Agliardi: differenze tra le versioni
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Versione delle 00:14, 2 set 2008
Un’antica tradizione fa risalire il loro arrivo dalla Pannonia con altri due fratelli nell’anno 1007 a Mologno in Val Cavallina. Dagli altri due fratelli deriverebbe le comune origine con i Martinengo ed i Terzi, mentre la forse comune origine con gli Adelasio sarebbe ipotizzabile, dato che i nomi appaiono alcune volte abbinati nei primi documenti storici della fine del XII secolo.
È da Ayardo, Console di Giustizia nel 1175, che derivò il cognome e ne seguì documentata continua discendenza La famiglia si diramò molto ed accanto al ramo attualmente vivente che anticamente era detto di Verdello e di Capitani de Lalio, e dall’inizio del XVII secolo Cosignori della Calciana Inferiore, si consolidò in quegli anni iniziali anche il ramo di Lurano, molto ramificato, ma che si estinguerà nel 1700.
L’attività iniziale della famiglia risulta prevalentemente imprenditoriale, amministrativa e giuridica. Anche se Ghibellina non risulta nelle cruente lotte di fazione. Tra i discendenti da Aiardo, nel 1175 Console di giustizia a Bergamo, si segnalano in particolare: Giovanni dottore in Legge, 1389 arbitro, 1402 ambasciata a Milano, nel Consiglio della città 1404-1407; Lucrezia, sposa dell’umanista Gasperino Barzizza. Grande impulso umanistico si manifestò con Alessio (1443†1528), figlio del notaio Bonifacio e cugino dei Barzizza. Egli fu insigne architetto ed ingegnere idraulico di fiducia del Doge e di Bartolomeo Colleoni che nel testamento nominò lui e successori membri di diritto del Luogo Pio da lui fondato; fu attivo a Venezia ed altre città, più che a Bergamo, dove però fu maestro del famoso Isabello e dove ora si vanno scoprendo sue opere sin ora ignorate. Suo figlio Antonio fu nel Consiglio della città nel 1515-28, in quello dei 12 Governatori addetto alle difese e in quello dei Dieci; Lucrezia vedova Vertova, fondatrice del Monastero S.Anna in Albino, fu ritratta da Giovan Battista Moroni; Bonifacio fu Provveditore alla difesa della città nel 1541 e nel 1557, deputato alla costituzione del Monte dei Pegni nel 1561, co-fondatore del Museo delle antichità nel 1571, Ambasciatore di Venezia addetto all’accoglienza di Carlo di Pannonia, Giudice di Pace nel 1563, Cavaliere Aurato di Venezia, insignito nel 1571 da Massimiliano II del titolo di conte e conte Palatino (1574); Alessandro, che combatté per Venezia e ne fu poi oratore alla Repubblica Retica; Ottavio ascritto all’Ordine di Malta 1585; Bonifacio, comandante di corazzieri caduto nel 1624 all’assedio di Breda; Bonifacio (1612†1677), tra i fondatori dell’Accademia degli Eccitati, Generale dell’Ordine dei Teatini e poi Vescovo di Adria; Bonifacio (1636†1710), primo Consignore della Calciana Inferiore con giuramento nel 1702; Alessandro, ascritto al Maggior Consiglio di Bergamo nel 1738; Camillo (1749†1795), Canonico, insigne studioso del Medioevo, che lasciò alla città la sua biblioteca; Paolo (1794†1866), che partecipò al Risorgimento con i figli Alessio, Pietro e Giovanni Battista, Deputato al Parlamento Nazionale e Senatore del Regno.
Co. (m), Co. Pal., Consign. della Calciana inf. (m) Nob. (mf)
Vi si estinsero le famiglie Gargana, Pesenti e Longo.
Non si sono sinora trovati agganci con le seguenti famiglie e personaggi dello stesso cognome: la famiglia Agliardi dell’illustre Cardinale Antonio, originaria di Cologno al Serio, la cui famiglia fu insignita del titolo di conte dal pontefice ed è tuttora presente a Torino e a Milano. Così per il Generale Agliardi citato nel 1915 ad Ancona, per il Dottor Luigi Agliardi, Presidente della Banca Popolare, uomo di vasta coltura la cui personalità emerge nella Bergamo del XX secolo. Risultano inoltre in passato e ancora oggi significative presenze del cognome a Sovere, a Lovere, a Brescia ed in Germania. Nel XII secolo un Alessandro Ayardi era Abate di Vall’Alta e nel XIII secolo un Ayardus risulta nella genealogia dei Capitani di Sovere. Attualmente il Sig Bruno Agliardi ha una antica dimora a Lovere. In Germania e poi a Trento compare un famoso medico nel XVII secolo. Sono diramazioni che dal mitico epicentro di Mologno nel XII –XIIl volgono verso sud-est (Bergamo Verdello, Lurano) e verso nord-ovest (Sovere, ecc.) [GPA]
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, 1928, vol. I, p. 323:
Antica famiglia bergamasca, alla quale appartenne BONIFACIO, oratore per la Repubblica Veneta all’arciduca Carlo d’Ungheria: con ducale 15 gennaio 1553 fu creato cavaliere aurato e con diploma imperiale 10 febbraio 1574 conte palatino con trasmissione primogeniale maschile. Dei suoi figli ALESSANDRO fu oratore Veneto alla Repubblica Retica e OTTAVIO fu ascritto all’Ordine di Malta nel 1585. Con ordinazione del Magistrato dei Feudi del 14 agosto 1662 gli Agliardi vennero ascritti col titolo di conti nel Libro dei veri titolati della Repubblica Veneta. BONIFACIO, abiatico dell’altro più sopra nominato, divenne vescovo di Adria ed il nipote di questi, dello stesso nome, nel 1702 prestò giuramento di fedeltà nelle mani del Governatore di Milano quale consignore della Calciana inferiore. L’abiatico di quest’ultimo, ALESSANDRO, nel 1738 risulta ascritto al Maggior Consiglio di Bergamo, BONIFACIO (n. 1741), di lui figlio, con sovr. risoluz. 12 ottobre 1818 veniva confermato nell’antica nobiltà mentre con altra del 4 novembre 1829 ALESSANDRO era riconosciuto conte palatino. Nipote di lui fu GIAMBATTISTA (1827-1896), deputato al Parlamento Nazionale, indi senatore del Regno. La famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale coi titoli di «nobile», di «conte palatino» per mpr. di «conte, di consignore della Calciana inferiore» per m.
Cfr. A. S. M. e A. S. V, Araldica.
a. g. [Alessandro Giulini]
[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio, Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004]:
Famiglia patrizia bergamasca, i cui primi esponenti (secoli XII-XV) risultano originari di Verdello e furono notai, mercanti e procuratori. Nel secolo XV Giovanni, ghibellino, sottoscrisse i patti col Malatesta del 1408 e l’architetto Alessio fu collaboratore di Bartolomeo Colleoni; nel secolo XVI ebbe rilevanti responsabilità politiche con Guiniforte, Bonifacio ed Alessandro. Bonifacio nel 1553 fu fatto cavaliere aurato e nel 1574 conte palatino; il figlio Ottavio ascritto all’ordine di Malta nel 1585. Alessandro, Bonifacio e Ottavio furono rappresentati come gruppo di musicanti da Evaristo Baschenis (1660 ca). Bonifacio fu vescovo di Adria e il suo omonimo nipote giurò fedeltà al governatore di Milano quale monsignore della Calciana inferiore. Un altro Bonifacio fu riconfermato nell’antica nobiltà nel 1818 e Alessandro nel 1829 riconosciuto conte palatino; suo nipote Giambattista (1827-96) fu deputato al Parlamento poi senatore; nel 1848 Pietro sostenne il progetto di unione della Lombardia al Piemonte. Il palazzo di via Pignolo e la villa di Sombreno, proprietà attuali, sono stati, negli ultimi decenni, centri propulsori di un forte impegno di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico e culturale.
[AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000.]
Nobile e antica famiglia bergamasca, ebbe stretti rapporti con Bartolomeo Colleoni. Anche grazie all’amicizia che il condottiero ebbe con Alessio, architetto, che progettò, tra l’altro, nel 1481 lo scavo della roggia del “Raso”, che scorreva nella zona di Borgo Palazzo. Già nel 1408 un Giovanni Agliardi viene citato come esponente di spicco del partito ghibellino. Ma il casato annovera fra i suoi personaggi più illustri vescovi e cardinali. Bonifacio (1616 – 1667) divenne vescovo di Adria e di lui ebbe a dire lo storico Donato Calvi nelle sue “Effemeridi”: “…uno dei maggiori splendori che illustrassero la nostra patria, per nobiltà cospicuo, per dottrina sublime, per costume adorabile”. Emerge poi per fama la figura di Antonio Agliardi, nato nel 1832 a Cologno al Serio, dal conte Domenico e da Lidia Vimercati, eletto cardinale da Papa Leone XIII nel 1896. Un ramo della famiglia di Bergamo si trasferì nella città di Brescia, dove venne dichiarata nobile dall’imperatore Leopoldo d’Austria. Tra i beni della famiglia a Bergamo spicca il settecentesco palazzo di via Pignolo. Alla base del cognome c’è il sostantivo aglio. Fra le varianti nella nostra provincia ci sono i cognomi Aglio, Agliani, Agliati, Aglieri. Presenza attuale sul territorio: 126 famiglie nel Bergamasco, soprattutto a Costa Volpino, Morengo e Romano di Lombardia; 313 in Italia.
Indice
Genealogia
Genealogia Agliardi
Stemmi
Storia
Cenni storici sulla famiglia Agliardi (Archivio Agliardi G 1 doc 1). Documento databile tra il 1667 e il 1692, presumibilmente 1686.
TRADIZIONI, LEGGENDA E STORIA: il 30 maggio 1007 di Gian Paolo Agliardi
Da leggenda a storia: la “Genealogia d’Astino” di Gian Paolo Agliardi
Le origini del cognome di Gian Paolo Agliardi
Lallio e le origini di Gian Paolo Agliardi
Personaggi
Alessio Agliardi (09) (1443 † 1527) Architetto
Antonio Agliardi (10) (ca. 1470 † dopo il 1528 [o 1537? 1539?]) Architetto
Lucrezia Agliardi in Vertova (ca. 1480 † 1557)
Bonifacio Agliardi (11) (ca. 1516 † 1580)
Alessandro Agliardi (12) (ca. 1555 † 1605)
Bonifacio Agliardi (13) (ca. 1585-90 † 1624)
Bonifacio Agliardi (14) (1612 † 1667) Prelato, Letterato, Vescovo
Bonifacio Agliardi (15) (1635 † 1710)
Alessandro Agliardi (15) (1636 † 1692)
Camillo Antonio Agliardi (18) (1749 † 1795) Canonico
Pietro Agliardi (20) (1825 † 1886) Pittore
Dimore e proprietà
Le fonti principali delle acquisizioni patrimoniali furono via via quelle Agliardi antiche che facevano capo a Levate, Verdello, Comunnuovo e in città in Borgo S. Leonardo e a porta Colognola, con i 5 fidecommissi, compreso quindi dal 1679 quello del Portico in Calciana (Torre Pallavicina) per il meritorio intervento di Angela Pessina de Locatelli, sposa di Bonifacio Agliardi; quelle della successione Gargana in Boccaleone e per breve tempo con palazzo in città in Borgo S. Andrea; quelle Martinengo del Castellaro di Ludriano e quelle Pesenti, che rappresentano un capitolo a sé anche se ormai da tempo integrato. Infine quelle più recenti: Faverzano e per breve parentesi Montirone, dalla bisnonna Elena Longo e Corneliano per mia Madre Myriam Gallarati Scotti. [GPA]
Bergamo, casa in via S. Orsola (Borgo San Leonardo)
Palazzo Agliardi - Bergamo, via Pignolo 86
Villa Pesenti Agliardi - Sombreno
Faverzano (Bs) - Villa Longo Agliardi Lechi
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
MOZZI, Antichità bergamasche:
AGLIARDI: I: 14, 15, 20v, 24, 30v, 35v, 40v, 41, 49v, 62, 77, 103
AIARDI: I: 41, 86, 110, 118, 148v, 149, 151, 151v, 152, 153 (?) 154 v
Bibliografia
Documenti
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Collezioni
Note
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