Cusani: differenze tra le versioni
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| + | '''Ramo di Parma''' | ||
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| + | TITOLO: Marchese di Vicomero (m.). | ||
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| + | Ramo dell’illustre ceppo dei Cusani di Milano stabilitosi anticamente a Parma, ove era fiorente nel quattrocento. Si ha memoria di un GIOVANNI ANTONIO morto già nel 1509 tesoriere in Parma di Galeazzo Maria Sforza signore della città, figlio di BARTOLOMEO, il quale in un rog. del 1496 è detto «civis Mediolani et Parmensis». Dei figli di Giovanni Antonio GIOVANNI PIETRO, fu inscritto nella Matricola dei notai Parmensi il 18 ottobre 1521, GIOVANNI MARIA il 28 giugno 1526, GIOVAN FRANCESCO fu chiaro giureconsulto e fu sepolto nella cappella di famiglia, eretta nel primo ‘400 nella chiesa di S. Sepolcro dei canonici lateranensi della città natale, con questa iscrizione: «Francisco Cusani iuriconsulto ac patritio Parm. viro ingenii praestantia, consilii gravitate praeclaro, Diana uxor, Marcus Ant. filius omissum in eo familiae suae splendorem praesidium lugentes posuerunt. Ob. an. D. MDXLIV, Id. Apr., aetatis suae 49». Il figlio di lui MARCO ANTONIO ebbe i figli FRANCESCO, n. nel 1558, FRANCESCO FEDERICO, n. 1566, GIULIO, n. 1568, ALESSANDRO, n. 1573. | ||
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| + | Una diramazione della famiglia abitava nella vicinanza di S. Nicolò; di questi Cusani si distinsero i figli del magnifico BARTOLOMEO: GALEAZZO e PAOLO, ambedue cavalieri aurati. Il primo servì a Roma Paolo III come cameriere segreto, morto il pontefice si recò alla corte imperiale e fu segretario di Massimiliano e del figlio Rodolfo; quivi fu insignito del titolo di cavaliere dello speron d’oro, essendo già conte palatino. | ||
| + | Tornato in patria servì onorevolmente i Farnese. Morì nel 1604 in età di 82 anni; la sua tomba con una solenne epigrafe si conserva nel tempio della Madonna della Steccata in Parma. Meritevole di un cenno è il nobile testamento suo rogato il 20 maggio 1580 dal not. Pier Martire Garbassa Parm., in cui istituisce suo erede universale la Confraternita della B. V. della Steccata coll’obbligo di far fabbricare nel suo palazzo e case adiacenti posto nella parrocchia di S. Nicolò un convento con una chiesa e un collegio pei padri teatini di S. Silvestro di Montecavallo in Roma; inoltre obbliga l’erede a costruire un ponte sul fiume Taro; finito questo la Confraternita suddetta: «…farà fabbricare le Scole pubbliche con avvertire di farle fare in loco più onorato della città di Parma, vicino alla piazza facendole fabbricare magnificamente con li suo portigali come sono le Scole pubbliche di Bologna e finito che saranno le scole la medesima Compagnia abbia a dare una nuova provvigione a tutti li lettori saranno necessari a leggere ogni sorta di lettura come si usa nelli migliori studi d’Italia, con usar diligenza d’haver delli più eccellenti tanto d’Italia quanto oltramontani… acciò che s’habbia da stabilire in questa nostra magnifica città uno studio delli più frequenti d’Italia…» (Archivio Notarile di Parma, rag. Garbassa). | ||
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| + | Nei Registri di Battesimo del Battistero di Parma a cominciare dal 1495 con GIOVANNI di Giovanni Antonio si può seguire la serie genealogica dei marchesi Cusani fino ai giorni nostri. Di questi molti illustrarono.il loro casato con opere militari e civili. GIROLAMO ottenne nel 1605 una fede ducale attestante che egli aveva servito nelle guerre di Fiandra e di Francia; CESARE era capitano di fanteria del Farnese nel 1663; FLAMINIO pure capitano nel 1682; GALEAZZO rivestiva lo stesso grado nel 1701, PAOLO nel 1750; FILIPPO era tenente di fanteria nel 1775 nell’esercito di D. Ferdinando di Borbone, ANDREA e GIOVANNI erano tenenti nel medesimo corpo rispettivamente nel 1800 e 1802. Un POMPONIO era agente ducale a Milano nel 1556; un GIROLAMO era mastro delle entrate ducali nel 1680, un AGOSTINO era collaterale generale nel 1717; un PAOLO copriva la stessa carica nel 1753. | ||
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| + | Si ignora il nome di colui che ebbe l’ultima ricognizione del titolo marchionale. Il ramo vivente, quello di S. Sepolcro, discende da GIROLAMO (1651) per AGOSTINO di Galeazzo, n. 1688, PAOLO di Agostino, n. 1723, FILIPPO di Paolo, n. 1749, ANDREA di Filippo, n. 1781. | ||
| + | La famiglia è rappresentata da: | ||
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| + | LUIGI †, di Andrea. | ||
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| + | Figlio: LAMBERTO, spos. Giuseppina Cavalli. | ||
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| + | Figli di Lamberto: GIAN CARLO †, Maria Paola, n. 1907; Maria Luisa, n. 1914. | ||
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| + | Fratello di Luigi: GAETANO †. | ||
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| + | Figli di Gaetano: ENRICO, GINO, Ines. | ||
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| + | Figlie di Enrico: Maria, Lina, Bianca, Giovanna. | ||
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| + | g. d [Giovanni Drei]. | ||
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CIMIERO: La giustizia. | CIMIERO: La giustizia. | ||
| − | MOTTO: ''Vis nescia vinci.'' | + | MOTTO: ''Vis nescia vinci.'' (Ramo di Vercelli); ''Quel che il lume d’onore indora io cerco.'' (Ramo di Parma) |
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'''[[Stemmi famiglia Cusani]]''' | '''[[Stemmi famiglia Cusani]]''' | ||
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Torino (Ramo di Vercelli) | Torino (Ramo di Vercelli) | ||
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| + | Parma (Ramo di Parma) | ||
== Iconografia == | == Iconografia == | ||
Versione delle 00:11, 30 ott 2017
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. II, pp. 592-593:
Ramo di Vercelli
TITOLI: Marchese di S. Giuliano (mpr.); conte di Sagliano (mpr.).
Famiglia assai antica, venuta da Milano a Vercelli nel sec. XV. Sono fole ciò che narrano il Tettoni (Teatro Araldico, IV) e l’Angius (Famiglie nobili, I, 581); ma già nel sec. XVI la famiglia ha un cavaliere di Malta con fr. ORAZIO (27 giugno 1590): tradizione proseguita da fr. GIUSEPPE (8 luglio 1602) e da fr. AROSIO (12 aprile 1737). Il primo cittadino milanese venuto a Vercelli è GIOVANNI, che viveva nel 1452, capostipite della grande linea stabilitasi in Piemonte. Dal figlio suo, DANIELE, si staccano i due rami, di BALZARINO, e di GIOVANNI ANTONIO, quest’ultimo estintosi sulla fine del sec. XVIII. Da Balzarino, o Baltarino, o Balsario, discende, attraverso parecchie generazioni, fra le quali va ricordata quella di Anna Felicita, figlia di Giovanni Cusani, favorita del duca Carlo Emanuele I da cui ebbe don SILVIO († 1644), don LUIGI e don VITICHINDO († 1674), il conte AGOSTINO, investito di Sagliano con titolo comitale (15 novembre 1723; 20 febbraio 1732). Egli fu padre del conte PAOLO (n. Vercelli, 25 marzo 1728), da cui vennero AGOSTINO e FERDINANDO. La discendenza di Agostino (n. Vercelli, 13 novembre 1770; † 17 ottobre 1845), investito di S. Giuliano con titolo marchionale (14 ottobre 1775) e di Sagliano (3 luglio 1784), finì col marchese CLEMENTE (n. Torino, 1° agosto 1827; † Torino, 21 maggio 1903), ultimo del ramo marchionale, succeduto al fratello AUGUSTO che era morto a Torino il 26 aprile 1898; onde il titolo è finito. La discendenza di Ferdinando proseguì con AGOSTINO (n. Vercelli, 23 giugno 1805; † Torino, 16 gennaio 1877), padre di FERDINANDO (n. Chieri, 22 novembre 1858), il quale succedette nel titolo comitale alla estinta linea primogenita.
Linea primogenita.
AUGUSTO †, di Agostino, di Paolo. Fratello: CLEMENTE †.
Linea secondogenita.
Conte di Sagliano (mpr.).
FERDINANDO, di Agostino, di Ferdinando. Sorella: Maria Ildegarda in Mella Arborio
m. z. [Mario Zucchi]
Ramo di Parma
TITOLO: Marchese di Vicomero (m.).
Ramo dell’illustre ceppo dei Cusani di Milano stabilitosi anticamente a Parma, ove era fiorente nel quattrocento. Si ha memoria di un GIOVANNI ANTONIO morto già nel 1509 tesoriere in Parma di Galeazzo Maria Sforza signore della città, figlio di BARTOLOMEO, il quale in un rog. del 1496 è detto «civis Mediolani et Parmensis». Dei figli di Giovanni Antonio GIOVANNI PIETRO, fu inscritto nella Matricola dei notai Parmensi il 18 ottobre 1521, GIOVANNI MARIA il 28 giugno 1526, GIOVAN FRANCESCO fu chiaro giureconsulto e fu sepolto nella cappella di famiglia, eretta nel primo ‘400 nella chiesa di S. Sepolcro dei canonici lateranensi della città natale, con questa iscrizione: «Francisco Cusani iuriconsulto ac patritio Parm. viro ingenii praestantia, consilii gravitate praeclaro, Diana uxor, Marcus Ant. filius omissum in eo familiae suae splendorem praesidium lugentes posuerunt. Ob. an. D. MDXLIV, Id. Apr., aetatis suae 49». Il figlio di lui MARCO ANTONIO ebbe i figli FRANCESCO, n. nel 1558, FRANCESCO FEDERICO, n. 1566, GIULIO, n. 1568, ALESSANDRO, n. 1573.
Una diramazione della famiglia abitava nella vicinanza di S. Nicolò; di questi Cusani si distinsero i figli del magnifico BARTOLOMEO: GALEAZZO e PAOLO, ambedue cavalieri aurati. Il primo servì a Roma Paolo III come cameriere segreto, morto il pontefice si recò alla corte imperiale e fu segretario di Massimiliano e del figlio Rodolfo; quivi fu insignito del titolo di cavaliere dello speron d’oro, essendo già conte palatino. Tornato in patria servì onorevolmente i Farnese. Morì nel 1604 in età di 82 anni; la sua tomba con una solenne epigrafe si conserva nel tempio della Madonna della Steccata in Parma. Meritevole di un cenno è il nobile testamento suo rogato il 20 maggio 1580 dal not. Pier Martire Garbassa Parm., in cui istituisce suo erede universale la Confraternita della B. V. della Steccata coll’obbligo di far fabbricare nel suo palazzo e case adiacenti posto nella parrocchia di S. Nicolò un convento con una chiesa e un collegio pei padri teatini di S. Silvestro di Montecavallo in Roma; inoltre obbliga l’erede a costruire un ponte sul fiume Taro; finito questo la Confraternita suddetta: «…farà fabbricare le Scole pubbliche con avvertire di farle fare in loco più onorato della città di Parma, vicino alla piazza facendole fabbricare magnificamente con li suo portigali come sono le Scole pubbliche di Bologna e finito che saranno le scole la medesima Compagnia abbia a dare una nuova provvigione a tutti li lettori saranno necessari a leggere ogni sorta di lettura come si usa nelli migliori studi d’Italia, con usar diligenza d’haver delli più eccellenti tanto d’Italia quanto oltramontani… acciò che s’habbia da stabilire in questa nostra magnifica città uno studio delli più frequenti d’Italia…» (Archivio Notarile di Parma, rag. Garbassa).
Nei Registri di Battesimo del Battistero di Parma a cominciare dal 1495 con GIOVANNI di Giovanni Antonio si può seguire la serie genealogica dei marchesi Cusani fino ai giorni nostri. Di questi molti illustrarono.il loro casato con opere militari e civili. GIROLAMO ottenne nel 1605 una fede ducale attestante che egli aveva servito nelle guerre di Fiandra e di Francia; CESARE era capitano di fanteria del Farnese nel 1663; FLAMINIO pure capitano nel 1682; GALEAZZO rivestiva lo stesso grado nel 1701, PAOLO nel 1750; FILIPPO era tenente di fanteria nel 1775 nell’esercito di D. Ferdinando di Borbone, ANDREA e GIOVANNI erano tenenti nel medesimo corpo rispettivamente nel 1800 e 1802. Un POMPONIO era agente ducale a Milano nel 1556; un GIROLAMO era mastro delle entrate ducali nel 1680, un AGOSTINO era collaterale generale nel 1717; un PAOLO copriva la stessa carica nel 1753.
Si ignora il nome di colui che ebbe l’ultima ricognizione del titolo marchionale. Il ramo vivente, quello di S. Sepolcro, discende da GIROLAMO (1651) per AGOSTINO di Galeazzo, n. 1688, PAOLO di Agostino, n. 1723, FILIPPO di Paolo, n. 1749, ANDREA di Filippo, n. 1781. La famiglia è rappresentata da:
LUIGI †, di Andrea.
Figlio: LAMBERTO, spos. Giuseppina Cavalli.
Figli di Lamberto: GIAN CARLO †, Maria Paola, n. 1907; Maria Luisa, n. 1914.
Fratello di Luigi: GAETANO †.
Figli di Gaetano: ENRICO, GINO, Ines.
Figlie di Enrico: Maria, Lina, Bianca, Giovanna.
g. d [Giovanni Drei].
Ivi, Appendice, Parte I, pp. 642-646:
Indice
Genealogia
Teatro genealogico delle famiglie nobili milanesi: manoscritti 11500 e 11501 della Biblioteca Nacional di Madrid, a cura di Cinzia CREMONINI, Mantova: Gianluigi Arcari, 2003
Stemmi
ARMA: Cinque punti d’oro, equipollenti a quattro di verde.
CIMIERO: La giustizia.
MOTTO: Vis nescia vinci. (Ramo di Vercelli); Quel che il lume d’onore indora io cerco. (Ramo di Parma)
Storia
Personaggi
Dimore
Torino (Ramo di Vercelli)
Parma (Ramo di Parma)
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/agostino-cusani_(Dizionario-Biografico)/
http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-cusani_(Dizionario-Biografico)/
http://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-cusani_(Dizionario-Biografico)/
http://verbanensia.org/biografie_details.asp?bID=29989&action=C&tipo=2