Barbiano di Belgioioso: differenze tra le versioni
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Versione delle 03:35, 13 gen 2017
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. I pp. 505-506:
*BARBIANO DI BELGIOIOSO E *BARBIANO DI BELGIOIOSO D’ESTE
I Barbiano di Belgioioso sono una famiglia tutta dedita alle avventure guerresche e si staccano affatto dal tipo delle altre famiglie del patriziato milanese. Capostipite loro è ALIDOSIO, conte di Cunio e di Barbiano, che fu ai servizi di Barnabò Visconti e fu padre di ALBERICO detto il Grande. Fondò questi la Compagnia di S. Giorgio, che compose unicamente di elementi nazionali dando così gran prestigio alla milizia italiana: combatté per Urbano VI riuscendo a ridonare alla Chiesa le terre che le erano state tolte dalle armi nemiche. Dalla scuola di Alberico uscirono insigni condottieri quali Braccio da Montone, il Tartaglia e Muzio Attendolo. Ebbe in moglie Beatrice da Polenta de’ signori di Ravenna. Il figlio loro LODOVICO nel 1411 fu da papa Giovanni XXVII creato conte di Lugo e fu padre di altro ALBERICO (†1433), che con diploma 29 marzo 1431 ottenne da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, il feudo di Belgioioso, e, perduti per sempre i domini di Romagna, si stabilì in Milano e con CARLO, abiatico suo, creato nel 1495 governatore di Pavia; la famiglia prese a chiamarsi abitualmente dal feudo di Belgioioso; con diploma 10 agosto 1497 Lodovico il Moro gli confermò il possesso del feudo di Belgioioso; durante il dominio francese parteggiò per quest’ultimo così che al ritorno di Massimiliano Sforza fu imprigionato, processato e spogliato de’ beni suoi. Ma rappacificatosi col nuovo sovrano, con diploma 29 novembre 1513, la confisca venne tolta e venne reintegrato ne’ possessi e negli onori perduti. Il figlio di lui, LODOVICO (1488-1530), capitano di ventura, militò sotto le bandiere di Gian Giacomo Trivulzio, prese parte alla battaglia di Pavia e passato poi alla parte imperiale venne creato governatore e capitano generale dello Stato di Milano nel 1529 ed in quell’anno stesso ebbe per donazione il castello di S. Colombano e la terra col castello di Soncino; fu ricevuto per giustizia nell’ordine di Malta. Il fratello suo PIETRO FRANCESCO (1489-1546), militò sotto le bandiere francesi contro gli imperiali; fu alla battaglia di Ravenna con Gastone di Foix e guerreggiò poi in Africa contro il Turco; fu dei 60 decurioni e senatore. LODOVICO († 1590), figlio di lui, condusse in moglie Barbara Trivulzio, discendente dal maresciallo Gian Giacomo, che, ultima del ramo suo, portò al marito pingui sostanze ed il cognome illustre dei Trivulzio, che venne, in linea primogenita, usato dai Belgioioso per lungo volgere di anni. Da’ varii figli loro, ALBERICO (†1621) divenne il capostipite della linea principesca dei Belgioioso d’Este e GALEOTTO (†1626) della linea comitale. Da GIOVANNI (1638-1715), abiatico del primo, nacquero, fra gli altri, CARLO (1695-1777), luogotenente generale, commissario generale dello Stato di Milano ed ANTONIO (1693-1799). Quest’ultimo fu consigliere intimo di S. M. L, cavaliere del Toson d’oro e con diploma imperiale 5 agosto 1769 venne creato dall’imperatore Giuseppe II principe del S. R. I. e di Belgioioso con diritto di batter moneta d’oro e d’argento e di coniarvi l’immagine propria co’ titoli di conte di Cunio e di Lugo: ampliò il palazzo suo in Milano facendo nel 1777 costruire la facciata, come si vede tuttora, su disegno del Piermarini. Da Barbara d’Adda de’ conti di Sale, dama della Croce Stellata, ultima del suo ramo, che portò in famiglia il cognome Visconti, ebbe LODOVICO (1728-1801), cav. di giustizia dell’ordine di Malta, I. R. ciambellano, consigliere di S. M. L, generale maggiore e proprietario di reggimento, ambasciatore cesareo in Svezia ed a Londra, vicegovernatore dei Paesi Bassi ed ALBERICO (1725-1813), dei LX decurioni, consigliere intimo di S. M. I. I. R. ciambellano, cavaliere del Toson d’oro, capo della casa militare dell’arciduca Ferdinando. Per le nozze contratte con Anna Ricciarda d’Este (1735-1777) s’imparentò colla casa ducale di Modena, ebbe il grandato di Spagna di I classe, già appartenente ai marchesi di S. Martino ed assunse co’ discendenti il cognome glorioso degli Estensi. Dei figli suoi Barbara (1759-1833) andò sposa al duca Antonio Litta Visconti Arese, Beatrice (1703-1783) fu impalmata dal principe Giuseppe dal Pozzo della Cisterna, RINALDO (1760-1823), primogenito, non ebbe che tre femmine, Beatrice (1794-1871), Luigia (1795-1817) e Carolina (1797-1872) entrate rispettivamente ne’ Giulini, negli Stampa di Soncino e ne’ Melzi d’Eril; fu spodestato nel 1802 per essere stato il principato annesso alla Repubblica Italiana. L’abiatico suo, EMILIO (1800-1858), brillantissimo gentiluomo, fu marito di Cristina Trivulzio, dama celebre per gli scritti filosofici e letterari, per l’acutezza dell’ingegno, per le vicende politiche, pel patriottismo ed anche pel suo bizzarro carattere: è nipote di lui l’attuale principe di Belgioioso, EMILIO (n. 1855). Da Galeotto, più sopra nominato, deriva il ramo comitale, che ebbe il feudo di Merlino e raccolse l’eredità fidecomissaria dei Bonaccorsi Quarterio. Fu egli trisavo di ANTONIO (1715-1791), balì dell’ordine di Malta, tenente maresciallo, I. R. ciambellano e di altro GALEOTTO (1713-1796), che fu pure I. R. ciambellano e dei XII di Provvisione. Il figlio suo, FRANCESCO (1749-1829), dei LX decurioni e de’ XII di Provvisione, alla venuta dei francesi nel 1796 fu trattenuto in arresto cogli altri membri del Consiglio Generale della città nel soppresso convento di S. Margherita. Abiatici suoi furono CARLO (n. 1815), romanziere di qualche pregio, dedicatosi alla pittura storica seguendo la scuola dell’Hayez e nel 1875 nominato senatore e LUIGI (1803-1860), podestà di Milano nel 1859 ed esso pure senatore.
Il ramo primogenito o principesco è iscritto nell’Elenco Ufficiale coi seguenti titoli riconosciuti con D. M. 1894:
Nobile, patrizio milanese; Conte e signore di Belgioioso; Consignore del Vicariato di Belgioioso; Signore di S. Colombano al Lambro e di Graffignana; Consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago; Signore di Boscone Tosca e Cascina d’Este per maschi; Conte del S. R. I. per maschi e femmine; Principe del S. R. I. e di Belgioioso, Marchese di Grumello, Signore di Lardara, Confienza e Cigognola per maschi primogeniti, trattamento di don e di donna.
Il ramo secondogenito è iscritto coi titoli:
«Nobile patrizio milanese, conte e signore di Belgioioso, consignore di Albuzzano, Marzano, Vigalfo, Barona e Spirago, per maschi; conte del S. R. I. per maschi e femmine; signore di Merlino e di Confienza per maschi primogeniti. Trattamento di don e di donna».
Cfr. ASM., Araldica, FAM. NOTAB. MILAN.
a. g. [Alessandro Giulini]
Indice
Genealogia
Genealogia Barbiano di Belgioioso
Stemmi
ARMA: Scaccato di argento e di rosso, con il capo d’argento caricato di una croce di rosso.
SUPPORTI: Due leoni d’oro.
MOTTO: Lib. ital. ab. est.
MANTO.
Il ramo primogenito porta inquartata l’arma di casa di Este: inquartato nel 1° e 4° d’oro all’aquila imperiale bicipite col volo spiegato aureolata nelle due teste d’argento e coronata da una corona imperiale d’oro e tenente con la zampa destra una spada sguainata e manicata d’oro posta in banda e con la sinistra un globo d’oro crociato; nel 2° e 3° d’azzurro a tre gigli d’oro disposti 2 e 1 con la bordura innestata d’oro e di rosso; sul tutto uno scudetto partito: a) scaccato d’argento e di rosso al capo d’argento caricato di una croce del 2°; b) d’azzurro all’aquila al naturale coronata d’oro. Lo scudo è accollato alla collana del Toson d’Oro e sormontato da un sole d’oro il tutto posto sotto un padiglione sormontato da una corona da Principe.
SUPPORTI: 2 leoni d’oro con la testa rivolta, tenenti ciascuno una bandiera, quella a destra d’argento caricata del gonfalone e delle chiavi pontificie, quella a sinistra d’argento alla croce di rosso, accantonata dalle sillabe Lib. ital. ab. est
Stemmi famiglia Barbiano di Belgioioso
Storia
Personaggi
Dimore
Milano
Iconografia
Dipinti e Ritratti
Archivio fotografico
Fonti
Bibliografia
http://www.treccani.it/enciclopedia/barbiano/