Orchi (de): differenze tra le versioni

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ARMA (Ramo primogenito): Di rosso alla banda doppiomerlata, accostata da due gigli posti in banda, il tutto d’argento; col capo d’oro all’aquila di nero (Ricon. 1898).
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[[Immagine:de Orchi 1 (Spreti).jpg|thumb|Spreti, vol. IV, p. 906]]
ARMA (Ramo secondogenito): Troncato: al 1° di rosso, all’aquila d’oro; al 2° di verde alla sbarra d’argento, doppiomerlata e scorciata, accompagnata in capo da una testa di cane, di nero, strappata e rivoltata; accostata in punta da una mano sinistra appalmata, sormontata da un bisante, il tutto d’argento (Ricon. 1893).
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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 906-907:'''
DIMORA: Milano.
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Si vuole che questa famiglia derivi dalla famiglia Orchia romana che si sarebbe trapiantata in Como e dalla quale secondo il Ballerini (Compendio delle Cronache della città di Como, Como, 1619), sarebbe uscito anche un Giovanni Orco elevato alla dignità vescovile di Como e morto il 3 agosto 558. È certo però che essa fu iscritta al Consiglio di quella città fin dal 1422 e che appartenne a quell’ordine decurionale. Con Sovrana Risoluzione 27 novembre 1816 venne confermata nell’antica nobiltà in persona di FLAMINIO, figlio di Francesco, di Amanzio, e con altra 3 agosto 1821 nella persona del cugino parroco di Casnate, sacerdote GIO. BATTISTA, figlio di Gaspare, di Amanzio. In tempi più recenti fu riconosciuta nobile con D. M. 8 agosto 1893 in persona di FRANCESCO, di Amanzio, di Gaspare e dei suoi figli ARIODANTE, GIUSEPPE e ACHILLE, e con D. M. 6 aprile 1898 in persona di FLAMINIO, di Giuseppe, di Flaminio e di suo figlio GUIDO.
 
Si vuole che questa famiglia derivi dalla famiglia Orchia romana che si sarebbe trapiantata in Como e dalla quale secondo il Ballerini (Compendio delle Cronache della città di Como, Como, 1619), sarebbe uscito anche un Giovanni Orco elevato alla dignità vescovile di Como e morto il 3 agosto 558. È certo però che essa fu iscritta al Consiglio di quella città fin dal 1422 e che appartenne a quell’ordine decurionale. Con Sovrana Risoluzione 27 novembre 1816 venne confermata nell’antica nobiltà in persona di FLAMINIO, figlio di Francesco, di Amanzio, e con altra 3 agosto 1821 nella persona del cugino parroco di Casnate, sacerdote GIO. BATTISTA, figlio di Gaspare, di Amanzio. In tempi più recenti fu riconosciuta nobile con D. M. 8 agosto 1893 in persona di FRANCESCO, di Amanzio, di Gaspare e dei suoi figli ARIODANTE, GIUSEPPE e ACHILLE, e con D. M. 6 aprile 1898 in persona di FLAMINIO, di Giuseppe, di Flaminio e di suo figlio GUIDO.
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La stessa famiglia ebbe il patronato attivo sulla parrocchia di S. Provino nella città di Como. In occasione delle conferme ottenute durante la Restaurazione Austriaca, documentò la propria genealogia fino al 1448.
 
La stessa famiglia ebbe il patronato attivo sulla parrocchia di S. Provino nella città di Como. In occasione delle conferme ottenute durante la Restaurazione Austriaca, documentò la propria genealogia fino al 1448.
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Fu cioè provato che il richiedente d’allora FLAMINIO, giureconsulto collegiato della città di Como e decurione, nato il 25 ottobre 1770, era figlio di FRANCESCO (n. 17 settembre 1719, sp. 1758 con la nobil donna Anna Maria Durini del fu Francesco, morto il 14 marzo 1776, sepolto nella chiesa di S. Provino nel sepolcro gentilizio), di AMANZIO (n. 29 maggio 1676, marito in prime nozze di Maria Cernezzi e in seconde nozze di Franca Foica di Chiavenna figlia del capitano Pietro), di FRANCESCO (sp. 18 settembre 1671 con la nobile Sidonia Ciceri di Francesco), di AMANZIO (n. 14 settembre 1587, sp. con la nobile Cinzia Canarisi di Gironico), di GIOVANNI PIETRO (sp. Lucrezia Peregrini) di GASPARE (sp. Virginia Lierna), di PAOLO (notaio, sp. Bianca Antonia Coquia) di GASPARE, di CLEMENTE.
 
Fu cioè provato che il richiedente d’allora FLAMINIO, giureconsulto collegiato della città di Como e decurione, nato il 25 ottobre 1770, era figlio di FRANCESCO (n. 17 settembre 1719, sp. 1758 con la nobil donna Anna Maria Durini del fu Francesco, morto il 14 marzo 1776, sepolto nella chiesa di S. Provino nel sepolcro gentilizio), di AMANZIO (n. 29 maggio 1676, marito in prime nozze di Maria Cernezzi e in seconde nozze di Franca Foica di Chiavenna figlia del capitano Pietro), di FRANCESCO (sp. 18 settembre 1671 con la nobile Sidonia Ciceri di Francesco), di AMANZIO (n. 14 settembre 1587, sp. con la nobile Cinzia Canarisi di Gironico), di GIOVANNI PIETRO (sp. Lucrezia Peregrini) di GASPARE (sp. Virginia Lierna), di PAOLO (notaio, sp. Bianca Antonia Coquia) di GASPARE, di CLEMENTE.
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A questa linea (primogenita) si ricongiunge quella (secondogenita) che ottenne il riconoscimento nel 1893, la quale discende da Gaspare di Amanzio, nato nel 1722, e fratello di Francesco, nato nel 1719.
 
A questa linea (primogenita) si ricongiunge quella (secondogenita) che ottenne il riconoscimento nel 1893, la quale discende da Gaspare di Amanzio, nato nel 1722, e fratello di Francesco, nato nel 1719.
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Nella chiesa di S. Provino, sopra un’iscrizione in marmo, era scolpito lo stemma della famiglia.
 
Nella chiesa di S. Provino, sopra un’iscrizione in marmo, era scolpito lo stemma della famiglia.
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Il ramo primogenito, che ottenne il riconoscimento nel 1898, figura iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile e con le qualifiche di Don e Donna in persona di:
 
Il ramo primogenito, che ottenne il riconoscimento nel 1898, figura iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile e con le qualifiche di Don e Donna in persona di:
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FLAMINIO, n. Como, 4 settembre 1901, figlio di Guido (n. Adernò, in prov. di Catania, il 21 ottobre 1868, consigliere d’appello, sp. Como, 29 dic. 1900 con Giuseppina, chiamata Pia, Costantini, n. Como 27 febbraio 1876 di Antonio e di Lucia Perlasca, morto a Como 2 aprile 1924) figlio di Flaminio (n. Tremezzo l’8 settembre 1835, sp. con Carlotta Perlasca, morto a Como il 2 marzo 1905; figlio a sua volta di Giuseppe (nato il 6 ottobre 1803 da Flaminio e da Antonia Giovio del conte Alessandro), sp. Milano, 25 aprile 1931 con Elisabetta Orlando, n. a Livorno il 20 luglio 1911, del gr. uff. ing. Luigi, cav. al merito del lavoro.
 
FLAMINIO, n. Como, 4 settembre 1901, figlio di Guido (n. Adernò, in prov. di Catania, il 21 ottobre 1868, consigliere d’appello, sp. Como, 29 dic. 1900 con Giuseppina, chiamata Pia, Costantini, n. Como 27 febbraio 1876 di Antonio e di Lucia Perlasca, morto a Como 2 aprile 1924) figlio di Flaminio (n. Tremezzo l’8 settembre 1835, sp. con Carlotta Perlasca, morto a Como il 2 marzo 1905; figlio a sua volta di Giuseppe (nato il 6 ottobre 1803 da Flaminio e da Antonia Giovio del conte Alessandro), sp. Milano, 25 aprile 1931 con Elisabetta Orlando, n. a Livorno il 20 luglio 1911, del gr. uff. ing. Luigi, cav. al merito del lavoro.
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Sorella: Antonia, n. Como, 24 giugno 1904 sp. Como, 4 novembre 1922 con Achille Rivolta.
 
Sorella: Antonia, n. Como, 24 giugno 1904 sp. Como, 4 novembre 1922 con Achille Rivolta.
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ALESSANDRO, di Luigi, di Flaminio, n. Como, 11 settembre 1843, medico chirurgo, Grande Uff. della Corona d’Italia, Cav. Uff. dei S. Maurizio e Lazzaro, medaglia d’oro dei benemeriti dell’istruzione popolare, sp. 2 agosto 1892 con Luisa Scalabrini.
 
ALESSANDRO, di Luigi, di Flaminio, n. Como, 11 settembre 1843, medico chirurgo, Grande Uff. della Corona d’Italia, Cav. Uff. dei S. Maurizio e Lazzaro, medaglia d’oro dei benemeriti dell’istruzione popolare, sp. 2 agosto 1892 con Luisa Scalabrini.
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Il ramo secondogenito che ottenne il riconoscimento nel 1893 è iscritto egualmente nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile e con le qualifiche di Don e Donna, in persona di:
 
Il ramo secondogenito che ottenne il riconoscimento nel 1893 è iscritto egualmente nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile e con le qualifiche di Don e Donna, in persona di:
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GIUSEPPE, di Francesco, di Amanzio, n. Como, 1860, sp. Milano, 6 maggio 1893 con Angioletta Villa, morto a Milano 6 novembre 1922.
 
GIUSEPPE, di Francesco, di Amanzio, n. Como, 1860, sp. Milano, 6 maggio 1893 con Angioletta Villa, morto a Milano 6 novembre 1922.
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Figlio: GIANFRANCO, n. Milano, 28 luglio 1902.
 
Figlio: GIANFRANCO, n. Milano, 28 luglio 1902.
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Fratello: ACHILLE, n. Como, 7 maggio 1861, sp. con Emilia Monzini.
 
Fratello: ACHILLE, n. Como, 7 maggio 1861, sp. con Emilia Monzini.
Figlio di Achille: ALBERTO, n. Milano, 22 aprile 1914, con D. R. 2 luglio 1911 fu autorizzato ad aggiungere al proprio il cognome Villa, (cfr. sulla famiglia De Orchi: Ing. ANTONIO GIUSSANI, Un angolo storico della città di Como nelle fauste nozze De’ Orchi-Rivolta, Como, IV novembre millenovecentoventidue, Como, 1922, ENRICO CASANOVA, Nobiltà lombarda, Genealogie, Milano, 1930, tav. 61).
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Figlio di Achille: ALBERTO, n. Milano, 22 aprile 1914, con D. R. 2 luglio 1911 fu autorizzato ad aggiungere al proprio il cognome Villa, (cfr. sulla famiglia De Orchi: Ing. ANTONIO GIUSSANI, ''Un angolo storico della città di Como nelle fauste nozze De’ Orchi-Rivolta, Como, IV novembre millenovecentoventidue'', Como, 1922, ENRICO CASANOVA, ''Nobiltà lombarda, Genealogie'', Milano, 1930, tav. 61).
  
 
c. m. [Cesare Manaresi]
 
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== Stemmi==
 
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ARMA (''Ramo primogenito''): Di rosso alla banda doppiomerlata, accostata da due gigli posti in banda, il tutto d’argento; col capo d’oro all’aquila di nero (Ricon. 1898).
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ARMA (''Ramo secondogenito''): Troncato: al 1° di rosso, all’aquila d’oro; al 2° di verde alla sbarra d’argento, doppiomerlata e scorciata, accompagnata in capo da una testa di cane, di nero, strappata e rivoltata; accostata in punta da una mano sinistra appalmata, sormontata da un bisante, il tutto d’argento (Ricon. 1893).
  
 
'''[[Stemmi famiglia de Orchi]]'''
 
'''[[Stemmi famiglia de Orchi]]'''
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== Dimore ==
 
== Dimore ==
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Milano
  
 
== Sepolture ==
 
== Sepolture ==

Versione delle 03:44, 2 gen 2019

Spreti, vol. IV, p. 906

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 906-907:

Si vuole che questa famiglia derivi dalla famiglia Orchia romana che si sarebbe trapiantata in Como e dalla quale secondo il Ballerini (Compendio delle Cronache della città di Como, Como, 1619), sarebbe uscito anche un Giovanni Orco elevato alla dignità vescovile di Como e morto il 3 agosto 558. È certo però che essa fu iscritta al Consiglio di quella città fin dal 1422 e che appartenne a quell’ordine decurionale. Con Sovrana Risoluzione 27 novembre 1816 venne confermata nell’antica nobiltà in persona di FLAMINIO, figlio di Francesco, di Amanzio, e con altra 3 agosto 1821 nella persona del cugino parroco di Casnate, sacerdote GIO. BATTISTA, figlio di Gaspare, di Amanzio. In tempi più recenti fu riconosciuta nobile con D. M. 8 agosto 1893 in persona di FRANCESCO, di Amanzio, di Gaspare e dei suoi figli ARIODANTE, GIUSEPPE e ACHILLE, e con D. M. 6 aprile 1898 in persona di FLAMINIO, di Giuseppe, di Flaminio e di suo figlio GUIDO.

La stessa famiglia ebbe il patronato attivo sulla parrocchia di S. Provino nella città di Como. In occasione delle conferme ottenute durante la Restaurazione Austriaca, documentò la propria genealogia fino al 1448.

Fu cioè provato che il richiedente d’allora FLAMINIO, giureconsulto collegiato della città di Como e decurione, nato il 25 ottobre 1770, era figlio di FRANCESCO (n. 17 settembre 1719, sp. 1758 con la nobil donna Anna Maria Durini del fu Francesco, morto il 14 marzo 1776, sepolto nella chiesa di S. Provino nel sepolcro gentilizio), di AMANZIO (n. 29 maggio 1676, marito in prime nozze di Maria Cernezzi e in seconde nozze di Franca Foica di Chiavenna figlia del capitano Pietro), di FRANCESCO (sp. 18 settembre 1671 con la nobile Sidonia Ciceri di Francesco), di AMANZIO (n. 14 settembre 1587, sp. con la nobile Cinzia Canarisi di Gironico), di GIOVANNI PIETRO (sp. Lucrezia Peregrini) di GASPARE (sp. Virginia Lierna), di PAOLO (notaio, sp. Bianca Antonia Coquia) di GASPARE, di CLEMENTE.

A questa linea (primogenita) si ricongiunge quella (secondogenita) che ottenne il riconoscimento nel 1893, la quale discende da Gaspare di Amanzio, nato nel 1722, e fratello di Francesco, nato nel 1719.

Nella chiesa di S. Provino, sopra un’iscrizione in marmo, era scolpito lo stemma della famiglia.

Il ramo primogenito, che ottenne il riconoscimento nel 1898, figura iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile e con le qualifiche di Don e Donna in persona di:

FLAMINIO, n. Como, 4 settembre 1901, figlio di Guido (n. Adernò, in prov. di Catania, il 21 ottobre 1868, consigliere d’appello, sp. Como, 29 dic. 1900 con Giuseppina, chiamata Pia, Costantini, n. Como 27 febbraio 1876 di Antonio e di Lucia Perlasca, morto a Como 2 aprile 1924) figlio di Flaminio (n. Tremezzo l’8 settembre 1835, sp. con Carlotta Perlasca, morto a Como il 2 marzo 1905; figlio a sua volta di Giuseppe (nato il 6 ottobre 1803 da Flaminio e da Antonia Giovio del conte Alessandro), sp. Milano, 25 aprile 1931 con Elisabetta Orlando, n. a Livorno il 20 luglio 1911, del gr. uff. ing. Luigi, cav. al merito del lavoro.

Sorella: Antonia, n. Como, 24 giugno 1904 sp. Como, 4 novembre 1922 con Achille Rivolta.

ALESSANDRO, di Luigi, di Flaminio, n. Como, 11 settembre 1843, medico chirurgo, Grande Uff. della Corona d’Italia, Cav. Uff. dei S. Maurizio e Lazzaro, medaglia d’oro dei benemeriti dell’istruzione popolare, sp. 2 agosto 1892 con Luisa Scalabrini.

Il ramo secondogenito che ottenne il riconoscimento nel 1893 è iscritto egualmente nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. col titolo di nobile e con le qualifiche di Don e Donna, in persona di:

GIUSEPPE, di Francesco, di Amanzio, n. Como, 1860, sp. Milano, 6 maggio 1893 con Angioletta Villa, morto a Milano 6 novembre 1922.

Figlio: GIANFRANCO, n. Milano, 28 luglio 1902.

Fratello: ACHILLE, n. Como, 7 maggio 1861, sp. con Emilia Monzini.

Figlio di Achille: ALBERTO, n. Milano, 22 aprile 1914, con D. R. 2 luglio 1911 fu autorizzato ad aggiungere al proprio il cognome Villa, (cfr. sulla famiglia De Orchi: Ing. ANTONIO GIUSSANI, Un angolo storico della città di Como nelle fauste nozze De’ Orchi-Rivolta, Como, IV novembre millenovecentoventidue, Como, 1922, ENRICO CASANOVA, Nobiltà lombarda, Genealogie, Milano, 1930, tav. 61).

c. m. [Cesare Manaresi]


Genealogia

Genealogia de Orchi

Stemmi

ARMA (Ramo primogenito): Di rosso alla banda doppiomerlata, accostata da due gigli posti in banda, il tutto d’argento; col capo d’oro all’aquila di nero (Ricon. 1898).

ARMA (Ramo secondogenito): Troncato: al 1° di rosso, all’aquila d’oro; al 2° di verde alla sbarra d’argento, doppiomerlata e scorciata, accompagnata in capo da una testa di cane, di nero, strappata e rivoltata; accostata in punta da una mano sinistra appalmata, sormontata da un bisante, il tutto d’argento (Ricon. 1893).

Stemmi famiglia de Orchi

Storia

Personaggi

Dimore

Milano

Sepolture

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-andrea-orchi_(Dizionario-Biografico)/

Sitografia

Documenti

Collezioni

Note