove figurano suo figlio Guglielmo Lancia (quale rapporto con Lanzi Grumelli di S. Salvatore citati nel Castoldi?) e i suoi due figli: Aldino che nel 1349 ha gli appalti dei Dazi e Simone podestà di Genova nel 1311 (e addirittura Signore della città?). Dei suoi tre figli, Guiscardo sposò Benigna Foresti e fu a sua volta Podestà di Genova, poi di Milano, Cremona e Brescia, ma questo ramo si estinse con suo figlio Pietro, che era Magistrato.

Il ramo che si continua sino ad oggi (e che è forse quello detto originario di Grumello al Piano) deriva da Pagano, il cui nipote Brancaleone sarà Console di Giustizia a Bg nel 1254; il di lui figlio Guglielmo fu Giudice e il nipote Bertolasio, che sposò Caracosa Facheris, risulta in atti del 1378. Costui ebbe 6 figli, dai quali discendono ben 4 rami: quello principale e attuale di Andrea del 1435 e che sposò Pace Teutaldi, e quelli di Giovanni I e di Giovanni II e di Guglielmo, il cui figlio Antonio detto Negro era Capitano dei Guelfi e non ebbe discendenza.

NB. ci sono correzioni nell’albero da verificare: sono di GM Suardo?

Nei due secoli di faide tra la parte Ghibellina e quella Guelfa, che era quella dei Grumelli, risultano nomi di molti Grumelli che non trovano per ora agganci con l’albero genealogico. [GPA]


Genealogia

Genealogia Grumelli

Genealogia Grumelli Pedrocca

Stemmi

Storia

Personaggi

Gian Gerolamo Grumelli (1536-1610)

Gian Gerolamo

Dimore

Iconografia

Grumelli. Dipinti e Ritratti

Grumelli. Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Grumelli Belfante fu Giovanni, di Gaverina ab. Borgo Canale, 1286 perg 0298

Grumelli Bertolasio fu Guglielmo, di Bergamo, giudice, 1353 perg 1371

Grumelli Francesco, XIII(1) perg 0536 (tergo)

Grumelli Giovanni di Alcherio, notaio, 1253 perg 1556

Grumelli Giovanni di Alcherio, notaio, 1257 perg 1021

Grumelli Manfredo, notaio, 1528 perg 0216

Grumelli Manfredo, notaio, 1528 perg 0242

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27986&RicPag=22&RicVM=indice&RicSez=prodfamiglie&RicTipoScheda=pf

Bibliografia

[AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 7, p. 101]:


Antica e nobile famiglia bergamasca che riconosce come capostipite tale Bonvicino, vivente sin dal principio del XII secolo. Alla fine del XIV secolo alcuni componenti del casato presero parte alle lotte fra guelfi e ghibellini che insanguinavano anche la terra di Bergamo. Fra i capi guelfi sono ricordati nel 1395 Betino, Negro e Perlino, mentre Pezzolo, anch’egli di parte guelfa, venne fatto prigioniero a Pavia nel 1398. Nel corso dei secoli esponenti di casa Grumelli ebbero per conto di Bergamo incarichi politici ed amministrativi di rilievo. Nel 1335 Guiscardo fu ambasciatore presso papa Benedetto XII ad Avignone, ai tempi in cui Bergamo era colpita dall’interdetto avendo favorito l’antipapa Pietro Corbario. Giovanni nel 1436 fu revisore degli Statuti di Bergamo e nel 1574 Gio. Gerolamo fu deputato alla riforma dello stesso regolamento. Giacomo nel 1447 fu fra i deputati alla costruzione dell’Ospedale San Marco; nel 1630 Giovanni di Bergamo ebbe l’incarico di realizzare la chiesa della Vergine del Montesanto. Dal XVII secolo la famiglia ebbe il cognome Grumelli Pedrocca. La famiglia era proprietaria di un palazzo (ora Pesenti) in via Porta Dipinta, a Bergamo alta; ai Grumelli Pedrocca appartiene ora il palazzo, con il cortile disegnato dall’arch. Pollack, in via S. Salvatore, sempre in Città Alta [In verità tutto il palazzo venne disegnato dal Pollack, Nota di Gian Maria Suardo]. Il cognome si trova scritto in antichi documenti anche nella forma “Gromelli". Potrebbe avere alla base il latino "grumus", nella forma diminutiva “grumellus" (piccolo colle, altura). Risulterebbe quindi legato a toponimi quali Grumello, Gromo, Grumo, indicanti paesi o frazioni localizzati su piccoli colli. Nel Bergamasco si contano 34 famiglie Grumelli, in Italia 154.


[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, pp. 454- 455]:

Famiglia patrizia. Illustri personaggi "de Gromulo" ricoprirono uffici politici in Bergamo dai primi del XII secolo; il cognome fu riferito tanto ai Grumelli, ori-ginari di Grumello al Piano, quanto ai Lanzi, che dimoravano al Grumello di San Salvatore. Da metà secolo XIII a metà del XIV la famiglia è impegnata nelle attività finanziarie e nel controllo dei commerci; Aldino nel 1349 appalta il dazio del guado e della stadera. Da Pagano Grumelli, che nel 1234 col fratello Lan-franco fu in lite col capitolo di San Vincenzo per proprietà in Grumello, discesero varie generazioni di politici e giuristi, che ebbero una torre in contrada dì San Giacomo e sostennero attivamente la fazione guelfa, specie con Guglielmo e il figlio Tonolo Negro, subendo ritorsioni sulle proprietà in Stezzano e Grumello. Sotto Venezia, Giovanni fu tra i revisori degli Statuti bergamaschi (1436) e Antonio (Tonolo) fu revisore dei conti della Città e deputato nelle vertenze con i Territoriali (1450-58). Da un fratello di Guglielmo, Giovanni, discese G. Giacomo che fu tra l’altro pubblico lettore di "leggi municipali e cesaree" e deputato per le vertenze con Milano sulla Val Taleggio (1580); da un altro fratello, Andrea, discese il ramo tuttora esistente, che sì affermò tra fine XV e XVI secolo, con i fratelli Pietro e Marco Antonio, nella gestione dei dazi e del fisco cittadino, impegnandosi in prestiti e malleverie sia con Venezia che con gli Spagnoli e svolgendo delicati incarichi militari. Figlio di Mar co Antonio fu il cavalier Giovanni Gerolamo, giurista, riformatore degli statuti provveditore ai confini; per eredità della terza moglie il casato aggiunse il cognome di Pedrocca; il fratello Marco Antonio fu fondatore della primogenitura e i figli Marco Antonio e Giovanni furon creati conti dall’imperatore Ferdinando II (1631). Tra i discendenti ricordiamo Ludovico, cavaliere di Malta, morto in battaglia contro i Turchi nel 1625, e Antonio (m. 1722) attivo in contatti anche con illustri personalità estere per la pacificazione di liti, ma più volte coinvolto in prima persona in liti con varie famiglie bergamasche. Dal primo ‘600 i discendenti maschi furono educati nei collegi gesuiti di Brescia, Parma, Monza, Modena. Con la soppressione del convento di San Francesco (1808), i Grumelli ne asportarono i sepolcri di famiglia e le lapidi furono distrutte. Ebbero prestigiose dimore in Porta Dipinta e San Giacomo, ora in San Salvatore [No, il palazzo in S. Giacomoi era degli Adelasio, nota di Gian Maria Suardo]. Ebbero inoltre una villa a Stezzano, dove Girolamo ricoprì la carica di sindaco (1806-10), passata poi ai Maffeis e oggi sede comunale.

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Collezioni

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