Santini: differenze tra le versioni
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| − | + | [[Immagine:Santini (Spreti).jpg|thumb|Spreti, vol. VI, p. 118]] | |
| − | + | '''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 118-119:''' | |
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GIANFRANCESCO da Milano, detto de’ Santini, e vivente nell’anno 1559, è il capostipite di questa famiglia. I suoi discendenti godevano il giuspatronato di una cappella dedicata a Sant’Antonio e posta nella chiesa di San Francesco di Malleo, presso Pizzighettone, nel Cremonese, fondata e dotata dai Santini sin dal secolo XVI, con sepoltura gentilizia portante il loro stemma. FRANCESCO e CARLO, di Francesco e pronipoti nel nominato Gianfrancesco, capostipite, furono, il primo tenente di cavalleria leggera e il secondo aiutante generale. ORAZIO, figlio del predetto Francesco, fu capitano di una compagnia di milizia urbana in Cremona nel 1691, e fu padre di DIEGO, di VINCENZO, che fu capitano di fanteria al servizio di S. M. Cesarea, di GIAMBATTISTA, che fu prevosto mitrato della Collegiata di Pizzighettone, e di FRANCESCO. | GIANFRANCESCO da Milano, detto de’ Santini, e vivente nell’anno 1559, è il capostipite di questa famiglia. I suoi discendenti godevano il giuspatronato di una cappella dedicata a Sant’Antonio e posta nella chiesa di San Francesco di Malleo, presso Pizzighettone, nel Cremonese, fondata e dotata dai Santini sin dal secolo XVI, con sepoltura gentilizia portante il loro stemma. FRANCESCO e CARLO, di Francesco e pronipoti nel nominato Gianfrancesco, capostipite, furono, il primo tenente di cavalleria leggera e il secondo aiutante generale. ORAZIO, figlio del predetto Francesco, fu capitano di una compagnia di milizia urbana in Cremona nel 1691, e fu padre di DIEGO, di VINCENZO, che fu capitano di fanteria al servizio di S. M. Cesarea, di GIAMBATTISTA, che fu prevosto mitrato della Collegiata di Pizzighettone, e di FRANCESCO. | ||
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Da Diego nacquero: ORAZIO FRANCESCO, che fu delegato del Commissariato generale dello Stato di Milano in Pizzighettone, e CARLO, che fu anch’esso prevosto mitrato nella su detta Collegiata. | Da Diego nacquero: ORAZIO FRANCESCO, che fu delegato del Commissariato generale dello Stato di Milano in Pizzighettone, e CARLO, che fu anch’esso prevosto mitrato nella su detta Collegiata. | ||
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Con Decreto dell’I. R. Tribunale Araldico della Lombardia del 19 settembre 1772 la famiglia dei suddetti fratelli Orazio Francesco e Carlo Santini fu iscritta nel Catalogo dei Nobili e fu ordinata la delineazione dell’arma sopra descritta nel Codice Araldico. Con Sovrana Risoluzione .dell’imperatore Francesco I d’Austria del 10 aprile 1816 fu confermata l’antica nobiltà a GIOVANNI BATTISTA. | Con Decreto dell’I. R. Tribunale Araldico della Lombardia del 19 settembre 1772 la famiglia dei suddetti fratelli Orazio Francesco e Carlo Santini fu iscritta nel Catalogo dei Nobili e fu ordinata la delineazione dell’arma sopra descritta nel Codice Araldico. Con Sovrana Risoluzione .dell’imperatore Francesco I d’Austria del 10 aprile 1816 fu confermata l’antica nobiltà a GIOVANNI BATTISTA. | ||
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La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), trattamento di Don e Donna, in persona di VINCENZO, di Alessandro, di Vincenzo, n. a Cremona il 16 febbraio 1859, maggiore del R. Esercito nella Riserva. Sorella: Elodia, n. a Cremona 11 febbraio 1858. | La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), trattamento di Don e Donna, in persona di VINCENZO, di Alessandro, di Vincenzo, n. a Cremona il 16 febbraio 1859, maggiore del R. Esercito nella Riserva. Sorella: Elodia, n. a Cremona 11 febbraio 1858. | ||
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== Stemmi== | == Stemmi== | ||
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| + | ARMA: Fasciato d’azzurro e di rosso al castello d’argento merlato alla ghibellina di quattro pezzi e attraversante, col capo d’oro carico di un’aquila di nero, coronata del campo. (Codice Araldico. Archivio Stato Milano, p. 88). | ||
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== Dimore == | == Dimore == | ||
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Versione attuale delle 20:08, 13 ott 2019
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. VI, pp. 118-119:
GIANFRANCESCO da Milano, detto de’ Santini, e vivente nell’anno 1559, è il capostipite di questa famiglia. I suoi discendenti godevano il giuspatronato di una cappella dedicata a Sant’Antonio e posta nella chiesa di San Francesco di Malleo, presso Pizzighettone, nel Cremonese, fondata e dotata dai Santini sin dal secolo XVI, con sepoltura gentilizia portante il loro stemma. FRANCESCO e CARLO, di Francesco e pronipoti nel nominato Gianfrancesco, capostipite, furono, il primo tenente di cavalleria leggera e il secondo aiutante generale. ORAZIO, figlio del predetto Francesco, fu capitano di una compagnia di milizia urbana in Cremona nel 1691, e fu padre di DIEGO, di VINCENZO, che fu capitano di fanteria al servizio di S. M. Cesarea, di GIAMBATTISTA, che fu prevosto mitrato della Collegiata di Pizzighettone, e di FRANCESCO.
Da Diego nacquero: ORAZIO FRANCESCO, che fu delegato del Commissariato generale dello Stato di Milano in Pizzighettone, e CARLO, che fu anch’esso prevosto mitrato nella su detta Collegiata.
Con Decreto dell’I. R. Tribunale Araldico della Lombardia del 19 settembre 1772 la famiglia dei suddetti fratelli Orazio Francesco e Carlo Santini fu iscritta nel Catalogo dei Nobili e fu ordinata la delineazione dell’arma sopra descritta nel Codice Araldico. Con Sovrana Risoluzione .dell’imperatore Francesco I d’Austria del 10 aprile 1816 fu confermata l’antica nobiltà a GIOVANNI BATTISTA.
La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile (mf.), trattamento di Don e Donna, in persona di VINCENZO, di Alessandro, di Vincenzo, n. a Cremona il 16 febbraio 1859, maggiore del R. Esercito nella Riserva. Sorella: Elodia, n. a Cremona 11 febbraio 1858.
v. s. [Vittorio Spreti]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: Fasciato d’azzurro e di rosso al castello d’argento merlato alla ghibellina di quattro pezzi e attraversante, col capo d’oro carico di un’aquila di nero, coronata del campo. (Codice Araldico. Archivio Stato Milano, p. 88).
Storia
Personaggi
Dimore
Milano e Cremona