Adelasio: differenze tra le versioni
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Versione delle 15:38, 26 giu 2007
Le prime notizie di questa importante famiglia risalgono a Pagano, che fu nel Consiglio della Città convocato dal Vescovo nel 1110 e partecipò nel 1156 alla pace delle Mura con Brescia dopo Grumore; un Adelasio era inoltre nel 1115 del ramo di Medolago (V. Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Milano, 1928-32, I, pag 316). Tra i numerosi Adelasio, allora Adelaxi, presenti nelle istituzioni all’alba del comune di Bergamo, in ben sei atti risultano abbinati al nome Ayardi, in uno addirittura come fratelli. Tra gli assai numerosi e impegnati Adelasio medioevali abbiamo: Guala, console di Bergamo nel 1162-1165; Lanterio (Lantelmo) che nel 1217 era Podestà di Almenno al tempo della controversia con il Vescovo che i cittadini almennesi non volevano più riconoscere come signore feudale (la controversia era esplosa per un’ingiunzione vescovile che vietava la vendemmia prima del giorno da lui stabilito); Zuccone, nel 1267 presente con Gerolamo Rivola e Alberico Carpillione (Colleoni) al convegno nella lotta tra Corradino e Carlo d’Angiò; Almerasio, uno dei 24 sapienti di parte ghibellina eletti il 31 ottobre 1326 perché decidessero in merito ai misfatti frequenti in città; Guglielmo, giudice nel 1292. È assai difficile distinguere le diverse diramazioni, le cui partenze sono chiare solo per il ramo De Costis riportato nella genealogia pubblicata da Bortolo Belotti (Storia di Bergamo e dei bergamaschi, a cura della Banca Popolare di Bergamo [con prefazione di Tommaso Gallarati Scotti], 2ª Ed., Bolis, 1959, IV, p. 464) che però non chiarisce se si tratta di un ramo Adelasio (come lasciano intendere Castoldi e Spreti) o di un’altra famiglia. [GPA]
[Alberto Castoldi, Bergamo e il suo territorio. Dizionario Enciclopedico, Bergamo, Bolis Editore, 2004, p. 152]
Famiglia patrizia che nei secoli XII-XV ebbe in Bergamo dignità consolari; Guglielmo fu giudice nel 1292; nei secoli successivi espresse vari avvocati, amministratori pubblici e mercanti; fra Domenico fu Inquisitore dell’eresia (1550). La famiglia ebbe diversi rami: da Almiragio (1372) discende quello detto "Pognano", con proprietà in Colognola nel secolo XVII; da Medolago il ramo di Adelasio, vivente nel 1115, da cui discese Antonio che fu nel Maggior Consiglio nel 1690, e si estinse con Gerolamo, uno dei direttori della Repubblica Cisalpina, che ebbe dimora a San Michele al Pozzo Bianco; quello di Spirano con Giacomo (n. 1755), estintosi con le due figlie di Bartolomeo (n. 1786) maritatesi in Brembati e Albani; il ramo "de Cortis" discende da Antonio (XV secolo) e comprende Stefano detto Alessandro, dottore collegiato, in Maggior Consiglio nel 1621, suo figlio Pietro detto Alessandro, vescovo di Parenzo (1642), Giovan Battista (m. 1821), nobile di Parenzo nel 1796; il ramo di Ranica fu aggregato alla nobiltà nel 1819; un Pietro da Spirano fu fatto nobile dell’Impero austriaco nel 1838.