Villa Goltara a Chiuduno: differenze tra le versioni

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Il grosso edificio, costruito a mezza costa nella prima metà dell’Ottocento, ingloba, in una struttura con pianta a U, una torre medioevale di pietre regolari, che doveva collegarsi al sistema fortificato del castello che sorge più in alto.
 
Il grosso edificio, costruito a mezza costa nella prima metà dell’Ottocento, ingloba, in una struttura con pianta a U, una torre medioevale di pietre regolari, che doveva collegarsi al sistema fortificato del castello che sorge più in alto.

Versione delle 00:22, 12 lug 2008

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Carlo Perogalli – Maria Grazia Sandri – Vanni Zanella. Ville della Provincia di Bergamo [Ville Italiane. Lombardia 3 – Collana diretta da Pier Fausto Bagatti Valsecchi], Milano, Rusconi, 1983, p. 261

CHIUDUNO VILLA GOLTARA

Veduta da ovest

Il grosso edificio, costruito a mezza costa nella prima metà dell’Ottocento, ingloba, in una struttura con pianta a U, una torre medioevale di pietre regolari, che doveva collegarsi al sistema fortificato del castello che sorge più in alto. L’altezza del corpo di fabbrica principale, sopra il terrazzo che è collegato all’androne, è di tre piani. A un livello inferiore, determinato dalla pendenza del terreno, vi è un corpo a L che, al piano della strada, presenta un’interessante scuderia: un ambiente a tre navate, con volte su colonne. Dal cortiletto adiacente, una lunga scala interna consentiva di accedere al piano principale della villa, costituito dalle sale poste attorno al terrazzo superiore. A valle vi è un giardino recinto.

V.Z.

[1]Il nobile Francesco Goltara, patrizio mantovano, nel 1820 si trasferì a Chiuduno, ereditando la villa, con terreni e cascinali, dal nobile Giuseppe Pezzoli d’Albertone (A. PEZZOTTA, Chiuduno - la sua gente e qualcosa della sua storia, Gorle 1980, p. 143). Nel 1978 gli attuali proprietari hanno compiuto ampi lavori di ripristino dell’edificio.