Carli (de): differenze tra le versioni

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Vittorio Spreti, ''Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana'', vol. II, Milano, 1929, p. 331
 
Vittorio Spreti, ''Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana'', vol. II, Milano, 1929, p. 331
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http://www.treccani.it/enciclopedia/guido-carli_(Dizionario-Biografico)/
  
 
== Documenti ==
 
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Versione delle 11:10, 13 giu 2016

Stemma della famiglia de Carli (dal Riconoscimento del 1895)

Famiglia originaria del marchesato di Saluzzo, che nel XVI secolo si trasferì nella Tremezzina sul lago di Como, dove vi rimase radicata fino alla fine del XIX secolo.

Genealogia

Genealogia de Carli

Stemmi

Stemmi famiglia de Carli

Storia

Originari di Montemale, sui monti presso Dronero in provincia di Cuneo, i Caroli ebbero fin dal XIV secolo una posizione di rilievo nella storia del marchesato di Saluzzo. Un Giovanni de Caroli, di Dronero, era dottore in legge e consigliere di Federico II del Vasto, marchese di Saluzzo (1332-1396). (cfr. Goffredo Casalis, Dizionario Geografico Storico Statistico Commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, Torino, 1840, Vol. VI, p. 286) Più tardi un altro membro del casato, Costanzo, anch'egli dottore in legge e dotto scrittore di consigli legali, ebbe riconosciuta la posizione di prestigio nel marchesato: nell'agosto 1460 i Caroli furono una delle 12 famiglie dichiarate nobiles di Saluzzo dal marchese Ludovico I.

Un figlio di Jafredo, Bonadeo, "post multas vices" (quali?) si trasferì sul lago di Como, e morì a Lezzeno, presso Bellagio, nel 1550. La lapide tombale, nell'abside dell'oratorio di Santa Marta a Lezzeno, riporta il nuovo stemma, attualmente in uso, con l'aquila, la testa di moro bendato e le barre aragonesi (foto Giovanni Marchetti di Montestrutto). Da allora la famiglia è documentata nella tremezzina sul Lago di Como.


Personaggi

Jafredo Carli

Jafredo Caroli (Saluzzo, ca. 1460 - Grenoble, aprile 1516)

Figlio di Costanzo e di Violante Della Chiesa, fu un illustre giureconsulto e un importante diplomatico al servizio del Re di Francia, Presidente nel Parlamento del Delfinato, vicecancelliere (con funzioni di fatto di Cancelliere) nel Senato milanese dopo la caduta di Ludovico il Moro, dotto letterato, umanista e mecenate di fama. Inviato in diverse e importanti missioni diplomatiche, morì nel 1516 a Grenoble, dove era stato nominato Presidente del Tribunale.


Dimore

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Vittorio Spreti, Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana, vol. II, Milano, 1929, p. 331


http://www.treccani.it/enciclopedia/guido-carli_(Dizionario-Biografico)/

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