Abati: differenze tra le versioni

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Famiglia che risulterebbe originaria della Val di Scalve in base a quanto afferma il cronista Bresciano Nassino (nato nel 1486), a proposito di un ramo che si sarebbe trasferito a Brescia.
 
Famiglia che risulterebbe originaria della Val di Scalve in base a quanto afferma il cronista Bresciano Nassino (nato nel 1486), a proposito di un ramo che si sarebbe trasferito a Brescia.
 
Camozzi nello Stemmario li cita col n. 2990, mentre per i de’ Abbatibus rimanda ai Terzi de’ Abbatibus, quindi si tratta di un’altra famiglia. Il Mozzi nelle ''Antichità Bergamasche'' li cita in I, 114 e 148 come Abati e I, 110 e 144v come Abbiati o Abbati.
 
Camozzi nello Stemmario li cita col n. 2990, mentre per i de’ Abbatibus rimanda ai Terzi de’ Abbatibus, quindi si tratta di un’altra famiglia. Il Mozzi nelle ''Antichità Bergamasche'' li cita in I, 114 e 148 come Abati e I, 110 e 144v come Abbiati o Abbati.
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Risulta un Notaio Abbati Terzi Giovanni fu Maffeo con atti tra il 1558 e il 1579.
 
Risulta un Notaio Abbati Terzi Giovanni fu Maffeo con atti tra il 1558 e il 1579.
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L’abate G. B. Angelini cita un Silvestro Abbati nel XVII secolo, sempre che si tratti della stessa famiglia.
 
L’abate G. B. Angelini cita un Silvestro Abbati nel XVII secolo, sempre che si tratti della stessa famiglia.
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Con il ‘700 abbiamo interessanti notizie e un albero genealogico della famiglia di Pietro Abati che ebbe due figli: il rev. Bortolo († 1789) e suo fratello Giuseppe (1726 † 1801 ca.) che sposò in primo voto Elisabetta Gazzaniga, parente dei conti Agosti, da cui Pietro († 1789), avvocato a Padova, e in secondo voto nel 1785 Teresa Maffi (o Massi), da cui Pietro Antonio († 1869). Quest’ultimo nel 1813 sposò Angelica Salvagni ed ebbe tre figli maschi e tre femmine: l’unico di cui si conosce discendenza è Giuseppe (1816†1890), avvocato, sposato nel 1860 a Bona Ghidini (1823†1879), di Nicola e di Maria Nob. Comenduno (vedova di Luigi Ferrari di Como). Giuseppe e Bona ebbero due figlie: Angelica, nata 1863 e morta di tifo nel 1884, e Bianca (1866 † 1828), che sposò il conte Agostino Suardo.
 
Con il ‘700 abbiamo interessanti notizie e un albero genealogico della famiglia di Pietro Abati che ebbe due figli: il rev. Bortolo († 1789) e suo fratello Giuseppe (1726 † 1801 ca.) che sposò in primo voto Elisabetta Gazzaniga, parente dei conti Agosti, da cui Pietro († 1789), avvocato a Padova, e in secondo voto nel 1785 Teresa Maffi (o Massi), da cui Pietro Antonio († 1869). Quest’ultimo nel 1813 sposò Angelica Salvagni ed ebbe tre figli maschi e tre femmine: l’unico di cui si conosce discendenza è Giuseppe (1816†1890), avvocato, sposato nel 1860 a Bona Ghidini (1823†1879), di Nicola e di Maria Nob. Comenduno (vedova di Luigi Ferrari di Como). Giuseppe e Bona ebbero due figlie: Angelica, nata 1863 e morta di tifo nel 1884, e Bianca (1866 † 1828), che sposò il conte Agostino Suardo.
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Giuseppe era assai ricco e nel 1784 fece costruire il Palazzo in via Tassi (ora civ. 89) con vasto e splendido giardino con prospettive (ora parco Caprotti e oltre). Suo figlio Pietro Antonio acquistò nel 1831 la proprietà in San Martino della Pigrizia e nel 1852 una casa padronale.
 
Giuseppe era assai ricco e nel 1784 fece costruire il Palazzo in via Tassi (ora civ. 89) con vasto e splendido giardino con prospettive (ora parco Caprotti e oltre). Suo figlio Pietro Antonio acquistò nel 1831 la proprietà in San Martino della Pigrizia e nel 1852 una casa padronale.
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== Genealogia ==
 
== Genealogia ==

Versione delle 12:46, 23 nov 2007

Famiglia che risulterebbe originaria della Val di Scalve in base a quanto afferma il cronista Bresciano Nassino (nato nel 1486), a proposito di un ramo che si sarebbe trasferito a Brescia. Camozzi nello Stemmario li cita col n. 2990, mentre per i de’ Abbatibus rimanda ai Terzi de’ Abbatibus, quindi si tratta di un’altra famiglia. Il Mozzi nelle Antichità Bergamasche li cita in I, 114 e 148 come Abati e I, 110 e 144v come Abbiati o Abbati.

Risulta un Notaio Abbati Terzi Giovanni fu Maffeo con atti tra il 1558 e il 1579.

L’abate G. B. Angelini cita un Silvestro Abbati nel XVII secolo, sempre che si tratti della stessa famiglia.

Con il ‘700 abbiamo interessanti notizie e un albero genealogico della famiglia di Pietro Abati che ebbe due figli: il rev. Bortolo († 1789) e suo fratello Giuseppe (1726 † 1801 ca.) che sposò in primo voto Elisabetta Gazzaniga, parente dei conti Agosti, da cui Pietro († 1789), avvocato a Padova, e in secondo voto nel 1785 Teresa Maffi (o Massi), da cui Pietro Antonio († 1869). Quest’ultimo nel 1813 sposò Angelica Salvagni ed ebbe tre figli maschi e tre femmine: l’unico di cui si conosce discendenza è Giuseppe (1816†1890), avvocato, sposato nel 1860 a Bona Ghidini (1823†1879), di Nicola e di Maria Nob. Comenduno (vedova di Luigi Ferrari di Como). Giuseppe e Bona ebbero due figlie: Angelica, nata 1863 e morta di tifo nel 1884, e Bianca (1866 † 1828), che sposò il conte Agostino Suardo.

Giuseppe era assai ricco e nel 1784 fece costruire il Palazzo in via Tassi (ora civ. 89) con vasto e splendido giardino con prospettive (ora parco Caprotti e oltre). Suo figlio Pietro Antonio acquistò nel 1831 la proprietà in San Martino della Pigrizia e nel 1852 una casa padronale.

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Genealogia

[Genealogia Abati]

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Ritratti e dipinti

Personaggio di casa Abati 1

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Pietro Antonio Abati.jpg

Bona Ghidini in Abati 1.jpg

Bona Ghidini in Abati 2.jpg

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Giuseppe Abati

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