Archinto: differenze tra le versioni
| Riga 7: | Riga 7: | ||
GIUSEPPE († 1476) raccolse una grande fortuna nella mercatura e fu avo di FILIPPO (1500-1558), ambasciatore milanese a Bologna per l’incoronazione di Carlo V, veSCovo di Borgo San Sepolcro, di Saluzzo e poi arcivescovo di Milano. | GIUSEPPE († 1476) raccolse una grande fortuna nella mercatura e fu avo di FILIPPO (1500-1558), ambasciatore milanese a Bologna per l’incoronazione di Carlo V, veSCovo di Borgo San Sepolcro, di Saluzzo e poi arcivescovo di Milano. | ||
Altro FILIPPO, morto nel 1632, nipote di quest’ultimo, fu vescovo di Como ed ebbe a successore AURELIO († 1622). Questi fu fratello di OTTAVIO († 1656), dei XII di Provvisione, erudito fondatore della preziosa raccolta di epigrafi, di statue, di quadri posta nel suo palazzo in Milano; con diploma 26 novembre 1634 ebbe il titolo di conte di Barate con trasmissione primogeniale maschile: il suo ramo è estinto. CARLO († 1665) sotto la stessa data venne invece decorato del titolo di conte di Tainate colla stessa trasmissione e nel 1647 fece acquisto del feudo di Erba e terre annesse; fu vicario di Provvisione e senatore. Il figlio di lui, GIUSEPPE (1651-1712), arcivescovo di Tessalonica, tenne la nunziatura di Firenze, di Venezia e presso la corte di Spagna; fu poi arcivescovo di Milano ed insignito della porpora cardinalizia, mentre de’ suoi nipoti, GIROLAMO (1672-1721), arcivescovo di Tarso, venne inviato quale nunzio alla corte di Toscana, in Germania ed in Polonia e CARLO (1670-1732), dei XII di Provvisione, fu uomo assai colto e gran signore: aumentò con nuovi e numerosi acquisti la già ricca biblioteca della casa e fondò un’accademia, che dotò di suppellettile scientifica con grande dispendio: fu altro dei membri della Società Palatina e grande di Spagna. Fu padre di ALBERICO, morto nel 1758, arcivescovo di Nicea, nunzio in Toscana ed in Polonia, cardinale e segretario di Stato ed avo di GIOVANNI († 1779), pure cardinale e vescovo di Sabina e di CARLO (1734-1804), dei XII di Provvisione; lasciò erede del suo ingentissimo patrimonio il cugino conte GIUSEPPE (1783-1861), fastosissimo cavaliere, che fu inviato ambasciatore nel Belgio per chiedere la mano della principessa Carlotta per l’arciduca Massimiliano poi imperatore del Messico. L’attuale capo della famiglia, altro GIUSEPPE, porta i titoli di conte di Tainate, signore di Erba e Vill’Albese, consignore di Albizzate e marchese di Parona in Piemonte. | Altro FILIPPO, morto nel 1632, nipote di quest’ultimo, fu vescovo di Como ed ebbe a successore AURELIO († 1622). Questi fu fratello di OTTAVIO († 1656), dei XII di Provvisione, erudito fondatore della preziosa raccolta di epigrafi, di statue, di quadri posta nel suo palazzo in Milano; con diploma 26 novembre 1634 ebbe il titolo di conte di Barate con trasmissione primogeniale maschile: il suo ramo è estinto. CARLO († 1665) sotto la stessa data venne invece decorato del titolo di conte di Tainate colla stessa trasmissione e nel 1647 fece acquisto del feudo di Erba e terre annesse; fu vicario di Provvisione e senatore. Il figlio di lui, GIUSEPPE (1651-1712), arcivescovo di Tessalonica, tenne la nunziatura di Firenze, di Venezia e presso la corte di Spagna; fu poi arcivescovo di Milano ed insignito della porpora cardinalizia, mentre de’ suoi nipoti, GIROLAMO (1672-1721), arcivescovo di Tarso, venne inviato quale nunzio alla corte di Toscana, in Germania ed in Polonia e CARLO (1670-1732), dei XII di Provvisione, fu uomo assai colto e gran signore: aumentò con nuovi e numerosi acquisti la già ricca biblioteca della casa e fondò un’accademia, che dotò di suppellettile scientifica con grande dispendio: fu altro dei membri della Società Palatina e grande di Spagna. Fu padre di ALBERICO, morto nel 1758, arcivescovo di Nicea, nunzio in Toscana ed in Polonia, cardinale e segretario di Stato ed avo di GIOVANNI († 1779), pure cardinale e vescovo di Sabina e di CARLO (1734-1804), dei XII di Provvisione; lasciò erede del suo ingentissimo patrimonio il cugino conte GIUSEPPE (1783-1861), fastosissimo cavaliere, che fu inviato ambasciatore nel Belgio per chiedere la mano della principessa Carlotta per l’arciduca Massimiliano poi imperatore del Messico. L’attuale capo della famiglia, altro GIUSEPPE, porta i titoli di conte di Tainate, signore di Erba e Vill’Albese, consignore di Albizzate e marchese di Parona in Piemonte. | ||
| + | |||
Gli Archinto vestirono l’abito di Malta e sono ascritti al patriziato milanese e pisano. | Gli Archinto vestirono l’abito di Malta e sono ascritti al patriziato milanese e pisano. | ||
Hanno il trattamento di ''don'' e di ''donna''. | Hanno il trattamento di ''don'' e di ''donna''. | ||
Versione delle 05:10, 1 dic 2015
Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, vol. I pp. 416-417:
ARCHINTO
Famiglia nota per la sua opulenza sin dagli ultimi anni della dominazione viscontea e durante il principato degli Sforza. GIUSEPPE († 1476) raccolse una grande fortuna nella mercatura e fu avo di FILIPPO (1500-1558), ambasciatore milanese a Bologna per l’incoronazione di Carlo V, veSCovo di Borgo San Sepolcro, di Saluzzo e poi arcivescovo di Milano. Altro FILIPPO, morto nel 1632, nipote di quest’ultimo, fu vescovo di Como ed ebbe a successore AURELIO († 1622). Questi fu fratello di OTTAVIO († 1656), dei XII di Provvisione, erudito fondatore della preziosa raccolta di epigrafi, di statue, di quadri posta nel suo palazzo in Milano; con diploma 26 novembre 1634 ebbe il titolo di conte di Barate con trasmissione primogeniale maschile: il suo ramo è estinto. CARLO († 1665) sotto la stessa data venne invece decorato del titolo di conte di Tainate colla stessa trasmissione e nel 1647 fece acquisto del feudo di Erba e terre annesse; fu vicario di Provvisione e senatore. Il figlio di lui, GIUSEPPE (1651-1712), arcivescovo di Tessalonica, tenne la nunziatura di Firenze, di Venezia e presso la corte di Spagna; fu poi arcivescovo di Milano ed insignito della porpora cardinalizia, mentre de’ suoi nipoti, GIROLAMO (1672-1721), arcivescovo di Tarso, venne inviato quale nunzio alla corte di Toscana, in Germania ed in Polonia e CARLO (1670-1732), dei XII di Provvisione, fu uomo assai colto e gran signore: aumentò con nuovi e numerosi acquisti la già ricca biblioteca della casa e fondò un’accademia, che dotò di suppellettile scientifica con grande dispendio: fu altro dei membri della Società Palatina e grande di Spagna. Fu padre di ALBERICO, morto nel 1758, arcivescovo di Nicea, nunzio in Toscana ed in Polonia, cardinale e segretario di Stato ed avo di GIOVANNI († 1779), pure cardinale e vescovo di Sabina e di CARLO (1734-1804), dei XII di Provvisione; lasciò erede del suo ingentissimo patrimonio il cugino conte GIUSEPPE (1783-1861), fastosissimo cavaliere, che fu inviato ambasciatore nel Belgio per chiedere la mano della principessa Carlotta per l’arciduca Massimiliano poi imperatore del Messico. L’attuale capo della famiglia, altro GIUSEPPE, porta i titoli di conte di Tainate, signore di Erba e Vill’Albese, consignore di Albizzate e marchese di Parona in Piemonte.
Gli Archinto vestirono l’abito di Malta e sono ascritti al patriziato milanese e pisano. Hanno il trattamento di don e di donna.
Cfr. A. S. M. Araldica; LITTA, Fam. cel. ital.
a. g. [Alessandro Giulini]
Indice
Genealogia
Stemmi
ARMA: Di verde a tre fascie d’argento contro innestate.
CIMIERO: La figura di un re, coronato all’antica, vestito di rosso, col manto foderato di ermellino, collo scettro nella destra
MOTTO: Archintea laus.
ORNAMENTI: Il manto.
Lo stemma accollato all’aquila bicipite imperiale.
Storia
Personaggi
Dimore
Milano