Locatelli: differenze tra le versioni

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== Storia ==

Versione delle 17:49, 14 feb 2011

Stemma Locatelli (Archivio Agliardi G-01-01)
Stemma Locatelli (Stemmario Camozzi n. 2872)
Stemma Locatelli (Stemmario Camozzi n. 3021)
Stemma Locatelli (Stemmario Camozzi n. 3693)

Avventurarsi in questo immane casato è da temerari, ma val la pena di dare almeno un primo sguardo, non fosse che per un doveroso omaggio ai non pochi personaggi che hanno dato particolare lustro al nome e testimoniato attaccamento alla loro terra d’origine, e che hanno anche lasciato sufficienti documenti per scoprirli. Questa affezione alla loro terra dev’essere nel DNA dei Locatelli sparsi nel mondo, un carattere che in certo senso è anche confermato da quanti di essi hanno conservato ovunque questo loro cognome così legato alla Valle Imagna, splendida culla anche di tante altre importanti famiglie. L’elenco dei personaggi Locatelli non affolla solo secoli di storia, ma ha avuto momenti di grande attualità grazie al nobile cavaliere Carlo Locatelli. “Una vita per un cognome”: così viene presentato nel libro Il Casato Locatelli, a cura di Sara Locatelli, che ne dà poi un suo interessante profilo, oltre a un ordinato e ben presentato elenco di personaggi Locatelli. Egli ha raccolto un archivio di migliaia di pagine dedicate ai Locatelli, contenute in dieci volumi e promosso dal Centro Studi Valle Imagna. Ha inoltre organizzato raduni internazionali del casato, tenuti in Valle nel 1997 e nel 2002, con innumerevoli partecipanti dai cinque continenti. Sono esempi di collaborazione e promozione culturale veramente eccezionali. Per quanto riguarda la loro presenza nello Zibaldone informatico, è limitata per ora ad accenni agli antenati più antichi: essi sono noti a Bergamo già nel 1080 come professanti la legge longobarda; in seguito compaiono un Bonomo e un Alberto, seguaci dei Torriani, partecipanti nel 1147 alla seconda crociata; Giov. Boni di Locatello risulta in un atto del 1181, Bernardo nel 1220 fu podestà di Padova e Alberto nel 1237 fu fatto signore e barone del castello di Locatello da Federico II.

Abbiamo poi Foppa che nel 1395 risulta capo Guelfo, mentre nello stesso anno Vitale detto Osello risulta capo Ghibellino ed ebbe anche cittadinanza milanese così come Beltramo, nobile bergamasco, di cui v’è un antico non molto decifrabile, ma elegante albero genealogico a pag 56 del “Casato”; poi arriva Venezia, cacciata dei Brembilleschi e dei partigiani dei Visconti Gradito a Venezia fu Benachino, che nel 1443 divenne padrone di Brembilla e del castello di Clenezzo.

Tra gli ecclesiastici si ricordano Giovanni Vescovo di Venosa, Eustachio confessore di Pio V e il Cardinale Achille (1856-1936).

Nella folla di personaggi illustrati da Sara Locatelli o citati da Belotti e altri, ci limitiamo qui a ricordare in via emblematica il grande musicista Pietro Antonio Locatelli, l’eroico aviatore Antonio Locatelli e Monsignor Giuseppe, Bibliotecario della Civica Angelo Mai. Tra le famiglie di cui abbiamo un po’ di notizie, risaltano quella assai interessante dei Locatelli Lanzi nata nel 1500 dalla fusione di un ramo importante dei Lanzi nei Locatelli. Poi vi sono un Bernardino e un Giovanni Antonio de Locatel, emigrati all’inizio del ‘500 in Savoia ove ebbero il castello di Conflans, ad Albertville. Si ricordano inoltre un misterioso umanista conte Cesare, e poi l’avv. Luigi e il Notaio Dott. Giuseppe Locatelli mecenati Tassiani. Tra i numerosi artisti di nome Locatelli va citato almeno quello di Stefano, di suo padre e dei suoi zii e cugini. Vi sono poi le numerose famiglie Locatelli che vennero ulteriormente nobilitate in varie città d’Italia: Gorizia, Padova, Udine, Assisi, Cesena, Terni, Roma, Napoli, ecc. Infine vanno ricordate le famiglie che abbinarono altro nome, come i Locatelli Milesi, Pessina, Zuccala, ecc. Non vanno certo dimenticati i numerosissimi Locatelli che nel Risorgimento, nelle Guerre d’Indipendenza, nella Resistenza e in altre drammatiche occasioni si sacrificarono per la Patria, la Libertà, l’Umanità. [GPA].


AA.VV., Cognomi e Famiglie del Bergamasco. Dizionario illustrato. Supplemento a “L’Eco di Bergamo”, Bergamo, Ottobre-Novembre 2000, fasc. 7, pp. 108-110:

È il secondo cognome per consistenza nella nostra provincia, tanto da essere divenuto nel corso dei secoli sinonimo stesso di persona nativa del Bergamasco. La dinastia dei Locatelli, di origine longobarda, prese le mosse da Locatello, paese della valle Imagna che il casato ricevette in antico come feudo. Qui la presenza è confermata con documenti almeno dal XII secolo, epoca in cui i Locatelli, oltre che possidenti, risultano anche notabili e mercanti di lana. Un colpo mortale all’economia della famiglia venne però inferto nel Trecento da Bernabò Visconti con la decisione di tassare la fiorente attività. A ciò si aggiunse il crollo del ponte della Regina, sul fiume Brembo, che isolò la valle dai commerci, mentre era sempre più difficile per questa famiglia, di fazione ghibellina, continuare a risiedere in territorio guelfo. Fu l’inizio dell’emigrazione. Dispersi inizialmente nel Lecchese e nella Valsassina, a ricordo del luogo di provenienza fu aggiunto il cognome oggi tanto diffuso. Da quel ceppo originario della valle discesero consoli, notai, umanisti e poeti. Ma anche architetti, militari, astrologi, alchimisti, aviatori. E poi ancora canonici, teologi, vescovi e cardinali. A Bergamo i Locatelli vennero iscritti alla nobiltà dal Maggior Consiglio nel corso del ‘600, mentre già nel 1237 si fregiarono dello stemma gentilizio quando Alberto fu nominato signore e barone del castello di Locatello da Federico II.

Nel 1424 Vitale detto Osello, capo dei ghibellini della valle Imagna, otteneva il titolo di cittadino nobile di Milano, così pure dieci anni più tardi Beltramo e i suoi discendenti. Dal casato bergamasco traggono origine i rami dei Locatelli sparsi nel resto d’Italia. Un ceppo proveniente dalla frazione Grasso della valle Taleggio trovò dimora a Roma nel XVI secolo. Verso la metà del 1500 una famiglia si stabilì invece a Gradisca (Gorizia) dove nel 1615 Ferdinando II la iscrisse alla nobiltà. Nel 1603Antonio fu procuratore fiscale delle Contee principesche di Gorizia e Gradisca. A Bassano i Locatelli furono aggregati al Consiglio della città nel 1512 e successivamente alla nobiltà. Altre linee si svilupparono a Padova, Udine, Bologna (dove si ricorda Eustachio, vescovo di Reggio e confessore di Pio V), Cesena (da Bergamo si trasferirono in questa città sul finire del XV secolo) e Rovigo. Tra i rami più illustri si ricorda quello trapiantato da Bergamo ad Assisi nel XVI secolo. Esercitarono la professione di commercianti e, arricchitisi, entrarono a far parte della nobiltà cittadina. Di questa linea Antonio, vissuto nel XVII secolo, militò al servizio dei re di Spagna e Francia; Francesco di Seriate di Bernardino nel 1644 fu colonnello delle milizie per la Camera Apostolica nello stato di Bettona; Francesco Maria (1727-1812) fu invece cardinale. Dai Locatelli di Assisi traggono origine anche altri rami quali quelli di Cesena, Terni e Roma. Una linea discendente da Bergamo e trapiantata da Corleone Locatelli si sviluppò in Sicilia sotto il re Alfonso. Nel ‘700 il casato dei Locatelli ottenne il titolo di marchesi di Ripalta da Papa Benedetto XIII quali nobili patrizi romani, mentre nel 1761 ebbero gli onori di corte ed il patriziato milanese. La storia dell’emigrazione dei Locatelli continuò nell’Ottocento verso nazioni straniere, in particolare la Francia, ma tracce del casato si ritrovano oggi anche in Canada, Argentina, Olanda, Brasile, Gran Bretagna e Irlanda. A Bergamo si ricordano patrioti (Egidio, caduto nella difesa di Roma, Pasino, nelle colonne Camozzi in soccorso di Brescia, Agostino che comandò una di queste colonne), artisti (i pittori Raffaello, Romualdo, Orfeo, e lo scultore Stefano), studiosi e scrittori (mons. Giuseppe, bibliotecario della civica biblioteca Mai dal 1926 al 1937, Sereno, Giuseppe e l’avv. Luigi, che donò alla biblioteca Mai la preziosa Raccolta tassiana). Spicca la figura di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), celebre violinista, considerato il precursore del grande Paganini. Infine, Antonio (1895-1936), aviatore, decorato con tre medaglie d’oro, protagonista di eccezionali imprese aviatorie, giornalista e scrittore.

Il nome Locatelli fu assunto dagli emigranti a ricordo del paese d’origine, Locatello, in valle Inmagna. Il toponimo, secondo alcuni deriverebbe dal celtico “Leuktos”, ovvero “piccolo feudo”, ad indicare la terra assegnata al casato in feudo.

Secondo altra interpretazione all’origine del toponimo sarebbe invece il latino “locus”, ovvero “loco” (luogo). Nel dialetto bergamasco una piccola località diventa quindi “locadell”, da cui Locatello. Anticamente lo stemma del casato rappresentava un’oca poi trasfonnata in cigno. Per i nobili longobardi la grazia dell’uccello acquatico sembrava più consona al loro lignaggio: il cigno significava vecchiaia gloriosa, buon augurio e rispettabilità. A partire dal XVsecolo l’emblema divenne un allocco, nella variante del gufo e della civetta, simbolo di prudenza e di vittoria. L’allocco venne assunto come segno parlante del cognome: “loc” per Locatelli (gli araldi non sempre trovavano figure appropriate al lemma del cognome, così si servivano di figure che lo riproducevano a livello fonetico).

Nella nostra provincia si contano 3.987 famiglie Locatelli; in Italia 8.491.


Genealogia

Genealogia Locatelli

Stemmi

Stemmi famiglia Locatelli

Storia

Personaggi

Dimore

Iconografia

Ritratti e dipinti

Archivio fotografico

Fonti

Presso la Biblioteca Civica 'A. Maj' di Bergamo sono conservate le pergamene relative alle seguenti persone (per maggiori dettagli vai al sito):

Locatelli Andriolo fu Martino d. Balinus, ab. Vercurago, 1483 perg 0866

Locatelli Antonio fu Bernardo, di Sotto il Monte, 1536 perg 0248

Locatelli Antonio fu Bernardo, di Sotto il Monte, 1536 perg 0248

Locatelli Camillo fu Gerolamo, di Bergamo, 1578 perg 0253

Locatelli Elisabetta di Pasino moglie di Bassano Zoppi, 1505 perg 0959

Locatelli Francesco, 1519 perg 1150

Locatelli Francesco fu Francesco, notaio, 1548 perg 1161

Locatelli Francesco fu Martino, di Albino, 1499 perg 1039

Locatelli Giovanni Antonio di Pietro, di Bergamo, mercante, 1488 perg 0803

Locatelli Giovanni Antonio fu Pietro, mercante, 1489 perg 0998

Locatelli Giovanni Bruno fu Antonio d. Zuchaninus, di Valle Imagna ab. Albino, 1491 perg 0144

Locatelli Giovanni di Andriolo, ab. Vercurago, 1483 perg 0866

Locatelli Giovanni di Antonio, di Bergamo, notaio, 1495 perg 0763

Locatelli Giovanni di Antonio d. Bassaninus, di Valdimania, 1470 perg 1155

Locatelli Giovanni di Martino Brusa, notaio, 1489 perg 0998

Locatelli Giovanni fu Antonio, di Bergamo, 1532 perg 3350

Locatelli Goffredo fu Vitale, 1489 perg 0998

Locatelli Marco fu Francesco, di Vicenza, notaio pubblico e vescovile, 1545 perg 0871

Locatelli Marco fu Vincenzo, notaio, 1545 perg 1829

Locatelli Martino di Andriolo, ab.Vercurago, 1483 perg 0866

Locatelli Pasino fu Giovanni, 1489 perg 0998

Locatelli Pasino fu Giovanni, 1505 perg 0959

Locatelli Pasino fu Giovanni, di Valdimania, 1477 perg 1000

Locatelli Pasino fu Giovanni d. Frachia, di Bergamo, 1488 perg 0803

Locatelli Pedrino di Antonio, di berbenno, 1476 perg 0778

Locatelli Pedrino di Antonio d. Bassaninus, di Valdimania, 1470 perg 1155

Locatelli Petrina fu Martno moglie di Lanfranco Greppi, di Berbenno, 1430 perg 1738

Locatelli Pietro fu Giovanni, di Valdimania, 1481 perg 3298

Locatelli Pietro fu Giovanni Giobbe, di Valdimania, garzatore, 1488 perg 0803

Locatelli Simone di Antonio, di berbenno, 1476 perg 0778

Locatelli Tonolo fu Coazano, di Berbenno, 1454 perg 0797

Locatelli Vitale fu Alberto, ab. Medolago, 1406 perg 0376

Locatelli Zambone fu Zano, di Berbenno, 1454 perg 0797

Locatelli Zambono fu Folco, di Valdimania, 1270 perg 1812

Locatelli Zanni, 1441 perg 1078

Bibliografia

Documenti

Collezioni