Cartolari: differenze tra le versioni

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Ramo della nobile famiglia milanese [[Aliprandi]], della quale porta lo stemma originario, come portò un tempo anche il cognome. Prima della metà del XIII secolo la famiglia si divise dal suo ceppo e, trapiantata in Clusone nel Bergamasco, fu poi chiamata [[Fanzago]] o Fanzaga e seguì il partito guelfo. Nel XV secolo passò da Clusone a Verona e ne ottenne la cittadinanza, conferitale per decreto del nobile Consiglio il 23 aprile 1445; indi, dopo non molti anni, per eredità lasciata dal canonico e conte palatino modenese Bartolomeo Cartolari, assunse il suo cognome e stemma gentilizio, che porta nello scudo inquartato all'antico blasone degli Aliprandi. Aggregata sin dal 1524 al nobile Consiglio di Verona, continuò ad appartenervi fino alla sua cessazione ricoprendone le più illustri cariche. Ebbe la conferma della nobiltà con Sovrana Risoluzione Austriaca 4 luglio 1819 ed il 25 novembre 1823 fu ammessa agli onori di corte. Nel 1582 fu accettata per giustizia nell' Ordine di S. Stefano; con bolla 5 agosto 1852 il Sovrano Militare Ordine di Malta acconsentiva ad istituire in favore dei maschi primogeniti della famiglia la commenda ereditaria di giuspatronato Cartolari (Per un altro ramo vedi il casato Fanzago).
 
Ramo della nobile famiglia milanese [[Aliprandi]], della quale porta lo stemma originario, come portò un tempo anche il cognome. Prima della metà del XIII secolo la famiglia si divise dal suo ceppo e, trapiantata in Clusone nel Bergamasco, fu poi chiamata [[Fanzago]] o Fanzaga e seguì il partito guelfo. Nel XV secolo passò da Clusone a Verona e ne ottenne la cittadinanza, conferitale per decreto del nobile Consiglio il 23 aprile 1445; indi, dopo non molti anni, per eredità lasciata dal canonico e conte palatino modenese Bartolomeo Cartolari, assunse il suo cognome e stemma gentilizio, che porta nello scudo inquartato all'antico blasone degli Aliprandi. Aggregata sin dal 1524 al nobile Consiglio di Verona, continuò ad appartenervi fino alla sua cessazione ricoprendone le più illustri cariche. Ebbe la conferma della nobiltà con Sovrana Risoluzione Austriaca 4 luglio 1819 ed il 25 novembre 1823 fu ammessa agli onori di corte. Nel 1582 fu accettata per giustizia nell' Ordine di S. Stefano; con bolla 5 agosto 1852 il Sovrano Militare Ordine di Malta acconsentiva ad istituire in favore dei maschi primogeniti della famiglia la commenda ereditaria di giuspatronato Cartolari (Per un altro ramo vedi il casato Fanzago).
  

Versione delle 02:50, 23 feb 2016

Cartolari stemma.png

Ramo della nobile famiglia milanese Aliprandi, della quale porta lo stemma originario, come portò un tempo anche il cognome. Prima della metà del XIII secolo la famiglia si divise dal suo ceppo e, trapiantata in Clusone nel Bergamasco, fu poi chiamata Fanzago o Fanzaga e seguì il partito guelfo. Nel XV secolo passò da Clusone a Verona e ne ottenne la cittadinanza, conferitale per decreto del nobile Consiglio il 23 aprile 1445; indi, dopo non molti anni, per eredità lasciata dal canonico e conte palatino modenese Bartolomeo Cartolari, assunse il suo cognome e stemma gentilizio, che porta nello scudo inquartato all'antico blasone degli Aliprandi. Aggregata sin dal 1524 al nobile Consiglio di Verona, continuò ad appartenervi fino alla sua cessazione ricoprendone le più illustri cariche. Ebbe la conferma della nobiltà con Sovrana Risoluzione Austriaca 4 luglio 1819 ed il 25 novembre 1823 fu ammessa agli onori di corte. Nel 1582 fu accettata per giustizia nell' Ordine di S. Stefano; con bolla 5 agosto 1852 il Sovrano Militare Ordine di Malta acconsentiva ad istituire in favore dei maschi primogeniti della famiglia la commenda ereditaria di giuspatronato Cartolari (Per un altro ramo vedi il casato Fanzago).

Nob. (di Verona), mf. Conf. S.R. 4 lug. 1819. Co. mpr. Breve di S. Pio X 27 ag. 1907, titolo non autorizzato all’uso nel Regno. Origine Milano, dimora Verona.

[Daniele Aliprandi]


Genealogia

Genealogia Cartolari

Stemmi

ARMA: inquartato: nel primo e quarto grembiato di otto pezzi di rosso e d’arg., con lo scudetto in cuore di azzurro caricato di una torre d’arg. aperta, finestrata e murata di nero (Aliprandi); nel secondo e terzo troncato d’oro e d’arg. alla fascia contro doppio merlata di tre pezzi d’azzurro sulla partizione (Cartolari)

CIMIERI: 1) tra due corni d’argento da torneo una mano destra di carnagione con l’indice teso in atto di accennare; 2) testa e collo d’aquila di nero in profilo, illuminata, rostrata e coronata d’oro, linguata di rosso

Stemmi famiglia Cartolari

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Dipinti e Ritratti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

Andrea Borella, Annuario della Nobiltà Italiana, Edizione XXXII, Teglio (SO), 2014, S.A.G.I. Casa Editrice, pag. 570 - 571

Documenti

Collezioni

Note