Locatelli: differenze tra le versioni
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Versione delle 23:37, 12 dic 2007
Avventurarsi in questo immane casato è da temerari, ma val la pena di dare almeno un primo sguardo, non fosse che per un doveroso omaggio ai non pochi personaggi che hanno dato particolare lustro al nome e testimoniato attaccamento alla loro terra d’origine, e che hanno anche lasciato sufficienti documenti per scoprirli. Questa affezione alla loro terra dev’essere nel DNA dei Locatelli sparsi nel mondo, un carattere che in certo senso è anche confermato da quanti di essi hanno conservato ovunque questo loro cognome così legato alla Valle Imagna, splendida culla anche di tante altre importanti famiglie. L’elenco dei personaggi Locatelli non affolla solo secoli di storia, ma ha avuto momenti di grande attualità grazie al nobile cavaliere Carlo Locatelli. “Una vita per un cognome”: così viene presentato nel libro Il Casato Locatelli, a cura di Sara Locatelli, che ne dà poi un suo interessante profilo, oltre a un ordinato e ben presentato elenco di personaggi Locatelli. Egli ha raccolto un archivio di migliaia di pagine dedicate ai Locatelli, contenute in dieci volumi e promosso dal Centro Studi Valle Imagna. Ha inoltre organizzato raduni internazionali del casato, tenuti in Valle nel 1997 e nel 2002, con innumerevoli partecipanti dai cinque continenti. Sono esempi di collaborazione e promozione culturale veramente eccezionali. Per quanto riguarda la loro presenza nello Zibaldone informatico, è limitata per ora ad accenni agli antenati più antichi: essi sono noti a Bergamo già nel 1080 come professanti la legge longobarda; in seguito compaiono un Bonomo e un Alberto, seguaci dei Torriani, partecipanti nel 1147 alla seconda crociata; Giov. Boni di Locatello risulta in un atto del 1181, Bernardo nel 1220 fu podestà di Padova e Alberto nel 1237 fu fatto signore e barone del castello di Locatello da Federico II.
Abbiamo poi Foppa che nel 1395 risulta capo Guelfo, mentre nello stesso anno Vitale detto Osello risulta capo Ghibellino ed ebbe anche cittadinanza milanese come Beltramo, nobile bergamasco. Gradito a Venezia era Benachino, nel 1443 padrone di Brembilla e del castello di Clenezzo.
Tra gli ecclesiastici si ricordano Giovanni Vescovo di Venosa, Eustachio confessore di Pio V e il Cardinale Achille (1856-1936).
Nella folla di personaggi illustrati da Sara Locatelli o citati da Belotti e altri, ci limitiamo qui a ricordare in via emblematica il grande musicista Pietro Antonio Locatelli, l’eroico aviatore Antonio Locatelli e Monsignor Giuseppe, Bibliotecario della Civica Angelo Mai. Tra le famiglie di cui abbiamo un po’ di notizie, risaltano quella assai interessante dei Locatelli Lanzi nata nel 1500 dalla fusione di un ramo importante dei Lanzi nei Locatelli. Poi vi sono un Bernardino e un Giovanni Antonio de Locatel, emigrati all’inizio del ‘500 in Savoia ove ebbero il castello di Conflans, ad Albertville. Si ricordano inoltre un misterioso umanista conte Cesare, e poi l’avv. Luigi e il Notaio Dott. Giuseppe Locatelli mecenati Tassiani. Tra i numerosi artisti di nome Locatelli va citato almeno quello di Stefano, di suo padre e dei suoi zii e cugini. Vi sono poi le numerose famiglie Locatelli che vennero ulteriormente nobilitate in varie città d’Italia: Gorizia, Padova, Udine, Assisi, Cesena, Terni, Roma, Napoli, ecc. Infine vanno ricordate le famiglie che abbinarono altro nome, come i Locatelli Milesi, Pessina, Zuccala, ecc. Non vanno certo dimenticati i numerosissimi Locatelli che nel Risorgimento, nelle Guerre d’Indipendenza, nella Resistenza e in altre drammatiche occasioni si sacrificarono per la Patria, la Libertà, l’Umanità. [GPA].