Feroldi: differenze tra le versioni
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| − | + | * FEROLDI ANTONISI. | |
| − | + | ARMA: Di rosso al leone d’oro. | |
| − | + | DIMORA: Civita Castellana, Nuvolera (Brescia). Famiglia di origini molto antiche, nella storia bresciana, le cui memorie risalgono al secolo XIII. Dopo la guerra tra Venezia e i Visconti e sopratutto quando fu vinto, per merito del valore dei cittadini, il duro assedio di Nicolo Piccinino, fra i primi figurano i due fratelli Giorgio e Nicolino, la famiglia dei quali troviamo ascritta al Consiglio Generale della città quando vi si deliberò lo «serrata» nel 1488. | |
| − | + | Nei primi anni del 1500 il patriziato bresciano si divise, parteggiando chi per Venezia, chi per i Francesi: per i secondi era il partito guidato dagli Avogadro e dai Gambara e con essi noi vediamo GIACOMO Feroldi, che fu poi nel 1509 incaricato di portare la resa di Brescia al re Luigi XII. Nel Libro d’Oro della Nobiltà bresciana, di padre in figlio, noi troviamo GIORGIO iscritto nel 1509, NICOLO nel 1542, PAOLO (1569), FRANCESCO (1616), PAOLO (1650) FRANCESCO (1690), FAUSTINO (1740) e i figli di questo: FRANCESCO (1776), LODOVICO (1784) e PAOLO (1786). | |
| − | + | Da Lodovico nacque FAUSTINO e da questi UGO il quale, avendo sposato Imelda Antonisi Rota, ultima di una famiglia originaria di Civita Castellana insignita del titolo comitale, ottenne con R. D. 29 luglio 1885 di unire al proprio il cognome Antonisi. Il di lui figlio CESARE, per successione materna, ottenne il riconoscimento del titolo di Conte per sé e discendenti maschi primogeniti con R. D. 13 luglio 1905. | |
| + | La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Conte (mpr.) e Nobili (mf). | ||
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Versione delle 13:07, 24 mar 2016
- FEROLDI ANTONISI.
ARMA: Di rosso al leone d’oro. DIMORA: Civita Castellana, Nuvolera (Brescia). Famiglia di origini molto antiche, nella storia bresciana, le cui memorie risalgono al secolo XIII. Dopo la guerra tra Venezia e i Visconti e sopratutto quando fu vinto, per merito del valore dei cittadini, il duro assedio di Nicolo Piccinino, fra i primi figurano i due fratelli Giorgio e Nicolino, la famiglia dei quali troviamo ascritta al Consiglio Generale della città quando vi si deliberò lo «serrata» nel 1488. Nei primi anni del 1500 il patriziato bresciano si divise, parteggiando chi per Venezia, chi per i Francesi: per i secondi era il partito guidato dagli Avogadro e dai Gambara e con essi noi vediamo GIACOMO Feroldi, che fu poi nel 1509 incaricato di portare la resa di Brescia al re Luigi XII. Nel Libro d’Oro della Nobiltà bresciana, di padre in figlio, noi troviamo GIORGIO iscritto nel 1509, NICOLO nel 1542, PAOLO (1569), FRANCESCO (1616), PAOLO (1650) FRANCESCO (1690), FAUSTINO (1740) e i figli di questo: FRANCESCO (1776), LODOVICO (1784) e PAOLO (1786). Da Lodovico nacque FAUSTINO e da questi UGO il quale, avendo sposato Imelda Antonisi Rota, ultima di una famiglia originaria di Civita Castellana insignita del titolo comitale, ottenne con R. D. 29 luglio 1885 di unire al proprio il cognome Antonisi. Il di lui figlio CESARE, per successione materna, ottenne il riconoscimento del titolo di Conte per sé e discendenti maschi primogeniti con R. D. 13 luglio 1905. La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nob. Ital. e nell’El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di Conte (mpr.) e Nobili (mf).