Donadoni: differenze tra le versioni

Da EFL - Società Storica Lombarda.
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 73:'''
 
 
 
Famiglia bergamasca la cui presenza è accertata già nel 1228 a Olera, in valle Brembana. Da documenti notarili, si sa che qui viveva Simone, dal quale discese Domenico, padre di diversi figli che diedero luogo a diramazioni del casato. Uno di questi si trasferì a Ponteranica, dove allora la nobiltà amava trascorrere periodi di vacanza. Di questa linea Tommaso, vissuto nel XIV secolo, fu cancelliere della città di Bergamo. Chi ebbe maggiore fortuna fu però la famiglia che si sviluppò a Nese, poi trasferitasi a Ranica e quindi ad Alzano Maggiore. Ne fu capostipite Gabriele, vissuto nel XVII secolo. I nipoti Paolo ed in particolare Domenico, abilissimo uomo d’affari, raccolsero ingenti fortune, mentre i discendenti costruirono e svilupparono diverse filande per la seta. La ricchezza dalla famiglia Donadoni in valle Seriana fu tale da divenire proverbiale, come il modo di dire “la borsa dei Donadù”, per indicare appunto la prosperità raggiunta dal casato. Nel 1600 alcuni componenti della famiglia si trasferirono a Venezia, dove ebbero successo nel commercio. Della linea veneta si ricorda Carlo Antonio, oratore e poeta dei Frati minori conventuali, nominato vescovo di Sebenico da Innocenzo III.
 
Famiglia bergamasca la cui presenza è accertata già nel 1228 a Olera, in valle Brembana. Da documenti notarili, si sa che qui viveva Simone, dal quale discese Domenico, padre di diversi figli che diedero luogo a diramazioni del casato. Uno di questi si trasferì a Ponteranica, dove allora la nobiltà amava trascorrere periodi di vacanza. Di questa linea Tommaso, vissuto nel XIV secolo, fu cancelliere della città di Bergamo. Chi ebbe maggiore fortuna fu però la famiglia che si sviluppò a Nese, poi trasferitasi a Ranica e quindi ad Alzano Maggiore. Ne fu capostipite Gabriele, vissuto nel XVII secolo. I nipoti Paolo ed in particolare Domenico, abilissimo uomo d’affari, raccolsero ingenti fortune, mentre i discendenti costruirono e svilupparono diverse filande per la seta. La ricchezza dalla famiglia Donadoni in valle Seriana fu tale da divenire proverbiale, come il modo di dire “la borsa dei Donadù”, per indicare appunto la prosperità raggiunta dal casato. Nel 1600 alcuni componenti della famiglia si trasferirono a Venezia, dove ebbero successo nel commercio. Della linea veneta si ricorda Carlo Antonio, oratore e poeta dei Frati minori conventuali, nominato vescovo di Sebenico da Innocenzo III.
  
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== Bibliografia ==
 
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'''AA.VV., ''Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato''. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 73:'''
  
 
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== Collezioni ==
 
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Versione delle 17:38, 31 mar 2011

Famiglia bergamasca la cui presenza è accertata già nel 1228 a Olera, in valle Brembana. Da documenti notarili, si sa che qui viveva Simone, dal quale discese Domenico, padre di diversi figli che diedero luogo a diramazioni del casato. Uno di questi si trasferì a Ponteranica, dove allora la nobiltà amava trascorrere periodi di vacanza. Di questa linea Tommaso, vissuto nel XIV secolo, fu cancelliere della città di Bergamo. Chi ebbe maggiore fortuna fu però la famiglia che si sviluppò a Nese, poi trasferitasi a Ranica e quindi ad Alzano Maggiore. Ne fu capostipite Gabriele, vissuto nel XVII secolo. I nipoti Paolo ed in particolare Domenico, abilissimo uomo d’affari, raccolsero ingenti fortune, mentre i discendenti costruirono e svilupparono diverse filande per la seta. La ricchezza dalla famiglia Donadoni in valle Seriana fu tale da divenire proverbiale, come il modo di dire “la borsa dei Donadù”, per indicare appunto la prosperità raggiunta dal casato. Nel 1600 alcuni componenti della famiglia si trasferirono a Venezia, dove ebbero successo nel commercio. Della linea veneta si ricorda Carlo Antonio, oratore e poeta dei Frati minori conventuali, nominato vescovo di Sebenico da Innocenzo III.

Alla base è il nome Donato affermatosi in ambienti cristiani come personale gratulatorio nel significato di “donato, concesso da Dio”, riferito a un bambino lungamente atteso. Fra le varianti presenti nel Bergamasco vi sono i Donati (244 famiglie), Donatini, Di Donato, Donato e una famiglia con l’antico nome di Donadonibus. I Donadoni nella nostra provincia sono 508, in Italia 846.

Genealogia

Genealogia Donadoni

Stemmi

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Bibliografia

AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, p. 73:

Documenti

Collezioni