De Camilli: differenze tra le versioni
(→Fonti) |
|||
| Riga 1: | Riga 1: | ||
| − | Famiglia lombarda non illustre, ma documentata con continuità a partire dalla metà del ‘700 nel Comune di Besozzo (Varese), potendovi attestare con chiarezza un Domenico di Giovanni, sposato nel 1782. A Besozzo la famiglia risiede stabilmente fino al 1920 | + | Famiglia lombarda non illustre, ma documentata con continuità a partire dalla metà del ‘700 nel Comune di Besozzo (Varese), potendovi attestare con chiarezza un Domenico di Giovanni, sposato nel 1782. A Besozzo la famiglia risiede stabilmente, fino al 1920 nella casa di Via Indipendenza costruita a inizi Novecento. Nella prima metà del ‘900, alcuni componenti si trasferirono a Como o a Milano, nella seconda metà dello stesso secolo, gli spostamenti si ampliarono a un raggio più vasto. |
| − | Tra le professioni esercitate abbiamo barbieri, cartari, un calzolaio, un sarto, un fruttivendolo. Davide è stato probabilmente il primo a lasciare Besozzo: lavorò a Milano in un caffè importante del centro, poi rientrò a Besozzo ed aprì, nei primissimi anni del ‘900, un albergo con ristorante ai suoi tempi rinomato. Nel Novecento troviamo poi una generazione di impiegati e una maestra elementare. | + | Tra le professioni esercitate abbiamo barbieri, cartari, un calzolaio, un sarto, un fruttivendolo, un tornitore in ottone. Davide è stato probabilmente il primo a lasciare Besozzo: lavorò a Milano in un caffè importante del centro, poi rientrò a Besozzo ed aprì, nei primissimi anni del ‘900, un albergo con ristorante ai suoi tempi rinomato. Nel Novecento troviamo poi una generazione di impiegati e una maestra elementare. |
Tra i componenti emerge Fausto: direttore della banda di Comerio (VA), che fu allontanato dall’incarico per le sue idee antifasciste. | Tra i componenti emerge Fausto: direttore della banda di Comerio (VA), che fu allontanato dall’incarico per le sue idee antifasciste. | ||
| + | |||
| + | (Caterina De Camilli) | ||
| + | |||
| + | ==Bibliografia== | ||
| + | Caterina De Camilli Giacò, ''Besozzo: ricordi, racconti, carte d’archivio… e un interrogativo finale'', in “Storia e storie della sponda magra.- Studi e fonti per la storia di Laveno Mombello e paesi limitrofi” 10 (2019) | ||
== Fonti == | == Fonti == | ||
Versione delle 11:08, 12 dic 2019
Famiglia lombarda non illustre, ma documentata con continuità a partire dalla metà del ‘700 nel Comune di Besozzo (Varese), potendovi attestare con chiarezza un Domenico di Giovanni, sposato nel 1782. A Besozzo la famiglia risiede stabilmente, fino al 1920 nella casa di Via Indipendenza costruita a inizi Novecento. Nella prima metà del ‘900, alcuni componenti si trasferirono a Como o a Milano, nella seconda metà dello stesso secolo, gli spostamenti si ampliarono a un raggio più vasto. Tra le professioni esercitate abbiamo barbieri, cartari, un calzolaio, un sarto, un fruttivendolo, un tornitore in ottone. Davide è stato probabilmente il primo a lasciare Besozzo: lavorò a Milano in un caffè importante del centro, poi rientrò a Besozzo ed aprì, nei primissimi anni del ‘900, un albergo con ristorante ai suoi tempi rinomato. Nel Novecento troviamo poi una generazione di impiegati e una maestra elementare. Tra i componenti emerge Fausto: direttore della banda di Comerio (VA), che fu allontanato dall’incarico per le sue idee antifasciste.
(Caterina De Camilli)
Bibliografia
Caterina De Camilli Giacò, Besozzo: ricordi, racconti, carte d’archivio… e un interrogativo finale, in “Storia e storie della sponda magra.- Studi e fonti per la storia di Laveno Mombello e paesi limitrofi” 10 (2019)
Fonti
Archivio parrocchiale di Besozzo
Archivio storico comunale di Besozzo, Censimento 1881 e Liste di leva