Venosta: differenze tra le versioni
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, p. 852:''' | '''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, p. 852:''' | ||
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| + | La famiglia Venosta deriva il suo nome dalla subinfeudazione delle valli Venosta e Matsch fatta ad essa dal vescovo di Coira presso il quale esercitava l’avvocazia. Ai tempi di Enrico II aveva ottenuto la subinfeudazione anche delle terre del versante dell’Adda, cioè delle pievi di Poschiavo e di Mazzo. Durante la seconda metà del secolo XII, quando Como estese il suo territorio a tutta la Valtellina, anche i Venosta diventarono feudatari e cittadini di Como. | ||
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| + | Capostipite noto della famiglia è EGANO o EGINONE de valle Venusta, al quale si riferisce un documento del novembre 1131 conservato in Archivio di Stato di Milano fra le pergamene dell’Isola Comacina; in esso Artemanno, «homo domini Eginonis», in seguito a sentenza pronunciata da Giovanni, prete della chiesa di S. Stefano di Mazzo, e da Tedaldo, giudice e messo dello stesso Eginone, fece refuta alla chiesa di S. Eufemia dell’Isola di alcuni beni compresi in una certa vendita. Da Egano nacque ARTUICO, vivente verso il 1150, al quale il vescovo di Como, secondo notizie fornite nell’opera Famiglie Notabili Milanesi, vol. I, Famiglia Visconti Venosta, cenno storico, confermò l’investitura della pieve di Mazzo con otto comuni. Da Artuico nacque EGINONE, dal quale discendono tutti gli attuali Venosta, compresa la diramazione dei Visconti Venosta. | ||
| + | Il ramo, di cui si tratta in questo articolo, ottenne il riconoscimento dell’antica nobiltà con D. M. 22 maggio 1910 in persona di LUIGI SILVINO, di Osvaldo, senatore del Regno. La genealogia documentata in tale occasione risale ad un MICHELANGELO, vissuto nella prima metà del secolo XVII, che fu marito di Caterina Venosta, appartenente ad un ramo ora estinto, e padre di CARLO, n. a Tirano il 29 marzo 1628 e morto ivi il 4 settembre 1688. Da Carlo e da Anna Raimondi, sua moglie, sortì i natali CLAUDIO FRANCESCO, n. a Tirano il 2 dicembre 1664, che sposò Bianca Lambertenghi e ne ebbe il figlio GEROLAMO, n. a Tirano l’8 dicembre 1692. Da Gerolamo e da sua moglie Costanza Negri, figlia di Gio. Antonio, di Grosio, nacque NICOLA ANTONIO (Tirano, 18 marzo 1726), che fu marito di Lodovica Rota di Bergamo e padre di un altro GEROLAMO (n. Tirano, 20 maggio 1761). Questi sposò Costanza Negri, di Osvaldo, di Grosio, e ne ebbe OSVALDO, padre di LUIGI SILVINO, che ottenne il riconoscimento nel 1910. | ||
| + | La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), in persona di LUIGI SILVINO, senatore del Regno, figlio di Osvaldo, n. a Tirano il 30 giugno 1845, sp. con Enrichetta Bellini. | ||
| + | Figlia: Giovanna, n. Roma, 1° gennaio 1883, sp. all’avv. comm. Vittorio Carli. | ||
| + | Fratelli: Anna; Maria, n. Tirano, 4 ottobre 1840; Costanza, n. Tirano, 1° novembre 1842; SILVINO, n. Inverno (Pavia), 5 settembre 1856, spos. con Attilla Bandini. | ||
| + | Figli di Silvino: Maria, n. Roma, 10 gennaio 1891; Adriana Annunziata, n. Sesto Fiorentino, 26 agosto 1895. | ||
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| + | f. f. [Francesco Forte] | ||
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== Genealogia == | == Genealogia == | ||
Versione delle 21:13, 22 mag 2022
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, p. 852:
La famiglia Venosta deriva il suo nome dalla subinfeudazione delle valli Venosta e Matsch fatta ad essa dal vescovo di Coira presso il quale esercitava l’avvocazia. Ai tempi di Enrico II aveva ottenuto la subinfeudazione anche delle terre del versante dell’Adda, cioè delle pievi di Poschiavo e di Mazzo. Durante la seconda metà del secolo XII, quando Como estese il suo territorio a tutta la Valtellina, anche i Venosta diventarono feudatari e cittadini di Como.
Capostipite noto della famiglia è EGANO o EGINONE de valle Venusta, al quale si riferisce un documento del novembre 1131 conservato in Archivio di Stato di Milano fra le pergamene dell’Isola Comacina; in esso Artemanno, «homo domini Eginonis», in seguito a sentenza pronunciata da Giovanni, prete della chiesa di S. Stefano di Mazzo, e da Tedaldo, giudice e messo dello stesso Eginone, fece refuta alla chiesa di S. Eufemia dell’Isola di alcuni beni compresi in una certa vendita. Da Egano nacque ARTUICO, vivente verso il 1150, al quale il vescovo di Como, secondo notizie fornite nell’opera Famiglie Notabili Milanesi, vol. I, Famiglia Visconti Venosta, cenno storico, confermò l’investitura della pieve di Mazzo con otto comuni. Da Artuico nacque EGINONE, dal quale discendono tutti gli attuali Venosta, compresa la diramazione dei Visconti Venosta. Il ramo, di cui si tratta in questo articolo, ottenne il riconoscimento dell’antica nobiltà con D. M. 22 maggio 1910 in persona di LUIGI SILVINO, di Osvaldo, senatore del Regno. La genealogia documentata in tale occasione risale ad un MICHELANGELO, vissuto nella prima metà del secolo XVII, che fu marito di Caterina Venosta, appartenente ad un ramo ora estinto, e padre di CARLO, n. a Tirano il 29 marzo 1628 e morto ivi il 4 settembre 1688. Da Carlo e da Anna Raimondi, sua moglie, sortì i natali CLAUDIO FRANCESCO, n. a Tirano il 2 dicembre 1664, che sposò Bianca Lambertenghi e ne ebbe il figlio GEROLAMO, n. a Tirano l’8 dicembre 1692. Da Gerolamo e da sua moglie Costanza Negri, figlia di Gio. Antonio, di Grosio, nacque NICOLA ANTONIO (Tirano, 18 marzo 1726), che fu marito di Lodovica Rota di Bergamo e padre di un altro GEROLAMO (n. Tirano, 20 maggio 1761). Questi sposò Costanza Negri, di Osvaldo, di Grosio, e ne ebbe OSVALDO, padre di LUIGI SILVINO, che ottenne il riconoscimento nel 1910. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’Elenco Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile (mf.), in persona di LUIGI SILVINO, senatore del Regno, figlio di Osvaldo, n. a Tirano il 30 giugno 1845, sp. con Enrichetta Bellini. Figlia: Giovanna, n. Roma, 1° gennaio 1883, sp. all’avv. comm. Vittorio Carli. Fratelli: Anna; Maria, n. Tirano, 4 ottobre 1840; Costanza, n. Tirano, 1° novembre 1842; SILVINO, n. Inverno (Pavia), 5 settembre 1856, spos. con Attilla Bandini. Figli di Silvino: Maria, n. Roma, 10 gennaio 1891; Adriana Annunziata, n. Sesto Fiorentino, 26 agosto 1895.
f. f. [Francesco Forte]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: Partito di rosso e d’argento, al castello attraversante di pietra al naturale di tre torri, quella di mezzo più alta, col capo d’oro carico di un’aquila bicipite di nero, coronata del campo.
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