Moroni (Milano): differenze tra le versioni

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'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 712-713:'''
 
'''Vittorio Spreti, ''Enciclopedia storico-nobiliare italiana'', Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 712-713:'''
  
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La famiglia è originaria da Milano e di antica nobiltà nota fin dal 936 col nome «Moroni». Appartenne al patriziato di Milano fin dal 1100. Vuole la tradizione che un guerriero di questa famiglia reduce dalle Crociate recasse in Italia il gelso per la coltivazione dei bachi da seta che in Lombardia si chiama appunto «Morone» onde il nome e lo stemma. JACOPO, figlio di Mussone Morone, BARTOLOMEO e CORADONE negli anni 1212-1255, erano i capi della Repubblica Milanese. Succeduta la Signoria degli Sforza, i Moroni furono sempre a questi devoti. GIROLAMO, il famoso Gran Cancelliere di cui Leonardo da Vinci, dipinse il ritratto, fu uno dei più grandi politici del suo tempo. Intuì l’unità d’Italia, ma, il trattato che prese poi il nome di congiura fallì per il tradimento del marchese di Pescara. GIOVANNI, nominato vescovo a 20 anni, poi Nunzio e Legato alla Dieta di Ausbourg, fu uno dei più insigni Cardinali del XVI secolo. Era dotato di grande penetrazione, intrepido ma onesto e equanime. Per tale moderazione fu accusato di connivenza coi protestanti e rinchiuso in Castel S. Angelo donde fu tratto per il nuovo Conclave. Il nuovo Pontefice, Pio IV, lo difese, gli diede onorifici incarichi e lo nominò Presidente del Concilio di Trento. Con S. Carlo Borromeo e S. Ignazio fondò il Collegio Romano, ora Università Gregoriana. Dotò di cospicue elargizioni il Convento di S. Callisto, la Santa Casa di Loreto, ecc., ecc. Dalla linea di ANTONIO discendono i Moroni di Roma; GIULIO, suo figlio, quivi trasferì la sue sede, chiamatovi dallo zio Cardinale, e precisamente nel vecchio palazzetto nella via che tuttora si denomina « dei Moroni ». Egli e i suoi successori ebbero anche in Roma cospicue dignità. GIROLAMO, secondo del nome, fu Conservatore in Campidoglio, poi Generale di S. Chiesa e Governatore d’Avignone. ORAZIO fu vescovo di Sutri e Nepi ove lasciò ricordi monumentali. GALEAZZO, già Nunzio in Polonia, fu vescovo di Loreto e Recanati. TIBURZIO e FRANCESCO furono Conservatori; ANNIBALE, comandante di Castel S. Angelo fu iscritto tra le LX famiglie Coscritte nel 1769. Da Annibale nacque MICHELE, 1775, morto 1858, sposato alla marchesa Laura Del Bufalo e capostipite dell’attuale generazione. La famiglia possedette i seguenti titoli: conte di Lecco (1513), conte d’Orio (1518), duchi di Bojano (1528), signore di Pettorano, Alberello, Colle Stefano, Camano, Manfredano, Ceresola, Folignano, Fondone; conte di Pontremone (1534); conte di Ferrarese e Valdinuse (1545); conte di Cantalupo (1600); conte di Olnago, Colnago, Basiano e Monastero di Basiano (1610); signore di Castelmezzato di Niguarda, ecc.; marchese di Vulci per successione di casa Candelori (1836).
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La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Patrizio Romano (mf.), discend. da Francesco (1705); Coscritto (mpr.) da Annibale (1768); Conte (m.) discendenti da Giovanni Antonio e Sforza (1536); Nobile dei Conti (f.) in persona di GIOVANNI, di Alfredo, di Gustavo, di Francesco, di Michelangelo, di Annibale, di Francesco, con i fratelli Isabella in Pompei, Flaminia e GALEAZZO.
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Sono altresì iscritti: LUIGI, di Annibale, di Michelangelo, di Annibale, di Francesco, con i fratelli Maria in Lo Cascio e Agnese in Lugani nonché GIROLAMO; ed infine MICHELE, di Federico, di Michelangelo, di Annibale, di Francesco, col figlio FEDERICO e la sorella Isabella vedova del conte Girolamo Fani.
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t. b. [Temistocle Bertucci]
  
  
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== Stemmi ==
 
== Stemmi ==
  
ARMA: Troncato: nel 1° d’oro all’aquila bicipite, linguata di rosso, coronata di nero sulle due teste; nel 2° d’argento al gelso al naturale, terrazzato di verde.
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ARMA: D’argento al gelso al naturale nodrito nel terreno di verde.
  
''Alias'': Inquartato: nel primo di ''Moroni'' che è: troncato: nel 1° d’oro all’aquila di nero bicipite coronata di nero sulle due teste; nel 2° di argento al gelso al naturale fiorito di rosso movente dalla punta, terrazzata di verde; nel secondo di ''Santi'' che è troncato; nel 1° d’azzurro, nel 2° interzato di argento, di verde e di rosso al guerriero armato attr. e mov. dalla punta colla palma nella destra e la spada appoggiata sulla punta nella sinistra; nel terzo di ''Furietti'' che è troncato d’azzurro e di rosso al furetto d’argento, col collare di rosso e giglio d’oro nella zampa destra attraversante la partizione; al quarto di ''Suardi'' che è troncato nel 1° d’oro all’aquila di nero coronata del campo; nel 2° di rosso al leone d’oro in palo. (Camozzi, n. 3294, e di Moroni, n. 1343 Anon. p. 27).
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CIMIERO: Aperto fiancheggiato da un drago alato e da una colomba con un ramoscello d’olivo.
  
''Alias'': Troncato: nel primo d’oro all’aquila di nero; nel secondo di rosso al gelso al naturale, accostato da due leoni d’oro, affrontati e controrampanti sul tronco. (''Moroni da Vertova''), (Camozzi, n. 1341, Anon. p. F. Crollalanza, Diz. vol. 2°, p. 179).
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MOTTO: ''Simplex et callens.''
 
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''Alias'': Di argento al gelso al naturale movente dalla punta terrazzato di verde. (Camozzi, n. 1340, Pagano, p. 108, Mang. p. 49 (senza campagna verde, ''Moroni da Sedrina'').
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CIMIERO: (conti Moroni) Aquila bicipite.
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== Storia ==
 
== Storia ==
  
 
== Personaggi ==
 
== Personaggi ==
 
'''[[Giovan Battista Moroni]]''' Pittore
 
  
 
== Dimore ==
 
== Dimore ==
  
Bergamo
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Milano e Roma
  
 
== Iconografia ==
 
== Iconografia ==
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== Fonti ==
 
== Fonti ==
 
'''[[Giampiero Tiraboschi - ANAGRAFE DELLE PERSONE DELL’ALBINESE - Moroni|Giampiero Tiraboschi - ANAGRAFE DELLE PERSONE DELL’ALBINESE]]'''
 
 
 
Presso la '''Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo''' sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al '''[http://www.bibliotecamai.org/frame.asp?page=altri_archivi/altri_archivi.html sito]'''):
 
 
Morone Andrea Vitale, di Stabello, 1194 perg 0901
 
 
Moroni Baronio fu Giovanni, 1243 perg 1220
 
 
Moroni Bertola, di Olmo, 1465 perg 1789
 
 
Moroni Bertolino d. Bertola, di Olmo, 1381 perg 1815
 
 
Moroni Gianfrancesco di Tonolo, 1467 perg 0760 
 
 
Moroni Giovanni Giacomo di Antonio, di Presezzo, 1602 perg 1052
 
 
Moroni Gisla fu Moro moglie di Bono Gosseni, di Martinengo, 1276 perg 1799
 
 
Moroni Guglielmo fu Lacario, 1243 perg 1220
 
 
Moroni Mauro di Giovanni, di Bergamo, 1219 perg 0399
 
 
Moroni Pietro, 1416 perg 3369
 
 
Moroni Zambello fu Andrea, 1243 perg 1220
 
  
 
http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27987&RicPag=29&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf
 
http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27987&RicPag=29&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf
  
 
== Bibliografia ==
 
== Bibliografia ==
 
 
I Moroni di Bergamo sono ricordati in documenti del secolo XII e XIII; nel 1221 Giovanni Moroni era tesoriere della Città.
 
 
«1156, 5 aprilis; in loco Vanzone: a meridie Joannis Moroni, Arch. cath. S. n.
 
 
1204: Ioannes Moroni in Palazzo, seu Burgo Palazzo. Rotolus episc. ff. 16 et 22.
 
 
1216: Ioannes Moroni in Albino. Rotolus episc. f. 75.
 
 
1221, 15 marcii: Ioannes Moronus canevarius comuis Pergami. Arch. cath. H, 14, 1233, 8 nov. Id. Id. fasc. 6.
 
 
1246; Guillelmus domini Ioannis de Moronibus. In actis Petri Lanfranci Rocchae f. 47, 1287. Obertus Moronum. In actis Viviani Alberti Gatti f. 14.
 
 
1288: Bergamus filius quondam Guillelmi Moronum de Sorisele, — Ioannes Moronum de Sedrina. In actis Viviani Alberti Gatti ff. 56 et 61» (Mozzi, vol. IV cc. 276, 284, 316 e 389).
 
 
BENZINO e VENTURINO, ingegneri, ottennero privilegi dal senato veneto per il merito acquistato nella guerra di Ferrara del 1492. Più emerse l’ingegno loro fuori della città nativa; ma quivi si formò, dove, al dire del Tassi (Vite dei pittori vol. I p. 31 e segg.) «la professione nobilissima della civile e militare architettura, ha per il corso di quasi 200 anni avuto sede nella famiglia dei Moroni».
 
 
Il Tassi loda gli ingegneri ANDREA e BERTOLASIO, i figli di Bertolasio LEONARDO, PECINO e VENTURINO, ed il figlio di Venturino ANTONIO; i pittori ANTONIO, GIOVANNI e GIOVAN BATTISTA, il famoso ritrattista del secolo XVI del quale disse il Tiziano ad un nobile bergamasco, che voleva da lui il ritratto: «ma non avete a Bergamo il Moroni?». Gli ingegneri Moroni tornarono a Bergamo assai utili particolarmente nel secolo XV, al tempo del Colleoni, quando venne innalzato il campanile di S. Maria, riedificato il castello di S. Vigilio, allungata la cattedrale su disegni dell’Averulino detto Filarete, iniziato un nuovo palazzo del comune e poi restaurato il vecchio insieme cogli edifici adiacenti alla torre comunale, e finalmente costruito un nuovo ponte sull’Adda. (Locatelli, Pasino: Illustri Bergamaschi, vol. III, pag. 215 e seg.).
 
 
In seguito ANTONIO ottenne dal duca di Sassonia Weimar il titolo di conte e fabbricò un sontuoso palazzo in Bergamo sotto la rocca. La famiglia Moroni raccolse l’eredità di rami stroncati delle famiglie Santi, Furietti e Suardi, riunendone gli stemmi.
 
 
Nel consiglio entrarono FRANCESCO, 1654, con. ANDREA 1711, con. PIETRO GIACOMO, 1717, GIOVANNI 1719, conte ALESSANDRO 1743. conte PIETRO 1745, conte CARLO FERMO 1771, conte ANTONIO 1784, conte GIOVAN BATTISTA 1786. Il conte PIETRO, fu podestà di Bergamo dal 1826 al 1840. Egli concepì ed iniziò lo sviluppo edilizio della città con ampie vie alberate e colla passeggiata delle mura. Negli elenchi del 1822 e 1840 sono iscritti Pietro ed Alessandro, e in quello del 1840 col titolo di conte che compete ai discendenti maschi.
 
 
Da ALESSANDRO, figlio di Antonio e della contessa Laura Suardi e sposato colla nob. Giulia dei conti Resta sono nati Laura in Roncalli, Maria in Maffeis e ANTONIO. Da Antonio e dalla nob. Elisa dei conti Agliardi sono nati ALESSIO e PIETRO.
 
 
La famiglia è iscritta nell’El. Uff. Ital. coi titoli di conte (m.) nobile (mf.), in persona di ALESSIO, di Antonio, di Alessandro, n. a Bergamo il 1° Agosto 1876, sposato il 14 aprile 1915 con Carlotta Pagani.
 
 
Figli: Elisa n. a Bergamo, 16 gennaio 1916; ANTONIO, n. a Bergamo 20 febbraio 1919; CARLO, n. a Bergamo 16 aprile 1922.
 
Fratello: PIETRO, n. ivi, 14 Aprile 1880.
 
 
g. l. [Giuseppe Locatelli]
 
 
  
 
http://www.treccani.it/enciclopedia/andrea-moroni_(Dizionario-Biografico)/
 
http://www.treccani.it/enciclopedia/andrea-moroni_(Dizionario-Biografico)/
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== Documenti ==
 
== Documenti ==
 
[[Immagine:Governo provvisorio 1848.jpg|thumb|Avviso della Costituzione di un Governo Provvisorio a Bergamo (23 marzo 1848)]]
 
  
 
== Collezioni ==
 
== Collezioni ==

Versione delle 20:58, 18 nov 2018

Spreti, vol. IV, p. 712

Torna a Moroni

Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. IV, pp. 712-713:

La famiglia è originaria da Milano e di antica nobiltà nota fin dal 936 col nome «Moroni». Appartenne al patriziato di Milano fin dal 1100. Vuole la tradizione che un guerriero di questa famiglia reduce dalle Crociate recasse in Italia il gelso per la coltivazione dei bachi da seta che in Lombardia si chiama appunto «Morone» onde il nome e lo stemma. JACOPO, figlio di Mussone Morone, BARTOLOMEO e CORADONE negli anni 1212-1255, erano i capi della Repubblica Milanese. Succeduta la Signoria degli Sforza, i Moroni furono sempre a questi devoti. GIROLAMO, il famoso Gran Cancelliere di cui Leonardo da Vinci, dipinse il ritratto, fu uno dei più grandi politici del suo tempo. Intuì l’unità d’Italia, ma, il trattato che prese poi il nome di congiura fallì per il tradimento del marchese di Pescara. GIOVANNI, nominato vescovo a 20 anni, poi Nunzio e Legato alla Dieta di Ausbourg, fu uno dei più insigni Cardinali del XVI secolo. Era dotato di grande penetrazione, intrepido ma onesto e equanime. Per tale moderazione fu accusato di connivenza coi protestanti e rinchiuso in Castel S. Angelo donde fu tratto per il nuovo Conclave. Il nuovo Pontefice, Pio IV, lo difese, gli diede onorifici incarichi e lo nominò Presidente del Concilio di Trento. Con S. Carlo Borromeo e S. Ignazio fondò il Collegio Romano, ora Università Gregoriana. Dotò di cospicue elargizioni il Convento di S. Callisto, la Santa Casa di Loreto, ecc., ecc. Dalla linea di ANTONIO discendono i Moroni di Roma; GIULIO, suo figlio, quivi trasferì la sue sede, chiamatovi dallo zio Cardinale, e precisamente nel vecchio palazzetto nella via che tuttora si denomina « dei Moroni ». Egli e i suoi successori ebbero anche in Roma cospicue dignità. GIROLAMO, secondo del nome, fu Conservatore in Campidoglio, poi Generale di S. Chiesa e Governatore d’Avignone. ORAZIO fu vescovo di Sutri e Nepi ove lasciò ricordi monumentali. GALEAZZO, già Nunzio in Polonia, fu vescovo di Loreto e Recanati. TIBURZIO e FRANCESCO furono Conservatori; ANNIBALE, comandante di Castel S. Angelo fu iscritto tra le LX famiglie Coscritte nel 1769. Da Annibale nacque MICHELE, 1775, morto 1858, sposato alla marchesa Laura Del Bufalo e capostipite dell’attuale generazione. La famiglia possedette i seguenti titoli: conte di Lecco (1513), conte d’Orio (1518), duchi di Bojano (1528), signore di Pettorano, Alberello, Colle Stefano, Camano, Manfredano, Ceresola, Folignano, Fondone; conte di Pontremone (1534); conte di Ferrarese e Valdinuse (1545); conte di Cantalupo (1600); conte di Olnago, Colnago, Basiano e Monastero di Basiano (1610); signore di Castelmezzato di Niguarda, ecc.; marchese di Vulci per successione di casa Candelori (1836). La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Patrizio Romano (mf.), discend. da Francesco (1705); Coscritto (mpr.) da Annibale (1768); Conte (m.) discendenti da Giovanni Antonio e Sforza (1536); Nobile dei Conti (f.) in persona di GIOVANNI, di Alfredo, di Gustavo, di Francesco, di Michelangelo, di Annibale, di Francesco, con i fratelli Isabella in Pompei, Flaminia e GALEAZZO.

Sono altresì iscritti: LUIGI, di Annibale, di Michelangelo, di Annibale, di Francesco, con i fratelli Maria in Lo Cascio e Agnese in Lugani nonché GIROLAMO; ed infine MICHELE, di Federico, di Michelangelo, di Annibale, di Francesco, col figlio FEDERICO e la sorella Isabella vedova del conte Girolamo Fani.

t. b. [Temistocle Bertucci]


Genealogia

Genealogia Moroni

Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003

Stemmi

ARMA: D’argento al gelso al naturale nodrito nel terreno di verde.

CIMIERO: Aperto fiancheggiato da un drago alato e da una colomba con un ramoscello d’olivo.

MOTTO: Simplex et callens.

Storia

Personaggi

Dimore

Milano e Roma

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=27987&RicPag=29&RicSez=prodfamiglie&RicVM=indice&RicTipoScheda=pf

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/andrea-moroni_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/primo-moroni_(Dizionario-Biografico)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/giovan-battista-moroni_(Dizionario-Biografico)/

Documenti

Collezioni